Israele – Archeologia: Scoperto un sigillo dell’epoca del Primo Tempio

Fonte: Jerusalem Post édition française – riprodotto con autorizzazione

Un sigillo con il nome di una famiglia i cui membri erano addetti al servizio del Primo Tempio è stato scoperto durante degli scavi archeologici nella Città di David a Gerusalemme mercoledì 16 gennaio.

Il sigillo in pietra, vecchio di 2.500 anni, su cui è inciso il nome “Temech” è stato trovato all’inizio di questa settimana tra dei resti stratificati, ha annunciato l’archeologa Eilat Mazar che dirige gli scavi.

Secondo il libro di Nehemia, la famiglia Temech serviva nel Primo Tempio prima di essere mandata a Babilonia in seguito alla sua distruzione da parte dei babilonesi nel 586 avanti Cristo.

La famiglia faceva parte di quelle che sono tornate a Gerusalemme in seguito, secondo la Torah.

“Il sigillo di Temech ci da’ una connessione diretta tra l’archeologia e le fonti bibliche. Esso prova l’esistenza di questa famiglia menzionata nella Bibbia. Non si può che rimanere stupefatti della credibilità della Bibbia”, commenta Mazar. La scoperta sarà pubblicata da Mazar alla 8a conferenza di Herzliya domenica.

Photo: Edwin Trebels courtesy of Dr. Eilat Mazar

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A Berlino nuovo esame su frammenti rotoli di Qumran

I papiri di Qumran, trovati casualmente nel 1947 da un gruppo di beduini nell’omonima caverna della Palestina meridionale, stanno per rivelare una parte dei loro segreti grazie al sincrotrone Bessy di Berlino, che permetterà un loro esame attraverso raggi X molto intensi.

A Berlino dalla primavera prossima si cercherà in particolare di capire dove sono stati prodotti i papiri, considerati opera della setta degli Esseni e contenenti la versione più antica mai ritrovata della Bibbia. Una risposta a questa domanda permetterà di capire se la setta, per esempio, era in contatto di scambio con altre comunità religiose dell’epoca, come farisei, sadducei e altri.

La responsabile del progetto, Birgit Kanngiesser, in una intervista al quotidiano Die Welt, ha spiegato che i due frammenti dei rotoli di Qumran, grandi quanto francobolli e portati con valigie speciali climatizzate da Gerusalemme a Berlino, saranno esaminati per capire dove è stata prodotta la pergamena. L’acqua intorno al Mar Morto ha un rapporto cloro-bromo diverso rispetto al regioni più lontane. Se questo rapporto sarà ritrovato nei frammenti, ciò vorrà dire che la pergamena è stata prodotta vicino al mar Morto.

“Il mio metodo è uno sviluppo ulteriore della analisi a fluorescenza Roentgen – ha detto Kanngiesser al giornale – con la novità che noi ora possiamo penetrare in profondità in una opera d’arte. Praticamente ci immergiamo sotto la superficie dell’oggetto; micrometro per micrometro (si tratta di una unità di misura utilizzata di frequente nell’elettronica, ndr) entriamo così nell’oggetto e possiamo ottenere informazioni esatte, per esempio sapere a quale profondità in quale concentrazione dell’oggetto inquisito si trovano elementi come rame, ferro o con loro”.

Fonte: TicinoNews/ATS – 16.01.08 20:44

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Elettrodomestici ortodossi in Israele l´high-tech è kosher

da: Repubblica 24/12/2007

Per gli ebrei osservanti, rispettare il riposo del sabato è un precetto di fondamentale importanza Ora, con l´aiuto della tecnologia , tutto diventa più facile. E l´industria festeggia un nuovo boom

Elettrodomestici ortodossi in Israele l´high-tech è kosher

di ALBERTO MATTONE

La macchina che fa il caffè all´ora stabilita senza l´intervento umano, il sistema di allarme che si neutralizza automaticamente nel giorno dedicato a Dio. E anche la penna con l´inchiostro che svanisce dopo 72 ore, per aggirare il divieto di scrivere di sabato. Ecco come vivere felici e osservare lo Shabbat: le meraviglie della tecnologia arrivano in soccorso agli ebrei ortodossi e permettono loro di vivere il giorno del riposo in modo confortevole ma senza infrangere la Legge. La moda dell´elettrodomestico kosher impazza in Israele, e sta contagiando vecchie e nuove generazioni.

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Israele: arriva la nano-bibbia, occupa mezzo millimetro

TEL AVIV – Il testo completo della Bibbia in ebraico è stato stampato su un segmento di silicone di mezzo millimetro quadrato, rivestito di oro, grazie a strumenti messi a punto dall”Istituto di nanotecnologia Russel Berrié del Technion di Haifa.

Sotto la guida del professor Uri Sivan, i tecnici hanno fatto ricorso a fasci ionici estremamente focalizzati per stampare il testo di oltre 10 milioni di caratteri. L’importanza del progetto, è stato spiegato, deriva dal fatto che rientra nello sforzo di mettere a punto tecniche che permettano di conservare enormi quantità di informazioni “con grande densità”.

Fonte: SwissInfo/SDA-ATS – 17 dicembre 2007 – 11.46

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Il blog di Illuminato Butindaro
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