Gran Bretagna, ex prete cattolico condannato a 21 anni per abusi sessuali

Pedofilia: Chiesa; Gb, prete condannato a 21 anni per abusi

LONDRA – Un ex prete pedofilo che nel 1985 fuggì negli Stati Uniti è stato condannato oggi in Gran Bretagna a 21 anni di prigione per aver abusato di bambini per quasi un quarto di secolo in parrocchie cattoliche britanniche partire dal 1959.

Una giuria di Birmingham ha deliberato per circa sei ore prima di emettere il verdetto nei confronti dell’ex sacerdote James Robinson che ha 73 anni e che l’anno scorso era stato estradato dalla California per esser messo sotto processo nel Regno Unito. Robinson ha negato tutte le accuse. sda-ats

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Charles Spurgeon fumava sigari

‘Intendo fumarmi un buon sigaro alla Gloria di Dio prima di andare a letto questa sera’
(I intend to smoke a good cigar to the glory of God before I go to bed to-night).

Queste parole insensate le ha dette Charles Haddon Spurgeon, soprannominato ‘il principe dei predicatori’, e le disse pubblicamente nel 1874 presso il Metropolitan Tabernacle di Londra dopo avere sentito un fratello raccontare come il Signore lo aveva aiutato a rinunciare al vizio del fumo.

Il suo vizio di fumare sigari era molto noto a quel tempo (vizio che lui difendeva strenuamente), e un po’ meno oggi, e persino i produttori di tabacco usavano questo suo vizio per pubblicizzare le sigarette. Questa foto ne è un esempio.

Diletti, non imitate il male, ma il bene.
Fumare è peccato, guasta il corpo che è il tempio di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti

Giacinto Butindaro

P.s. Per chi conosce l’inglese può leggere molte cose sul vizio di fumare sigari da parte di Spurgeon qua

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Inghilterra, Influenza A/H1N1: la Chiesa Anglicana e quella Cattolica corrono ai ripari

Dopo la chiesa anglicana, anche quella cattolica romana in Inghilterra ha cominciato ad adottare delle precauzioni per limitare la propagazione dell’influenza A. Tra le prime misure prese in alcune parrocchie per contrastare la diffusione del virus che ha già infettato oltre 100’000 persone, quella di non amministrare il calice durante la comunione. Molte parrocchie, riferisce l’agenzia cattolica italiana Sir, hanno deciso di dare l’ostia sulla mano e non direttamente nella bocca dei fedeli. “Quando le diocesi registrano un gran numero di fedeli contagiati è prudente sospendere la comunione nelle due specie del vino e del pane”, ha confermato Jim McManus, consulente per la salute per la Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles.
La chiesa anglicana – seguendo le indicazioni del ministero inglese della sanità – ha raccomandato di non utilizzare in comune “recipienti per il pane e per il vino” durante la celebrazione dell’eucarestia e chiede a “coloro che presiedono” di “sospendere l’uso del calice durante l’ondata dell’influenza pandemica”. Per chi invece “desidera ancora offrire sia il pane e il vino”, la Comunione anglicana raccomanda le stesse preoccupazioni igieniche che vengono osservate dalle chiese anglicane in Africa, e cioè intingere il pane nel calice del vino.

Fonte: Voce Evangelica / Agenzie

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Sbarca online la più antica bibbia del mondo. I navigatori potranno 'sfogliarla' sul web

codexsinaiticus.org

Il codice è stato scritto su pergamena 1.600 anni fa da quattro monaci emanuensi. Il direttore di dipartimento della British Library: “E’ uno dei più grandi tesori del mondo”

Roma, 6 lug. – (Aki) – La più antica Bibbia del mondo approda sul web. Da oggi i navigatori potranno sfogliare sul sito Codex Sinaiticus le 800 pagine e frammenti rimasti del prezioso manoscritto. Scritto in greco su pergamena 1.600 anni fa da quattro monaci amanuensi, il Codice sinaitico in origine contava circa 1.460 pagine, ciascuna di 40 centimetri per 35. Il testo rappresenta una ”finestra sugli sviluppi della prima cristianità”, sottolinea Scot McKendrick, direttore del dipartimento manoscritti occidentali alla British Library, convinto che si tratti di ”uno dei più grandi tesori scritti del mondo”. Il fatto che il testo sia disponibile in rete, aggiunge, ”offre agli studenti di tutto il mondo l’opportunità di avviare ricerche e collaborazioni”.

Come ogni tesoro che si rispetti, il codice riposava indisturbato in un monastero del Sinai. Ritrovato nel 1844, venne spartito tra Egitto, Russia, Germania e Gran Bretagna. Oggi le varie parti sono in possesso della British Library di Londra, che detiene la fetta maggiore ed è autrice della digitalizzazione dell’opera completa, del Monastero di Santa Caterina nel Sinai, della Biblioteca nazionale russa e della Biblioteca universitaria di Lipsia. Diversi motivi avrebbero permesso la conservazione dell’antica Bibbia, dall’aria del deserto, ideale per la preservazione dei delicati fogli di pergamena, alla posizione del monastero stesso, isola cristiana in un’area musulmana, rimasta al riparo dalle incursioni.

Fonte: Adnkronos

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