Indonesia: Il pastore Damanik finalmente libero!

Verona (P.A.) – Beneficiando di una riduzione di pena di oltre un anno, il 9 novembre il pastore Rinaldy Damanik è stato liberato dal Centro di Detenzione Maesa. Un Damanik sorridente ha salutato una piccola folla di amici e giornalisti che si erano radunati fuori della prigione e ha espresso un commosso ringraziamento a tutti coloro che hanno patrocinato la causa del suo rilascio.
La scarcerazione anticipata è in gran parte dovuta all’intervento di un leader musulmano che, dopo aver appreso degli sforzi instancabili di Damanik in favore della pace nella regione, ha creduto nella sua innocenza. Tuttavia una serie di omicidi cruenti nelle ultime settimane dimostrano che la stabilità nella regione è ancora fragile.
I cristiani locali hanno chiesto ancora preghiere perché si arrivi ad una pace stabile nella regione. Il pastore Damanik ha detto che in carcere ha ricevuto oltre 26.000 lettere e cartoline di incoraggiamento da cristiani di tutto il mondo.

Fonte: Porte Aperte Italia – 11 novembre 2004

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Arabia Saudita: Un altro cristiano in prigione

Verona (P.A.) – Il 15 settembre scorso, quasi sei mesi dopo il suo arresto, Brian O’Connor (un lavoratore immigrato dall’India) ha avuto la prima udienza nel tribunale islamico di Riyadh. O’Connor è stato arrestato il 25 marzo, torturato e detenuto con l’accusa di “diffusione del Cristianesimo” nel Regno saudita, che impone una stretta osservanza islamica.
L’udienza di O’Connor ha avuto luogo poche ore prima che il Segretario di Stato americano Colin Powell pronunciasse il suo discorso in cui l’Arabia Saudita veniva citata fra gli otto paesi che “generano particolare apprensione per le grossolane infrazioni alla libertà religiosa”. Il rapporto annuale del Dipartimento di Stato statunitense sulla libertà di religione in Arabia Saudita cita fra l’altro: “I credenti non musulmani rischiano l’arresto, la detenzione, le frustate, la deportazione, talvolta le torture…”.
Durante la sua udienza di 90 minuti, O’Connor è stato informato per la prima volte delle accuse mosse contro di lui: possesso di alcool, di film pornografici e la divulgazione del Cristianesimo. Secondo i suoi datori di lavoro le accuse non hanno consistenza, ma i suoi torturatori lo avevano costretto a firmare una dichiarazione in arabo, una lingua che lui non comprende. Lo stesso O’Connor ha ammesso soltanto di avere condotto nella propria abitazione degli studi biblici per cristiani stranieri. La legge dell’Arabia Saudita concede di avere una fede diversa dall’Islam solo in privato.

Fonte: Porte Aperte Italia – 23 settembre 2004

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Vietnam: Il pastore Quang rischia una dura condanna

Verona (P.A.) – Oltre due mesi dopo il suo arresto a Ho Chi Min City, al pastore mennonita Nguyen Hong Quang è stato permesso per la prima volta di ricevere visite. La moglie Quang aveva scritto una lettera agli ufficiali per chiedere di poter incontrare il marito, spiegando che il suo arresto, e la conseguente confisca di tutto il loro denaro, aveva messo la famiglia, con tre bambini piccoli, in serie difficoltà.
Il giorno seguente gli ufficiali di polizia convocarono lei e l’evangelista Nguyen Thanh Tam per interrogarli e, successivamente concessero loro di vedere il pastore Quang e di avere un breve colloquio. Il pastore è apparso loro dimagrito, pallido e malato.
Le nostre fonti in Vietnam ritengono che le autorità stiano cercando di intessere una vicenda legale contro Quang per possesso e distribuzione di materiale dannoso allo Stato. Questo crimine può portare ad una condanna fino a vent’anni di reclusione.

Fonte: Porte Aperte Italia – 6 agosto 2004

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