Turchia – Stava per uccidere un pastore protestante a Samsun: fermato e rilasciato

da: AsiaNews

Il responsabile è l’ennesimo minorenne coinvolto in gesti contro esponenti della minoranza cristiana: dice di non far parte di organizzazioni terroristiche. Ma il suo gesto rientra in una serie di azioni, anche pubbliche, contro la minoranza cristiana.

Ankara (AsiaNews) – E’ stata l’agenzia turca online Gazeteport a riportare la notizia: “all’ultimo momento è stato sventato un nuovo assassinio contro un pastore protestante in Turchia”. Teatro del possibile gesto: la chiesa protestante “Agape” di Samsun (città turca sul Mar Nero) già nel passato bersaglio di diversi atti di violenza.
L’attentato contro il pastore di nazionalità turca Orhan Pıçakçılar guarda caso era stato preparato

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Kenya – Vescovo cattolico: attacco a chiesa era organizzato

Il vescovo ha ricevuto oggi l’inviato Usa Jendayi Frazer

Eldoret (Kenya), 8 gen. (Ap) – L’attacco lanciato la scorsa settimana contro la chiesa evangelica delle Assemblee di Dio di Eldoret, dove sono state bruciate vive 50 persone, era ben pianificato e organizzato. A sostenerlo è Cornelius Korir, vescovo cattolico di Eldoret, circa 300 chilometri a nord-ovest di Nairobi.

Le vittime erano tutte di etnia kikuyo, la stessa del Presidente Mwai Kibaki, mentre gli aggressori erano delle etnie luo, kalenjin e luhya, che hanno sostenuto il candidato dell’opposizione Raila Odinga. Da allora, i kikuyo hanno preferito abbandonare le loro case a Eldoret e nelle zone circostanti per sfuggire a nuove violenze. “Il modo in cui sono stati condotti gli attacchi mi suggerisce che erano molto ben organizzati – ha detto il vescovo al vice-segretario di Stato Usa, Jendayi Frazer, in visita nella regione – no, non mi sembravano spontanei, sembrava tutto ben pianificato”.

Fonte: Alice Notizie/Apcom

Nella foto: Un uomo vicino alle rovine bruciate del luogo di culto delle Assemblee di Dio

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Chiese Battiste attaccate in India

Washington, 7 gennaio 2008 – Molti cristiani sono stati uccisi e un certo numero di chiese e case sono state date alle fiamme da militanti indù nelllo stao di Orissa nell’India orientale. Gli incidenti, che hanno avuto inizio il 23 dicembre e si sono protratti per diversi giorni, avrebbero causato la morte di dieci cristiani, mentre circa 90 chiese e circa 600 case sono state bruciate.

Il 23 dicembre, “da cinquanta a settanta indù radicali hanno estratto il pastore Junas Digal dall’autobus dove viaggiava, sfilando con lui per le strade, percuotendolo in tutti i modi con bastoni e con le mani, e infine gli hanno rasato la testa proclamandolo un indù,” Tutto ciò è stato riferito all’Alleanza Mondiale Battista (AMB) da Swarupananda Patrasso , segretario generale della Federazione di tutte le Chiese Battiste dell’Orissa. Secondo Patrasso, la vigilia di Natale, a Bamunigham nel distretto di Kandhamal Orissa, due cristiani sono stati feriti da colpi d’arma da fuoco e molti negozi gestiti da cristiani sono stati distrutti, 20 le chiese danneggiate, mentre tre chiese sono state rase al suolo.

Patrasso ha inoltre riferito che il giorno di Natale i cristiani sono stati terrorizzati al punto che le cerimonie di culto sono sono state interrotte e le chiese sono state costrette a chiudere, mentre i cristiani si sono nascosti nelle “foreste per sottrarsi agli attacchi degli indù”. Gli attacchi, che hanno colpito circa 5000 cristiani, lasciando molti di loro senzatetto, sono stati presumibilmente organizzati dal Vishwa Hindu Parishad o Consiglio mondiale indù. Il segretario generale dell’AMB Neville Callam ha condannato gli attacchi e ha esortato i cristiani, specialmente battisti, a ricordare “i nostri fratelli e sorelle cristiani nello stato di Orissa nelle nostre preghiere”. Callam ha inoltre precisato che l’AMB “risponderà validamente alle esigenze e alle preoccupazioni di coloro che hanno sofferto e farà le opportune rimostranze per aprire un caso per il rispetto della libertà religiosa in India.”

I battisti presenti in altre parti dell’India hanno già risposto con aiuti a chi ha sofferto la violenza. Bonny Resu, segretario generale della Federazione Battista per l’Asia e il Pacifico e segretario regionale dell’AMB per l’Asia, ha riferito che le chiese locali indiane si sono mobilitate per offrire assistenza, come la fornitura di coperte. Resu ha indicato che la consistenza e la velocità degli aiuti sono stati in qualche modo mitigati dalla considerazione che l’assistenza di organizzazioni cristiane, anche indiane, potrebbe suscitare ulteriori violenze. “Orissa è un luogo dove vive una comunità battista di circa 500 mila persone, la maggior parte di loro concentrate nelle aree dove la persecuzione è più intensa. Essi sono anche fra i più poveri tra i poveri dell’India, che è il motivo per cui sono spesso senza voce “, ha detto Resu, che è del Nagaland, stato nel Nord-est dell’India.

Resu ha chiesto anche che “il governo indiano sia sollecitato a fare di più per la sua salvaguardia delle minoranze religiose…, e per la garanzia della libertà di religione, così come sancito nella sua costituzione. Come più popolosa democrazia del mondo, l’India deve essere un esempio per la comunità internazionale.”

La popolazione cristiana dell’India è stimata intorno al 3,5 per cento su un totale di 1,12 miliardi di persone. Violenti attacchi anti-cristiani non sono nuovi a Orissa. Nel gennaio 1999, il missionario australiano Graham Staines e i suoi due giovani figli sono stati arsi vivi mentre dormivano nella loro auto nel villaggio di Manoharpur, in una zona rurale di Orissa. Diverse convenzioni e unioni battiste presenti nello stato dell’Orissa sono membri dell’AMB.

Fonte: Ucebi/ Alleanza Mondiale Battista

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Kenya: Più di 30.000 persone delle Assemblee di Dio sono fuggite dalle loro case

Peter Njiri, sovrintendente delle Assemblee di Dio in Kenya, riferisce che attualmente ci sono più di 30.000 persone delle Assemblee di Dio che sono fuggite dalle loro case e sono accampate in chiese delle Assemblee di Dio, stazioni di polizia e aeree per fiere nelle zone di Burnt Forest, Eldoret e Nakuru.

Nella foto: Dei keniani sfollati a causa delle violenze post-elettorali si sono rifugiati presso la Burnt Forest Church vicino a Eldoret. REUTERS/Mike Hutchings (KENYA)

L’articolo in inglese qui:
Current death-toll reports from Kenya low

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Più di 45 casi di intolleranza e persecuzione religiosa registrati in Messico nel 2007

Alcuni esempi:

18 gennaio 2007
Chiepetlán, Mpio de Tlapa, GUERRERO
Tre famiglie espulse dalla loro comunità per aver rifiutato di partecipare alle celebrazioni del santo patrono locale.

18 gennaio 2007
Galena, Mpio. de La Independencia CHIAPAS
Nove evangelici vengono detenuti dalle autorità locali per più di 24 ore nel carcere locale per aver rifiutato di partecipare a riti cattolici.

20 gennaio 2007
Pascala del Oro, Mpio. de San Luis Acatlán GUERRERO
Una famiglia viene minacciata da dei cattolici del posto per aver rifiutato di cooperare per le feste religiose di tradizione maggioritaria.

1 febbraio 2007
Jarácuaro, MICHOACÁN
Una famiglia evangelica viene minacciata di essere espulsa se non parteciperà alle feste religiose locali.

19 febbraio 2007
Los Pozos, Municipio de Huixtan, CHIAPAS
Due uomini armati entrano nella casa di evangelici per minacciarli di morte per non aver cooperato per le feste del popolo.

1 giugno 2007
Chapa de Corzo, CHIAPAS
Più di 60 evangelici minacciati di espulsione dalle autorità locali perché professano il cristianesimo.

15 settembre 2007
Santa Rita, comunidad del Mpio de La Trinitaria, CHIAPAS
Circa 250 cattolici distruggono appezzamenti appartenenti ad evangelici.

Se volete vedere l’elenco completo di casi di Intolleranza e Persecuzione Religiosa, così come alcune foto, potete visitare questo sito (in spagnolo).

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