Giorgio Spini (1916-2006). Alcune notizie su Giorgio Spini, e alcune domande per Francesco Toppi, ex-presidente delle ADI, che ne era fraterno amico

Breve biografia di Giorgio Spini

Nato a Firenze il 23 ottobre 1916 da madre cattolica e padre evangelico, Giorgio Spini abbraccia fin da giovane la confessione di fede paterna e si orienta su posizioni marcatamente antifasciste. Lo influenzano in ciò l’Associazione cristiana dei giovani (collegata all’YMCA), con la sua ricchezza di contatti internazionali e di collegamenti con l’intellighenzia antifascista, e “Gioventù cristiana”, la rivista della corrente barthiana dei giovani intellettuali valdesi in stretto rapporto con la Chiesa Confessante Tedesca, impegnata contro il nazismo.

Agli anni universitari e alle prime esperienze culturali e politiche, segue l’arruolamento nell’esercito, l’adesione al Partito d’Azione e, con l’8 settembre 1943, il passaggio delle linee del Fronte per partecipare alla guerra di liberazione, che Spini combatte, come ufficiale di collegamento, nelle forze alleate della VIII Armata Britannica. In quel periodo cura una serie di trasmissioni radiofoniche antifasciste con lo pseudonimo di Valdo Gigli e salva alcune preziose tele di Botticelli, Paolo Uccello e Giotto.

Dopo la guerra intraprende una prestigiosa carriera universitaria che lo porterà a insegnare nelle Università di Messina e Firenze e, negli Stati Uniti, ad Harvard, alla University of Wisconsin e alla University of California – Berkeley nonché a diventare presidente dell’Istituto Socialista di Studi Storici e condirettore della “Rivista Storica Italiana”.

Ponendo al centro il contributo della cultura protestante, Spini si occupa di storia europea e nordamericana del Seicento, in particolare delle correnti spirituali religiose e antireligiose, della storia cinquecentesca del principato mediceo e di Firenze dopo l’Unità d’Italia nonché dei rapporti tra il Risorgimento italiano e i movimenti protestanti europei e statunitensi senza tralasciare le origini del socialismo.

Tra le sue opere più importanti si annoverano: Storia dell’età moderna, che lo fece conoscere al grande pubblico, Autobiografia della giovane America, Risorgimento e protestanti, e il seguito, Italia liberale e protestanti.

Predicatore laico evangelico, membro della Tavola Valdese – l’esecutivo della Chiesa Valdese e Metodista – Spini si adopera in favore della libertà religiosa. Metodista, lavora al Patto di integrazione tra la Chiesa Metodista e Valdese (1979) nonché alle trattative per l’Intesa tra la Chiesa Valdese e la Repubblica italiana (1984), come anche alle trattative per l’Intesa tra le Assemblee di Dio in Italia e lo Stato (1988).

Tra i molti riconoscimenti, nel 2000 riceve dal Presidente Ciampi l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2004 il Sindaco di Firenze gli conferisce la massima onorificenza cittadina, il “Fiorino d’Oro”.

Attivo fino alla fine – lavorava al seguito di Italia liberale e protestanti con un nuovo volume dedicato al periodo fascista in Italia – Giorgio Spini è morto all’ospedale fiorentino di Careggi sabato 14 gennaio 2006.

I funerali si sono svolti lunedì 16 gennaio nel luogo di culto della Chiesa Valdese di Firenze.

Notizie tratte in massima parte da: http://www.evangelici.net/notizie/1137327682.html

La Massoneria italiana rende omaggio a Giorgio Spini

Ai funerali di Giorgio Spini tra i tanti presenti c’era il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi in rappresentanza del Gran Maestro Gustavo Raffi e dei Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia, un alto esponente della Massoneria Italiana quindi, verso la quale Giorgio Spini durante un convegno della Massoneria tenutosi a Firenze nel 2005 (in occasione del bicentenario della Loggia Massonica Grande Oriente d’Italia) ebbe delle belle parole.

Ecco un articolo apparso su Erasmo che attesta quanto appena da me detto: ‘FIRENZE – Il Grande Oriente rende omaggio a Giorgio Spini. I funerali di Giorgio Spini, grande storico sui cui testi si sono formate generazioni di studenti e, al contempo combattente per la libertà negli anni bui della dittatura, si sono svolti il 16 gennaio a Firenze, nella Chiesa Valdese. Professore emerito all’Università di Firenze, ha insegnato in numerose università americane, fra le quali Harvard.

Il Maestro ci ha onorato, partecipando attivamente al convegno fiorentino del 12 novembre, organizzato nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario del Grande Oriente d’Italia. In quello che ha rappresentato uno dei suoi ultimi interventi, Giorgio Spini svolse una relazione sul ruolo storico della massoneria italiana. “Grande importanza deve essere attribuita alla massoneria dell’esilio – fu uno dei passaggi del suo discorso – con la linea di continuità massonica rappresentata dai nostri esuli che mantennero, contro la tirannide, un’opposizione di elevata spiritualità e coerenza, carattere peculiare, nei secoli, del massonismo universale”٭.

Numerosissime le autorità presenti ai suoi funerali, ai quali ha partecipato il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi in rappresentanza del Gran Maestro Gustavo Raffi e dei Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia’.

Erasmo, numero 1-2 / 2006, pag. 7

٭ Nota mia: Nel suo intervento in quel Convegno, Giorgio Spini debuttò così: ‘E’ con non finta commozione che ho accettato questo invito di recare un brevissimo messaggio di simpatia e di solidarietà ….’. Per chi vuole ascoltare tutto l’intervento di Giorgio Spini clicchi qua o vada qua http://www.bicentenario-goi.it/firenze_audio.htm

Tratto da: http://www.grandeoriente.it/img/riviste/erasmo/2006/26-0102.pdf

Le Assemblee di Dio rendono omaggio a Giorgio Spini

Naturalmente ai funerali di Giorgio Spini non poteva mancare anche un rappresentante delle ADI, e difatti c’è andato Francesco Toppi.

‘Si sono svolti, nella chiesa valdese di Firenze, i funerali dello storico Giorgio Spini. “Ha dato a noi, protestanti italiani, la nostra identità”, ha detto il Presidente della FCEI.

L’ultimo saluto a Giorgio Spini si è svolto in una chiesa gremita. Lunedì 16 gennaio alle ore 15, la chiesa valdese di via Micheli a Firenze conteneva a malapena le persone accorse da tutta la penisola per celebrare i funerali di uno dei massimi storici del Novecento. Giorgio Spini, metodista, studioso di fama internazionale, si è spento sabato 14 gennaio all’età di 89 anni, dopo una vita dedicata alla storia, all’impegno politico e alla fede evangelica. La predicazione era affidata al pastore Massimo Aquilante, presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI); nel corso del culto sono intervenuti anche la pastora Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese; il presidente delle Assemblee di Dio (ADI), il pastore Francesco Toppi; il collega ed amico Sandro Rogari, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze; e il sindaco di Firenze Leonardo Dominici. “Il cuore di Spini, profondo conoscitore della grande cultura anglosassone e quindi fatalmente protestante, pendeva verso la Rivoluzione del 1688. Grazie a lui è stato messo in rilevo il nesso tra la cultura liberale e il protestantesimo” ha ricordato il pastore Giorgio Bouchard, già moderatore della Tavola valdese, intervenuto anch’egli in occasione dei funerali. E ancora: “Non solo, ma è stato mediatore della cultura anglosassone verso l’Italia. Grazie a lui abbiamo scoperto che l’800 italiano è stato un ‘secolo protestante'”. Nel corso dei funerali, il figlio dello storico scomparso, l’onorevole Valdo Spini, ha letto un messaggio di cordoglio del presidente Ciampi.

Gianni Long, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nel messaggio di cordoglio inviato alla famiglia Spini, ha voluto ricordare il ruolo svolto dallo storico nella nascita della FCEI: “Giorgio Spini è stato presidente del secondo Congresso evangelico italiano tenutosi nel 1965, da cui è poi nata la Federazione delle chiese evangeliche, due anni dopo”. Inoltre il presidente Long ha dichiarato: “Come storico Giorgio Spini è stato colui che – grazie ai numerosi libri scritti sul rapporto tra protestanti e l’Italia dal Risorgimento al ‘900 – ci ha dato la nostra identità, inserendo le piccole storie delle singole chiese nel quadro complessivo della storia nazionale. E non possiamo dimenticarci neanche come Spini, all’età di 70 anni, quando era un personaggio già famoso, aveva deciso di diventare predicatore locale, dimostrando uno spirito di servizio verso la propria comunità. Giorgio Spini è stato anche un ponte verso tutto l’evangelismo italiano, facendo fra l’altro parte delle commissioni che hanno trattato le Intese con lo Stato; non solo della propria chiesa, quella valdese e metodista, ma anche di altre chiese evangeliche. Egli ha inoltre sempre dimostrato particolare attenzione verso la realtà pentecostale”.

Tratto dal NEV del 18 gennaio 2006

Tratto da: http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=230

Poi Francesco Toppi lo ha omaggiato in un articolo dal titolo ‘Una duplice perdita’ apparso su Risveglio Pentecostale del Marzo 2006.

Giorgio Spini, invece, aveva un carattere affabile, era aperto, disponibile alla conversazione, non metteva mai alcuno in soggezione, eppure era uno dei più illustri storici italiani. Sui suoi libri di storia ha studiato un’intera generazione di studenti.

Famoso nel mondo intellettuale internazionale, professore di Storia dell’Europa Occidentale alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze, ha insegnato in diverse Università italiane e negli Stati Uniti (Harvard, Wisconsin, Berkely).

Mai disposto a nascondere la propria fede evangelica, aveva chiesto di essere accettato quale “predicatore locale” della Chiesa Metodista alla quale apparteneva fin dalla fanciullezza.

Chi scrive lo incontrò per la prima volta nel 1965, in occasione del Secondo Congresso Evangelico Italiano, del quale era stato nominato presidente. Memorabile, in quella occasione, la sua appassionata conferenza sulla libertà religiosa in Italia, in particolare riguardante i pentecostali, quando, con pochi autorevolissimi tratti propri di un’oratoria affascinante, descrisse le vicissitudini della “battaglia condotta fuori dal ghetto, nel paese, con la coscienza di lottare non già per un privilegio particolare, ma per la libertà di tutti gli italiani”, dando ampio riconoscimento a Giorgio Peyrot, “anima delle battaglie per la libertà religiosa in Italia”.

Sorse allora una fraterna amicizia, durata quarant’anni, tra lui, il più noto storico italiano, e chi scrive, giovane predicatore pentecostale. I suoi interventi autorevoli si erano manifestati fin dal 1950 con scritti che rivelavano le ingiustizie e le persecuzioni contro i pentecostali. Significativo fu l’intervento di Spini nel 1953 a favore della comunità ADI di Messina alla quale era stato impedito il culto.

Con un tempestivo intervento, fece fare un’interrogazione alla Camera dei Deputati riguardante il caso, che fu immediatamente risolto.

Nel 1959, le ADI ottennero, infine, il riconoscimento giuridico e la libertà di manifestare apertamente la propria fede.

Nel 1985 il Governo richiese di nominare una Commissione di studio per l’attuazione delle intese, in ottemperanza dell’Articolo 8, terzo comma della Costituzione.

Il Consiglio Generale delle Chiese, su mandato dell’Assemblea Generale, chiese fraternamente al professor Giorgio Spini di fungere da capo della delegazione, composta anche dal professor Sergio Bianconi, noto giurista valdese, dal dottor Giuseppe Di Masa, membro della chiesa ADI di Roma e da chi scrive.

I lavori iniziarono il 18 giugno 1985 e si conclusero con il testo definitivo dell’Intesa, il 27 ottobre 1986.

Ancora una volta Giorgio Spini svolse il suo incarico con grande competenza ricevendo il rispetto e l’ammirazione di tutti i membri della Commissione, quasi tutti autorevoli professori di diritto ecclesiastico in varie università italiane.

Tutto si svolse in un’atmosfera di grande cordialità.

È da ricordare come egli ripetutamente non abbia mancato di testimoniare della propria fede evangelica e ripetutamente suggeriva a chi scrive: “Testimonia dell’Evangelo perché questi non ne sanno nulla, sono completamente a digiuno del messaggio della salvezza”.

Famoso nell’ambito culturale di mezzo mondo, non nascose mai la semplice fede evangelica che professava e non si vergognò mai di unirsi ai più poveri e semplici credenti.

Ripetutamente ha visitato la nostra comunità di Roma, partecipando con la predicazione arricchita dalla sua oratoria affascinante e comprensibile.

In questi ultimi anni ha partecipato spesso ai culti nella comunità ADI di Firenze, dove talvolta ha predicato. Aveva scelto come suo accompagnatore un suo giovane studente, membro di quella chiesa.

In una delle sue ultime visite a Roma, nel 2004, è stato ospite per qualche ora dell’Istituto Biblico Italiano. In quell’occasione ha esortato gli studenti a rimanere saldi nell’Evangelo, unica fonte di vera libertà.

Fino all’ultimo vigile e lucido ha continuato a tenere contatti con i suoi amici fraterni.

Il Signore lo ha richiamato a Sé, a noi lascia il ricordo di un deciso combattente per la fede e per la giustizia che è stato un’ispirazione per quanti lo hanno conosciuto, stimato ed amato.

Con lui il mondo evangelico italiano ha perduto un testimone e un difensore.

In particolare siamo grati a Dio per la sua testimonianza di fede, lealtà e disponibilità totale per la causa dell’Evangelo in Italia.

Alla dolce consorte, ai figli ed in particolare a Valdo, il quale sta seguendo le orme paterne e continua ad essere un fraterno amico delle ADI, giungano, a nome del Consiglio Generale delle Chiese, i sentimenti più profondi di solidarietà ed affetto, con l’assicurazione delle nostre preghiere.

Questi due eccezionali credenti, risoluti testimoni dell’Evangelo in Italia, non sono più con noi, ma ci hanno lasciato un’eredità di libertà e di fede.

Dio ci aiuti, come parte di una minoranza significativa della società italiana, a valutare e a riconoscere il Mandato che Egli ci ha affidato di tenere alto il nome, la fede e l’etica e dell’Evangelo. Francesco Toppi

Tratto da: http://www.assembleedidio.org/risveglio/RPmar06.pdf

Mio commento con alcune domande a Francesco Toppi

La presenza dell’allora Presidente delle ADI Francesco Toppi ai funerali di Giorgio Spini si spiega con il fatto che Giorgio Spini – come detto nella breve biografia – ebbe un ruolo di primo piano nella stipulazione dell’Intesa tra lo Stato e le ADI. Vediamo di spiegarlo meglio.

Nel giugno 1984, in occasione del Convegno Pastorale delle ADI venne indetta una sessione straordinaria dell’Assemblea Generale per discutere e approvare la documentazione (Carmine Lamanna definisce improbo il lavoro che fu fatto per la preparazione della documentazione, e Toppi gli fa eco definendolo ‘gravoso ed arduo’) da presentare al Governo Italiano in vista dell’intesa con lo Stato. All’unanimità furono ratificati gli argomenti da inserire nell’intesa e la stesura globale dei ‘Lineamenti dottrinali’ delle ADI. Il 23 luglio di quello stesso anno venne inoltrata formale richiesta al Governo. La Presidenza del Consiglio dei ministri allora costituì una Commissione di studio per valutare le richieste delle ADI in vista della predisposizione del progetto di intesa e chiese che venissero indicati quattro esperti per rappresentare le ADI nella Commissione stessa. I quattro esperti, designati dal Consiglio Generale delle Chiese ADI, furono il professore Giorgio Spini, il professore Sergio Bianconi (evangelici che avevano fatto parte della precedente commissione per l’intesa con la Tavola Valdese), il dottore Giuseppe Di Masa quale consulente legale delle ADI, e poi il Presidente delle ADI. I lavori della commissione iniziarono nel giugno del 1985, e si conclusero nell’ottobre del 1986. Nell’ottobre del 1986 venne siglato il testo definitivo dell’intesa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e dal presidente delle ADI. L’intesa fu poi firmata il 29 dicembre del 1986. Nel novembre del 1988 poi, lo Stato Italiano – sulla base dell’intesa tra Stato e ADI stipulata nel dicembre del 1986 e firmata dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal Presidente ADI Francesco Toppi – promulgò la legge che regola i rapporti tra lo Stato e le ADI.

Ora, considerando dunque il ruolo che ha avuto Giorgio Spini nell’Intesa Stato-ADI, la sua decennale amicizia con Francesco Toppi, il fatto che sia stato fatto predicare in alcune comunità ADI, certamente fanno sorgere in me diverse domande le parole di elogio del Metodista Giorgio Spini alla Massoneria (che si fonda su principi antibiblici), infatti in quel convegno ricordato nell’articolo su ‘Erasmo’ viene detto: ‘Grande importanza deve essere attribuita alla massoneria dell’esilio – fu uno dei passaggi del suo discorso – con la linea di continuità massonica rappresentata dai nostri esuli che mantennero, contro la tirannide, un’opposizione di elevata spiritualità e coerenza, carattere peculiare, nei secoli, del massonismo universale’, ed egli ebbe anche a dire: ‘E’ con non finta commozione che ho accettato questo invito di recare un brevissimo messaggio di simpatia e di solidarietà ….’.

Ora, in base alle parole di Francesco Toppi su Giorgio Spini, egli si fregia di essere stato amico di Giorgio Spini, e si compiace del fatto che Giorgio Spini abbia predicato non solo in seno alla Chiesa ADI di Roma ma anche in quella di Firenze. Mi viene da domandare quindi a Francesco Toppi come mai una persona come Giorgio Spini, che ha portato un messaggio di simpatia e solidarietà ad un convegno della Massoneria, abbia avuto accesso in seno al popolo di Dio, e gli sia stato dato persino il pulpito in alcune occasioni. ‘Un ministro del Vangelo, un predicatore del Vangelo, può manifestare simpatia e solidarietà verso la Massoneria?’ Ed ancora: ‘Nelle ADI è lecito dunque essere amici di Protestanti che parlano in questa maniera della Massoneria?’

Ma vorrei chiedere a Toppi, dato che siamo in tema di Massoneria, anche questo: ‘Nelle ADI è lecito essere membri della Massoneria? Qual è la posizione delle ADI a tale riguardo?’ Giusto per sapere anche questo.

Per chi vuole sapere cosa è la Massoneria, e capire perché essa è incompatibile con il Vangelo perchè contraria al Vangelo, vi presento il seguente articolo.

Che cosa è la Massoneria?

La massoneria rimanda ai principi, alle istituzioni e alle regole dell’ordine fraterno dei “massoni liberi ed accettati”. Nella gran parte della società mondiale, la massoneria è un’organizzazione di uomini basata sulla “paternità di Dio e sulla fratellanza dell’uomo,” avente come simboli, utensili per costruire, per insegnare le verità morali basilari accettate dalle persone di buona volontà.

Il loro motto è “moralità in tutto ciò che tutti approvano, ossia, essere buoni e veri uomini.” La massoneria è religiosa poiché sono richieste la fede in un Essere Supremo e nell’immortalità dell’anima per divenirne membri, ma non è settaria poiché non richiede nessun testo religioso. ** La volontà della massoneria è di far sì che persone diverse si possano incontrare in armonia, e che si promuova l’amicizia e la carità. Il loro fondamento è che siamo tutti figli di un solo Dio, che tutte le persone sono in relazione tra di loro e che il modo migliore di adorare Dio è servire la gente.

Non esiste un loro quartier generale a livello nazionale, ma il più grande a livello regionale è lo Scottish Rite Southern Jurisdiction, situato ad Alexandria, Virginia. Il numero dei massoni statunitensi è stimato attorno ai tre milioni, mentre a livello mondiale sono all’incirca cinque milioni. L’unità principale della massoneria è la loggia che ha uno statuto stabilito da una grande loggia, la quale esercita i poteri amministrativi. Le logge sono legate insieme da un sistema di riconoscimento reciproco attraverso i requisiti massonici. Esse conferiscono tre gradi: apprendista, membro della corporazione e maestro massone. Gradi supplementari vengono conferiti da due gruppi di massoneria avanzata: gli “York Rite” che conferisce 12 gradi e la “Scottish Rite” che conferisce 30 gradi superiori. Negli Stati Uniti e nel Canada i membri hanno formato un gran numero di gruppi per essere in grado di espandere le proprie attività sociali e caritatevoli. Il gruppo meglio conosciuto è quello degli Shriners che organizzano parate festive e sostengono ospedali per handicappati e bambini ustionati. (Per essere uno Shriner ossia [“dell’ordine dei Templari Mistici”], occorre essere arrivati al 32.grado della Scottish Rite Mason o all equivalente della York Rite [Knights Templar]).

Sebbene solo gli uomini (di almeno 21 anni) possono essere massoni, relative organizzazioni sono disponibili per i loro parenti- infatti c’è l’Ordine della Stella dell’Est per i maestri massoni e le loro mogli, l’Ordine di De Molay per i ragazzi, l’Ordine delle figlie di Job e dell’Arcobaleno per le ragazze. La loggia massonica ha più di cento organizzazioni, incluse le figlie del Nilo, gli Alti Cedri del Libano, il Mistico Ordine dei Profeti Velati del Reame Incantato, i Cavalieri della Croce Rossa di Costantino e la Loggia Blu.

Sebbene alcuni massoni ritengano che l’origine della propria organizzazione risalga all’inizio dei tempi (molti dei loro insegnamenti sono legati al Tempio di Salomone, ma loro affermano che anche Giovanni Battista e Giovanni l’Apostolo erano massoni), la moderna massoneria ha avuto inizio solo nel 1717. In quell’anno le quattro logge britanniche formarono la prima grande loggia d’Inghilterra che divenne la prima grande loggia al mondo. Da allora, le logge si sono diffuse in tutto il mondo. Con le grandi logge locali formatesi ovunque c’erano anche logge più piccole a sufficienza. Le prime logge americane apparirono a Philadelphia (1730) e a Boston (1733).

La terminologia e il simbolismo massonico proviene maggiormente dalla corporazione dei lavoratori della pietra durante il Medio Evo. In inglese la massoneria viene chiamata Freemasonry e la particella “free” proviene dalla parola “freestones” (pietra che può essere tagliata senza essere scalfita) che veniva usata dai massoni. Anche i massoni che lavoravano la pietra erano divisi nei tre livelli coi quali oggi vengono divisi i moderni massoni. Nella massoneria vengono usati diverse allegorie e simboli. Spesso gli scrittori massoni usano questa antica definizione già usata dai loro antichi: “La massoneria è un sistema di moralità, nascosta nell’allegoria ed illustrato da simboli.” Ma questi simboli possono essere interpretati come ognuno vuole. I maestri massoni stabilirono sotto giuramento che “sempre si cela, mai si rivela.” Originariamente la massoneria era un modo col quale le persone potevano svolgere occultamente la loro “attività” rimanendo rispettabili cittadini. Il titolo della rivista ufficiale massonica negli Stati Uniti è New Age. Alcune chiese sono condotte da massoni (un’indagine del 1991 fatta dall’Assemblea Battista del Sud rivelò che il 14% dei pastori e il 18% dei diaconi dell’Assemblea Battista del Sud sono massoni. È stato inoltre calcolato che questa assemblea comprende il 37% dei membri delle logge statunitensi.)

Diverse altre società segrete sembrano emulare il modello massone. L. James Rongstad dice che la massoneria è “la nonna” di tutte le logge. I suoi insegnamenti, rituali, usi e costumi, e la sua segretezza hanno avuto un effetto ispirante per altri gruppi simili come le Alci, le Aquile, o la masseria nazionale . I riti del Tempio Mormone sono sorprendentemente simili alle pratiche delle logge massoniche (probabilmente perché Joseph Smith, il fondatore della chiesa mormone, era anche un massone). Anche i rituali usati oggigiorno nelle fraternità collegiali sono basati più o meno su quelli massoni così come i simboli sul retro dei dollari americani (piramide, occhio che vede dappertutto, il numero di piume sulle ali dell’aquila, le stelle sopra la testa dell’aquila sotto forma di Stella di Davide) e ciò non deve sorprendere considerando che diversi dei cosiddetti padri fondatori dell’America erano loro stessi dei massoni come George Washington, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, Ethan Allen, John Hancock, John Paul Jones, Paul Revere, Robert Livingston, e 35 altri meno conosciuti che erano firmatari della Dichiarazione di Indipendenza e/o della Costituzione. Altri personaggi famosi della storia erano massoni come ad esempio Mozart, Henry Ford, Rudyard Kipling, Gerald Ford, Douglas MacArthur e Will Rogers. (Vi erano però tra i padri fondatori anche qualcuno che condannava la massoneria: John Adams, John Quincy Adams, James Madison, Millard Fillmore, Daniel Webster e Charles Summer.)

Dal momento che i massoni sono coinvolti in così tante degne cause, diversi di loro non sanno che i loro leaders dicono che la massoneria in realtà è una religione e non semplicemente “un’organizzazione fraterna, sociale e di servizio civico.” Joseph Fort Newton (1880-1950), un ministro episcopale, riconosciuto un’autorità dal mondo massone, disse che “la massoneria non è una religione ma “La” Religione – non una chiesa ma un culto nel quale gli uomini di tutte le religioni possono unirsi.” Infatti, la massoneria si ritiene come la sostituta e l’unificatrice di tutte le religioni. (In diversi momenti e luoghi, la massoneria ha incontrato oppositori religiosi o politici. Gli oppositori religiosi, specialmente i Cattolici Romani e le chiese Ortodosse dell’Est, rivendicavano che la massoneria è una religione ed è un’organizzazione segreta. Però il divieto papale ai Cattolici Romani di divenire membri delle logge massoniche fu annullato nel 1983.)

Henry Wilson Coil è l’autore dell’enciclopedia (Coil’s Masonic Encyclopedia) che molte logge accettano come la loro fonte autorevole. Egli dice che se la massoneria non è una religione, niente dovrebbe essere aggiunto per renderla tale, ed il servizio religioso nei funerali massoni è una prova sufficiente a considerare la massoneria una religione. Ma il fatto che la massoneria sia una religione non necessariamente la condannerebbe, se non fosse che i punti di vista della religione massonica sono in aperto conflitto con la Cristianità Biblica, cosicché, secondo noi, un massone consapevole non può essere un vero cristiano.

Qui sotto analizzeremo cosa credono i massoni a proposito delle loro fonti di insegnamento su Dio, Gesù Cristo, il peccato, la salvezza e la vita futura:

1. Fonti di insegnamento.

I massoni considerano la Bibbia come il “Volume della Sacra Legge” (V.S.L.), ed è considerata una parte indispensabile di ciò che viene chiamata “l’attrezzatura,” nelle logge massoniche. Ma la Bibbia viene usata solo nelle logge cristiane – il Corano viene usato solo nelle logge musulmane, le Vedas solo in quelle braminiche, il pentateuco ebraico in quelle ebraiche, ecc. Jim Shaw, un noto massone, dice che la massoneria non è basata sulla Bibbia (riferita come “La Grande Luce”), ma bensì sulla Cabala, un libro medioevale di misticismo e magia. Un’altra autorità massonica, Henry Wilson Coil, ammette che gli insegnamenti della Cabala possono essere visti in qualcuno dei gradi mistici e filosofici della massoneria. Albert Pike (vedi in seguito), l’uomo responsabile della riscrittura dei gradi della Scottish Rite nella forma attuale, disse che la “ricerca della luce massonica” guida direttamente alla Cabala, la fonte basilare dei credo massonici (morali e dogmi ). [HJB]

Una delle più grandi autorità massoniche è stato Albert Pike (1809-1901), Sovrano Gran Comandante del Concilio Supremo del Sud della massoneria Scottish Right negli Stati Uniti e “un membro onorario di quasi tutti i concilii supremi del mondo” (tratto dall’Enciclopedia della massoneria di Albert Mackey e Charles McClenachan, The Masonic History Company, 1921, rev ed, 2:564). Egli scrisse Morali e Dogmi dell’Antica e Accettata Scottish Rite della massoneria per il Concilio supremo del 33esimo Grado, che fu pubblicato dalla sua autorità. Questo compendio del credo massonico collega la massoneria all’Induismo, al Buddismo, al Zoroastrianismo e ad altre religioni. Albert G. Mackey, coautore dell’Enciclopedia della massoneria , è anche uno dei massimi autori massonici. Nel suo Manuale della loggia, egli spiegò gli insegnamenti massonici risalendo “agli antichi riti e alle pratiche misteriose in seno all’oscurità pagana. …” (Albert G. Mackey, Manual of the Lodge, Macoy and Sickles, 1802, p. 96).

Per concludere, i massoni non adattano le loro convinzioni alla Bibbia, ma bensì adattano la Bibbia alle loro convinzioni. La fedeltà massonica non è mai rivolta a Dio ma alla loggia. Coil concluse dicendo che: “la maggior parte dei massoni credono che la Bibbia sia solo un simbolo della volontà, della Legge, della Rivelazione di Dio e non che il suo contenuto sia la Legge di Dio, ispirata o rivelata. Finora nessun’autorità massonica ha mai sostenuto che un massone debba credere nella Bibbia o a qualche parte di essa.” L’unico riferimento della massoneria a tal proposito è che ogni persona debba giurare sul libro più santo che conosca, cosicché possa così anche attenersi ai giuramenti della massoneria.

2. Dio.

Per divenire membro della massoneria è richiesto che si creda a Dio, ma al candidato non viene mai richiesto a quale dio egli creda — “La Massoneria … richiede semplicemente che tu creda in qualche deità, dagli il nome che vuoi … qualsiasi dio tu voglia, egli è il tuo dio” (Little Masonic Library, Macoy Publishing, 1977, 4:32). I massoni chiamano comunemente la loro deità come il “Grande Architetto dell’Universo” (G.A.O.T.U.) o l’Essere Supremo. Dio è inoltre descritto come il Grande Artefice, il Grande Maestro della Grande Loggia dell’aldilà, Geova, Allah, Buddha, Brahma, Vishnu, Shiva, o il Grande Geometra. (La “G” nell’anello massonico può essere riferita a Dio (God) ma anche alla geometria (Geometry)). I massoni sostengono che il nome reale di Dio è stato perso (cf. Gv. 14:8-9; Filip. 2:9-11; 1Gv. 5:20) [HJB] .

3. Gesù Cristo.

Il nome di Cristo viene citato raramente nella letteratura massonica e ciò è dovuto verosimilmente al fatto che non si voglia offendere gli appartenenti a fedi diverse dal Cristianesimo. Addirittura qualche leader massone sostiene che il Messia non sarà un individuo, ma “la perfezione della razza umana.” Uno di questi leader ritiene che le storie riguardanti i vari Messia abbiano la loro origine nelle credenze antiche religiose. Inoltre i Massoni considerano le discussioni riguardanti la deità di Cristo interminabili e futili. Quando citano la Bibbia, i passaggi su Cristo vengono omessi, e non è mai permesso, (nelle logge”di buon ordine”) offrire una preghiera nel nome di Gesù Cristo. Ai massoni non interessa se una persona rivolga le proprie preghiere a Dio o Geova, Allah o Buddha, Maometto o Gesù, il Dio d’Israele o alla “Grande Prima Causa,” ma nella loggia, l’unica preghiera consentita è al “Grande Architetto dell’Universo.” [HJB] Chiarito ciò ne consegue che la massoneria non crede che Gesù Cristo è Dio e che la salvezza è ottenibile solo attraverso Lui (1Gv 4:3). La massoneria è una religione senza Salvatore.

Nel cuore della massoneria vi è una segreta dottrina luciferica che un massone impara a conoscere solo dopo aver raggiunto i livelli più alti. Manly Palmer, una delle più grandi autorità massoniche, scrive, “Quando il massone … ha imparato il mistero della sua Potenza, le ribollenti energie di Lucifero sono nelle sue mani. …” (Manly Palmer Hall, The Lost Keys of Freemasonry, p. 48). L’Apostolo Giovanni avvertì che coloro che negano che Gesù è l’unico Cristo e che venne nella carne hanno abbracciato lo Spirito dell’Anticristo (1Gv 4:1-3). Inoltre la massoneria sostiene che Gesù non era il Cristo, ma che Egli aveva conseguito uno stato di “coscienza cristiana” ottenibile da tutta l’umanità: “Gesù di Nazaret ha raggiunto un tale livello di coscienza e di perfezione da essere definito in svariati modi come coscienza cosmica, rigenerazione dell’anima, iniziazione filosofica, illuminazione spirituale, splendore braminico, coscienza di Cristo (Lynn F. Perkins, The Meaning of Masonry, CSA Press, 1971, 53).

4. Il peccato.

Il peccato viene raramente citato nella letteratura massonica. Viene negato il senso biblico della realtà del peccato (più o meno come Scientology); i massoni pensano che qualsiasi “difetto” possa essere cancellato dalla grande illuminazione. Per ottenere il grado di Maestro Massone, il simbolismo implica che la persona sia redenta dalla morte del peccato e dall’inquinamento del peccato. [HJB]

5. Salvezza e vita futura.

I massoni pensano che la salvezza riguardi l’essere portato da uno stato materiale ad uno spirituale (l’uomo ritorna alla “propria spiritualità dimenticata). I massoni credono che il grado di Maestro Massone simboleggia la vecchia età, la quale consente di riflettere felicemente sulla vita ben spesa e di “morire nella speranza di una gloriosa immortalità. Siccome essi negano la realtà del peccato, i massoni non vedono il bisogno di salvezza nel senso biblico. Essi la vedono come un apprendimento passo dopo passo, e che viene attraverso l’iniziazione nei gradi massonici e nei loro misteri.. [HJB]

Nel 19esimo grado della Scottish Rite Freemasonry viene detto agli iniziati che la fedeltà agli “statuti e alle regole dell’ordine massonico” farà meritare loro di “entrare nella Gerusalemme celeste (Regno dei Cieli).” Al 28esimo grado viene detto che “il vero massone è colui che si innalza fino ad ottenere il Regno dei Cieli” e il cui dovere è “di spogliarsi del peccato originale …” Quindi essi insegnano una salvezza attraverso opere o attraverso uno sviluppo caratteriale e non attraverso la fede in Cristo. Anche al 32esimo grado, un massone non potrà mai trovare la “luce” che sta cercando.

* Per realizzare questo articolo sono state usate queste quattro fonti principali: (1) Grolier’s 1995 Multimedia Encyclopedia, (2) What They Believe, Harold J. Berry [HJB], BTTB:1990, pp. 71-96); (3) Freemasonry and Christianity, Alva J. McClain, BMH Books:1986; (4) 7/97, The Berean Call.

** Il settarismo è semplicemente il credere che una fede ha un esclusivo angolo di verità e che tutte le altre sono false. Infatti il Cristianesimo viene considerato dai massoni come una setta, e i cristiani che credono solo a Gesù vengono chiamati settari. poiché è stato rivelato che il “Dio” massonico odia il settarismo, l’elite della massoneria ammette di odiare Gesù Cristo. Questa è la ragione per cui i massoni accettano liberamente i buddisti, musulmani, zoroastriani, vuduisti e anche satanisti nelle loro fratellanze. Tutti coloro che non considerano la propria religione come quella esclusiva sono benvenuti. Questo sarebbe settarismo. In ogni caso Gesù Cristo disse che lui solo è il vero Dio e che solo Lui è “la Via, la Verità e la Vita.” Di conseguenza coloro che credono in Lui come Dio rifiutano di dare gloria ad altri dei. Ogni vero cristiano, dal punto di vista massone, è necessariamente odiato e additato come un sovversivo e un credente settario. (Source: 1/95, Flashpoint. )

# La maggior parte non realizza quanto siano terribili i giuramenti che i massoni richiedono per prender parte ai gradi avanzati in questo culto. A ogni apprendista principiante, per esempio, viene richiesto di dire:

“Mi incateno sotto una pena per cui, possa la mia gola essere tagliata, la mia lingua sradicata dalla sua radice, possa io essere seppellito nella ruvida sabbia del mare dove l’acqua è bassa e bersagliato dal riflusso della marea e da doppie correnti per le ventiquattro ore del giorno, se io dovessi mai consapevolmente o volontariamente violare il giuramento solenne come apprendista principiante. Perciò aiutami Dio.”

Ogni grado successivo ha un simile orribile giuramento e pene legate ad esso. Ma Gesù comandò ai suoi discepoli di “non giurare del tutto” (Matteo 5:34; Giacomo 5:12). Inoltre, Gesù non legittimerebbe mai questi giuramenti richiesti, poiché disse: “Io non ho mai detto nulla in segreto” (Giovanni 18:20). La massoneria proclama di aver trovato la verità, eppure esige che i suoi membri non rivelino mai la verità e che conservino i loro insegnamenti! Come è differente dal vero Cristianesimo nel quale viene comandato di “andare nel mondo a predicare la buona novella ad ogni creatura” (Marco 16:15). I metodi massonici sono quindi condannati dalla Parola di Dio.

Biblical Discernment Ministries – Revised 8/97

Tratto da: http://www.apocalypsesoon.org/I/i-7-mass.html

Giacinto Butindaro

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[Audio Streaming] Perché nelle ADI non predicano quasi mai sulle pene eterne

bibbia microfonoE’ stato messo on line il file audio della confutazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Perché nelle ADI non predicano quasi mai sulle pene eterne” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 68 MB (128 Kbps), 12.6 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 72 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

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‘Contro lo Statuto e il Regolamento delle ADI’ (libro)

Salute a te,

Ho pubblicato il mio libro ‘Contro lo Statuto e il Regolamento delle ADI

Confutazione dello Statuto e del Regolamento interno delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), affinché tutti coloro che sono rimasti incatenati dagli statuti e dalle regole umane delle ADI (e delle altre denominazioni evangeliche che hanno statuti e regole simili) possano recuperare la libertà spirituale perduta.

Dio ti benedica.
Giacinto Butindaro

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Domande per i miei fratelli, membri delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), che non credono nella predestinazione

Fratelli nel Signore, che frequentate Chiese ADI e che non accettate la predestinazione, vorrei porvi alcune domande molto semplici. Ormai sono molti anni che mi vedo giudicato da voi come uno che presenta un Dio ingiusto perché insegno la predestinazione, e quindi vorrei  porvi i seguenti quesiti, al fine di farvi riflettere seriamente, come mai avete fatto fino adesso, sulla predestinazione, e di indurvi ad investigare le Scritture per vedere se le cose che vi hanno insegnato i vostri pastori sulla predestinazione stiano veramente così perché in caso contrario dovete rivedere quello che avete creduto fino ad ora.

● Vi dispiace di essere stati eletti da Dio a salvezza in Cristo prima della fondazione del mondo (Efesini 1:4), e non invece quando avete creduto?

● Vi dispiace che Dio ha scritto il vostro nome nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8; 17:8) e non invece quando avete creduto?

● Cosa avvertite veramente dentro il vostro cuore quando leggete nella vostra Bibbia che Dio ci ha eletti in Cristo prima della fondazione del mondo (Efesini 1:4) e che ha scritto il nostro nome nel libro della vita sin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8; 17:8)? Un sentimento di profonda riconoscenza verso Dio o di rabbia verso Dio perché ritenete che Dio abbia agito con ingiustizia verso qualcuno escludendolo dall’elezione, e quindi non scrivendo il suo nome nel libro della vita?

● Come mai quando mi sentite dire che Dio ci ha eletti in Cristo a salvezza prima della fondazione del mondo, pensate subito a coloro che invece non sono stati eletti invece di mettervi a ringraziare Dio per avervi scelto? Pensate che nella Chiesa di Tessalonica, i fratelli quando lessero nell’epistola di Paolo che Dio li aveva eletti a salvezza sin dal principio mediante la fede nella verità e la santificazione dello Spirito (2 Tessalonicesi 2:13), abbiano cominciato a pensare a coloro che invece Dio non aveva eletto, come invece fate voi?

● A chi tra voi è sposato, vorrei chiedere: ‘Ma tua moglie si è mai arrabbiata con te perché tu hai scelto lei tra tante donne?’ Non è semmai contenta che tu l’hai preferita a tutte le altre donne? E quindi nel sapere che tu sei stato scelto da Dio a far parte della Sua Chiesa, che è la sposa di Cristo, non dovresti essere anche tu contento per ciò? Non penso che tua moglie, quando tu le hai detto: ‘Voglio sposarti!’, abbia pensato che tu stavi facendo un torto ad un’altra sorella per non avere scelto lei come sposa! Non capisco quindi proprio come mai tu quando senti dire che Dio ti ha scelto, pensi che se fosse così Dio avrebbe agito con ingiustizia perché non ha scelto tutti.

● Come mai voi affermate che gli uomini sono liberi di fare quello che vogliono, perché hanno il libero arbitrio, mentre invece negate questa stessa libertà a Colui che ha fatto gli uomini a sua immagine e somiglianza? In altre parole, non è strano che l’Iddio che dite vi ha fatto completamente liberi di scegliere, non è invece Lui completamente libero di scegliere qualcuno e rigettare altri, di dare la fede ad alcuni e di negarla ad altri? Vorreste quindi dire in questa maniera che Dio non è libero di fare quello che vuole (Salmo 135:6; Matteo 20:15) mentre gli uomini sì?

● Ammesso e non concesso che sia dipeso da voi e non da Dio che siete andati a Cristo, come mai Gesù ha spiegato che invece è stato il contrario, quando disse: “Per questo v’ho detto che niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre” (Giovanni 6:65), ed ancora: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giovanni 6:44)?

● Se siete voi che avete scelto Gesù, cosa che sbandierate ai quattro venti, come mai Gesù ha detto invece il contrario ai suoi discepoli: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi” (Giovanni 15:16)?

● Se siete voi che avete voluto credere in Cristo, e non Dio ad avere voluto farvi credere in virtù della predestinazione, vi domando: ‘Perché voi avete voluto credere, mentre tanti altri non vogliono credere e non vorranno credere fino alla fine dei loro giorni e andranno così in perdizione?’ Non è forse perché la salvezza “non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16)?

● Se il destino se lo crea l’uomo, vi domando: ‘Come mai Dio vi ha preservati dalla morte prima che voi credeste, e non ha permesso che voi moriste nei vostri peccati e andaste all’inferno? E come mai invece Dio ha fatto sì che tanti altri morissero nei loro peccati, senza peraltro fargli mai ascoltare il Vangelo, e andassero all’inferno?’

● Se avete voluto voi diventare figli di Dio, questo significa che siete nati di nuovo in virtù della vostra volontà. Ma vi domando allora: ‘Ma non pensate che come la prima nascita che avete sperimentato, cioè quella che vi ha permesso di entrare in questo mondo, è avvenuta per la volontà di Dio, così anche la seconda nascita, cioè quella che vi ha permesso di entrare nel Regno di Dio, sia avvenuta per la volontà di Dio? Altrimenti che senso avrebbero le parole di Giovanni, secondo cui noi non siamo nati da volontà d’uomo (Giovanni 1:13), e quelle di Giacomo secondo cui Dio ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità (Giacomo 1:18)?

● Se Dio vuole salvare tutti, nessuno escluso, come mai nel libro della vita, che è stato scritto fin dalla fondazione del mondo, non ci sono scritti i nomi di tutti gli esseri umani, ma solo quelli di alcuni (Apocalisse 13:8; 17:8)? Come mai Gesù parlava alle turbe in parabole affinché non intendessero e non si convertissero (Marco 4:11-12)? Ed ancora, perché ad Antiochia di Pisidia credettero solo coloro che erano ordinati a vita eterna (Atti 13:48)? E perché l’anticristo di cui la Scrittura dice che deve venire, deve andare in perdizione in quanto è il figliuol della perdizione e il suo destino è già segnato (2 Tessalonicesi 2:3,8)? Ed ancora vi domando: ‘Come mai Dio dice: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19)? Non pensate che quindi non a tutti viene fatta grazia perché Dio non vuole o non ha decretato di fare grazia a tutti?

● Se Dio vuole salvare tutti, nessuno escluso, e noi siamo stati salvati perché Dio sapeva che noi ci saremmo ravveduti e avremmo creduto, e non perché Dio ci aveva innanzi predestinato a salvezza; mentre coloro che vanno in perdizione non si sono ravveduti e non hanno creduto perché Dio sapeva che essi non si sarebbero ravveduti e non avrebbero creduto, e non perché Dio li ha predestinati alla perdizione, spiegatemi questo. La Scrittura afferma: “Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:20-24). Gesù dunque ha affermato che Dio sapeva che se nelle città di Tiro e Sidone fossero state compiute le opere potenti che poi fece Gesù in Corazin e Betsaida, esse si sarebbero ravvedute; come anche che se nella città di Sodoma fossero state fatte le opere potenti che Gesù fece poi in Capernaum, essa non sarebbe stata distrutta. Perché dunque Dio non fece sì che quelle opere potenti fossero compiute in quelle città?

● Ammesso e non concesso, che è come dite voi, che Dio semplicemente sapeva che noi avremmo creduto, ma non aveva affatto decretato di farci credere, vi domando: perché noi abbiamo creduto? In altre parole, come mai la preconoscenza di Dio si è tramutata in realtà senza il suo intervento? In virtù di chi o di che cosa siamo giunti a credere? Come è possibile da un lato dire che non è Dio che ci ha dato di credere in virtù di un suo proponimento formato prima della fondazione del mondo, e poi affermare che quello che Lui sapeva si è adempiuto e quindi noi abbiamo creduto? Non è strano che quello che Dio sapeva si è adempiuto, ma Lui non ha affatto operato in noi per farci credere? Ma allora, se non è per la volontà di Dio che noi ci siamo ravveduti e abbiamo creduto, in virtù di cosa ci troviamo oggi nella fede? Cioè, perché proprio noi – che Dio sapeva avremmo creduto – abbiamo voluto credere senza che Lui abbia operato in noi il volere, senza che Lui ci abbia voluto dare il ravvedimento e la fede? Come è possibile che quello che Dio sa innanzi si adempie in tutto e per tutto, senza che sia Lui che manda ad effetto la sua preconoscenza? Lo ripeto, ma non è strano, che quello che Dio sapeva innanzi si è adempiuto, ma Lui non c’entra affatto nella nostra decisione? Viene da domandarsi allora: ma allora le cose sono due: o l’uomo il destino se lo crea veramente lui stesso per cui è Lui il disegnatore e l’architetto della sua vita, o l’uomo è in balia di qualche forza impersonale o di una sorta di fato che lo spinge ad agire in maniera tale che quello che Dio sa sul suo conto si verifica. Il risultato comunque è sempre lo stesso, e cioè che alla fine succederà esattamente quello che Dio sapeva innanzi!!! Sono cose queste veramente strane e incomprensibili!! Non vi pare?

● Ammesso e non concesso, che è come dite voi, che Dio sapeva che noi avremmo creduto ma non ci aveva predestinato a credere, come mai Luca dice negli Atti: “Tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48)? Non vi pare che sia perché l’atto del credere di quelle persone era stato predeterminato da Dio in quanto Egli aveva ordinato quelle persone a vita eterna, cioè destinate a vita eterna?

● Ma se Dio sa già chi sono quelli che crederanno, questo significa che c’è un certo numero di persone destinate COMUNQUE a credere e che oltre questo numero non ce ne potranno essere altre. Domando dunque: non è anche questa predestinazione? Come fate dunque a dire che Dio vuole che tutti siano salvati, e poi affermate che solo alcuni crederanno in quanto nella mente di Dio è già fissato il numero di quelli che crederanno? Non c’è forse anche in questo caso nella mente di Dio un numero prestabilito di credenti? Come fate a dire dunque che Dio cerca di salvare tutti, quando Egli sa che un certo numero di persone non potranno credere? Come può Dio cercare di fare qualcosa che Egli sa non potrà mai compiersi? Può Dio cercare di salvare anche quelli che Egli sa non potranno credere?

● Ammettiamo che sia come dite voi, che siamo diventati predestinati una volta che il Signore ci ha salvati, vi domando: ‘Come mai invece Paolo fa risalire la nostra predestinazione a prima che il Signore ci chiamasse e ci giustificasse, secondo che è scritto: “Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Romani 8:29-30)? E non solo questo, ma come mai Luca dice negli Atti che ad Antiochia di Pisidia “tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48)? Notate nelle parole di Luca che egli non dice: ‘Tutti quelli che credettero furono ordinati a vita eterna’.

● Se Dio non forza nessuno a credere, come dite voi, come mai invece Saulo da Tarso fu forzato da Dio a credere o convertirsi, in quanto il Signore gli apparve e gli parlò (buttandolo a terra e togliendogli persino la vista fisica) mentre Lui andava a Damasco a perseguitare i santi?

● Se come dite voi, Dio indura il cuore dell’uomo solo dopo che questo, udito il Vangelo, rifiuta di credere, come mai è scritto in Giovanni: “Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:39-40)? In altre parole, come mai il rifiuto di credere da parte dei Giudei in Gesù fu prodotto dall’induramento dei loro cuori prodotto da Dio?

● Se la predestinazione non è da Dio, come mai nelle vostre comunità i capitoli 9 e 11 dell’epistola ai Romani non vengono mai commentati e spiegati? Eppure anche quei capitoli sono per noi Gentili in Cristo Gesù, secondo che dice Paolo: “Ma io parlo a voi, o Gentili: In quanto io sono apostolo dei Gentili, glorifico il mio ministerio” (Romani 11:13), ed ancora: “Poiché se tu sei stato tagliato dall’ulivo per sua natura selvatico, e sei stato contro natura innestato nell’ulivo domestico, quanto più essi, che son dei rami naturali, saranno innestati nel loro proprio ulivo? Perché, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi; che cioè, un induramento parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili” (Romani 11:24-25)? Non vi pare una cosa strana che una parte di quello che Paolo ha scritto ai Gentili in Cristo, non vi venga né letta e neppure spiegata?

● Se avete trovato il Signore perché lo avete cercato, allora vi domando: ‘Ma secondo la Bibbia è la pecora perduta che va in cerca del pastore o invece il pastore della pecora perduta?’ Ed ancora: ‘Ma non è forse scritto che non v’è alcuno che ricerchi Iddio (Romani 3:11), e che Dio dice: “Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano” (Romani 10:20)?

● Se siete stati salvati perché lo avete voluto voi e non perché lo ha voluto Dio, se siete voi che avete scelto il Signore e non il Signore a scegliere voi, ciò significa che comunque rispetto agli increduli avete avuto un merito, quello di avere voluto la salvezza e quello di avere scelto la via della salvezza. Vi domando dunque: ‘Ma allora come fate a dire che dinnanzi a Dio non avete di che gloriarvi, quando invece nei fatti vi gloriate? Come fate ad affermare che siete stati salvati per grazia e non per opere, quando in effetti non è proprio del tutto per grazia che voi siete stati salvati in quanto un qualche merito lo accampate comunque?

La grazia del Signore sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

Roma, il 1 Marzo 2010

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[Audio Streaming] Contro le menzogne dette dalle ADI per negare la predestinazione – parte II

bibbia microfonoE’ stato messo on line il file audio della confutazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Contro le menzogne dette dalle ADI per negare la predestinazione – parte II” trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 105 MB (128 Kbps), 19.8 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 112 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

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