più di 200 nuovi immigrati in Israele provenienti dal Nord America arrivati ieri 7 luglio.. (Foto da Flickr: jewishagencyforisrael)
Il numero di immigrati ebrei in Israele nel 2009 è cresciuto del 15% rispetto al 2008. Questa estate effettueranno la loro aliyà (immigrazione) 5.000 ebrei da Francia, Gran Bretagna, Sud Africa, Stati Uniti, Etiopia. In particolare il 2009 risulta un anno record per aliyà dal nord America.
E’ stato messo on line il file audio dell’insegnamento di Giacinto Butindaro dal titolo “La circoncisione del cuore” trasmesso in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 64 MB (128 Kbps), 11.9 MB (24 Kbps). L’audio dura circa 67 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.
Secondo dati dell’Ufficio centrale di statistica israeliano, nel 2008 si sono stabiliti in Israele 13.681 nuovi immigrati, soprattutto da Russia, Usa, Etiopia, Francia e Ucraina. Il numero di nuovi immigrati è calato del 25% rispetto all’anno precedente. Gli americani tendono a stabilirsi a Gerusalemme, gli etiopi a Beer Sheva (nel sud) e a Safed (nel nord).
La stele di Eliodoro - Foto: The Israel Antiquities Authority
Frammenti di iscrizione greca trovati a sud di Gerusalemme gettano nuova luce sui Maccabei
La stele di Eliodoro - Foto: The Israel Antiquities Authority
Tre frammenti di un’iscrizione greca, ritenuta parte della ‘stele di Eliodoro’, sono stati trovati recentemente in uno scavo dell’Israel Antiquities Authority nel Parco Nazionale di Beit Guvrin.
La stele di Eliodoro, che risale al 178 a.e.v. e che consiste di 23 righe incise su calcare, è considerata una delle iscrizioni antiche più importanti rinvenute in Israele.
Dov Gera, che ha studiato le iscrizioni, ha stabilito che i frammenti erano in realtà la parte inferiore della ‘stele di Eliodoro’. Questa scoperta ha conferma l’idea che la stele originariamente fosse situata in uno dei templi situati dove oggi si trova il Parco Nazionale Maresha- Beit Guvrin.
I nuovi frammenti sono stati scoperti in un complesso sotterraneo dai partecipanti al programma Dig for a Day (scava per un giorno) dell’Archaeological Seminars Institute.
Come è stato scritto dai professori Cotton e Wörrle nel 2007, questa stele reale in pietra reca un proclama da parte del re dei Seleucidi, Seleuco IV (padre di Antioco IV). Il contenuto della stele ha fatto luce sul coinvolgimento del governo dei Seleucidi nei templi locali, menzionando un tale di nome Olympiodoros, il ‘supervisore’ designato dei templi di Coele Syria-Phoenicia, compresa la Giudea.
L’ordine del re fu inviato a Eliodoro, che era probabilmente la stessa persona menzionata nel libro Maccabei II. Secondo la storia narrata in Maccabei, Eliodoro, come rappresentante del re Seleuco IV, cercò di rubare del denaro dal Tempio di Gerusalemme ma invece fu picchiato con violenza grazie all’intervento divino.
Tre anni dopo, Seleuco IV fu assassinato e gli successe il figlio Antioco IV, che fu il governante, secondo Maccabei II, che finì coll’emettere un editto di persecuzione contro il popolo ebraico e dissacrò il Tempio di Gerusalemme, il che portò alla rivolta dei Maccabei.
In breve, si può stabilire che questa stele reale ebbe origine nella città di Maresha, ed aggiunge importanti testimonianze archeologiche e contesto storico per la comprensione del periodo che portò alla rivolta dei Maccabei, un evento celebrato tutti gli anni con la festa ebraica di Hannukah.
Ian Stern, direttore degli scavi per l’Israel Antiquities Authority, aggiunge: “Questa scoperta è il frutto di uno sforzo congiunto da parte del programma ‘Dig for a Day’ dell’Archaeological Seminars Instititute, dell’Israel Antiquities Authority e dello staff dell’Israel Nature and Parks Authority del Parco Nazionale di Beit Guvrin”.
Monte del Tempio, Cartelli di avvertimento. Foto: Jillian (su Flickr)
I rabbini capi di Israele ultra ortodossi stanno muovendo una nuova offensiva contro gli ebrei che vogliono visitare il Monte del Tempio di Gerusalemme.
I rabbini Shalom Elyashiv, Chaim Kanievsky e Ovadia Yosef hanno, di recente, hanno inviato una lettera al rabbino Shmuel Rabinovich, sovrintendente ai luoghi sacri presso il complesso del Muro Occidentale, sollecitandolo a rinnovare l’ordinanza religiosa firmata 40 anni fa dalla maggior parte dei rabbini di Israele che impediva agli ebrei l’accesso al Monte.
Lo scorso mese è stato pubblicato su Haaretz un articolo riguardante la visita, al Monte del Tempio, del rabbino Moshe Tendler, genero del eminente rabbino americano Moshe Feinstein.
Il rabbino Tendler è stato fotografato mentre visitava la spianata in cima al Monte, dove ora si erge la Cupola della Roccia, un gesto che ha provocato polemiche nella comunità degli ultra ortodossi. Diversi dei loro rabbini in anni recenti hanno visitato il Monte, compreso il rabbino Dov Kook di Tiberiade, marito della nipote di Shalom Elyashiv.
L’ordinanza a cui si è accennato stabilisce il divieto di accesso a ogni parte del complesso del Monte del Tempio, per evitare che venga compromessa la “purezza” dell’area.
Nella dichiarazione si osserva che, siccome è trascorso molto tempo, è difficile fissare con precisione la posizione del Tempio, e chiunque voglia accedervi rischia involontariamente di entrare nell’area del Tempio e del Santo dei Santi, il santuario interno del tabernacolo del Tempio.
Il rabbino Shalom Elyashiv ha esortato Shmuel Rabinovich a emettere comunicati e disporre guardie intorno al complesso per far rispettare il divieto.
Il rabbino Kanievsky ha scritto che l’accesso al Monte del Tempio e la contaminazione del Santo dei Santi è più grave di ogni altra violazione considerata dalla Torah.
Dopo che Israele, con la Guerra dei Sei Giorni del 1967, ottenne il controllo del Monte del Tempio, il rabbinato fece sistemare dei cartelli intorno al complesso per informare i visitatori che l’accesso nell’area comporterebbe una punizione divina, vale a dire la morte.
Negli ultimi anni, al contrario, si è avuto un cambiamento di posizioni tra i rabbini nazional-religiosi, molti dei quali si sono impegnati perché il bando fosse abolito. Il mutato atteggiamento è dovuto sia ai danni causati ai monumenti ebraici antichi dell’area (presumibilmente da parte musulmana, tema molto dibattuto, ndr.) sia dalla tendenza a negare, da parte delle autorità musulmane, l’esistenza di legami storici degli ebrei con l’area.
Le visite di religiosi ebrei al sito sono aumentate significativamente. Alcuni rabbini hanno citato il principio della “legge di conquista”, in base al quale i territori della Terra Santa devono essere tolti al controllo “straniero” (CVD, ndr.).