Un cittadino indiano è stato torturato dalla polizia religiosa saudita accusato di “diffusione del cristianesimo”, ed è stato trattenuto in carcere senza processo per tre mesi. La sera del 25 marzo, il 36enne Brian Savio O’Connor, è stato fermato da quattro agenti della Mutawa (la polizia religiosa saudita) nella zona di Mursalat, a Riyadh.
Detenuti cristiani
Iran: Pastore arrestato dalla polizia
Verona (P.A.) – Il 23 maggio a Chalous, una città sulla costa del mar Caspio, la polizia iraniana ha arrestato il pastore protestante Khosroo Yusefi, sua moglie Nasrin e i loro due figli adolescenti (18 e 15 anni). Sono detenuti senza accuse formali.
“La polizia ha scoperto che della gente di quella città si era convertita a Cristo, questo è tutto”, ha raccontato ieri un cristiano iraniano all’agenzia Compass. “Non sappiamo se qualcuno li stava spiando”. Molti credenti appartenenti alle due comunità del pastore Yusefi hanno dichiarato di essere stati arrestati la prima settimana di maggio e successivamente rilasciati. Comunque è la prima volta che l’intera famiglia di un leader cristiano viene imprigionata. La maggioranza dei cristiani che appartengono a gruppi familiari e si incontrano in segreto sono ex musulmani.
Fonte: Porte Aperte Italia – 27 maggio 2004
Indonesia: Il pastore Damanik seriamente malato in prigione
Verona (P.A.) – Dopo molte negoziazioni, il pastore Rinaldy Damanik ha finalmente ottenuto l’autorizzazione ad essere trasferito nell’ospedale di Giacarta per un trattamento medico urgente. Imprigionato con false accuse di possesso illegale di armi, il pastore Damanik soffre di seri problemi renali e, nell’ultimo mese, è già stato ricoverato diverse volte a Palu (Sulawesi, ex Celebes). I medici ritengono che abbia bisogno di un intervento chirurgico urgente, ma solo l’ospedale di Giakarta ha le attrezzature necessarie per quel tipo di operazioni.
Il 27 aprile, il comitato di sostegno di Dmanik, aveva depositato presso il Dipartimento della Giustizia e dei Diritti Umani, la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione di trasferire il prigioniero dalla sua cella a Giakarta. La documentazione è stata palleggiata fra diversi uffici amministrativi, perdendo molto tempo prezioso, ha dichiarato la signora Saroingsong, presidente del comitato di sostegno. Il 3 maggio il pastore Damanik è finalmente potuto partire per Giakarta, accompagnato da due guardie della prigione, due agenti di polizia, un medico, sua moglie e sua figlia. I medici temono che questo ritardo possa compromettere l’esito dell’operazione e la sua guarigione.
Fonte: Porte Aperte Italia – 7 maggio 2004
Eritrea: Nuovi arresti di cristiani
Verona (P.A.) – Domenica 15 febbraio alle 15,30, la polizia di Asmara – la capitale eritrea – è intervenuta durante un culto per arrestare tutta l’assemblea. Mengse Tweldemedhane, pastore della chiesa “Alleluia”, stava conducendo un incontro segreto quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione. Il gruppo, composto da 34 uomini e 17 donne, è stato rinchiuso nel carcere di una base militare a Adi–Abyto per tre giorni ed in seguito trasferito in un altro campo militare. Quattro donne attempate sono state rilasciate, mentre il pastore è stato rinchiuso in una cella sotterranea d’isolamento.
Le restanti 46 persone sono recluse in containers metallici e subiscono ogni sorta di pressioni per indurle a rinnegare la fede. 5 di loro sono malate e prive di qualsiasi assistenza medica. Finora sono 347 i cristiani reclusi in Eritrea, per possesso di Bibbie, partecipazione a culti illegali o per aver testimoniato la loro fede. Alcuni di loro sono reclusi da circa due anni.
Fonte: Porte Aperte Italia – 27 febbraio 2004
Chiapas: Revisione del processo ai prigionieri di Acteal
Verona (P.A.) – Il governo messicano ha deciso di riesaminare il caso dei 76 indios tzotzil che sono stati condannati fino a 35 anni di reclusione per il “Massacro di Acteal”, senza alcuna prova della loro colpevolezza. Fra loro ci sono 34 credenti evangelici. Il 23 dicembre, il ministero degli interni ha annunciato la creazione di una commissione incaricata di esaminare la legalità dell’arresto e della reclusione di questi detenuti. Secondo la versione ufficiale, gli accusati avrebbero partecipato ad un attacco “paramilitare” contro un gruppo cattolico nel paese di Acteal, uccidendo 6 uomini, 21 donne e 18 bambini.
Il ministero degli interni ha annunciato pubblicamente che la revisione del processo è una risposta alle petizioni della comunità evangelica, ma che non si tratta di una questione religiosa. “Credo che sia l’adempimento delle intercessioni di migliaia di credenti che hanno pregato per anni affinché sia fatta giustizia” ha dichiarato Richard Luna, direttore di Porte Aperte per l’America Latina. “Una revisione equa rivelerà l’innocenza di questi credenti e metterà fine alla sofferenza delle loro famiglie”.
Fonte: Porte Aperte Italia – 16 gennaio 2004