Algeria, il governo: ‘Esiste un piano per diffondere il cristianesimo’

Esiste un piano per diffondere il cristianesimo in Algeria”, ad affermarlo è il ministro per gli Affari religiosi di Algeri, Abu Abdullah Ghulamallah, citato dal quotidiano al-Quds al-Arabi. “Con l’avvento della globalizzazione è iniziata in Algeria una forte attività di missionari cristiani che portano da noi le cose negative dei loro Paesi. Riescono a convincere in modo particolare gli strati più poveri della popolazione e in particolare gli analfabeti“. Per combattere il fenomeno il ministro ha una soluzione. “Il governo è impegnato ad aumentare le attività culturali delle moschee e delle scuole religiose in modo da rendere la società immune dagli effetti negativi della globalizzazione”. Pastori evangelici provenienti dagli Stati Uniti sono molto attivi in Algeria, affiancati anche da missionari protestanti francesi. “Le attività dei missionari non sono limitate alla Cabilia berbera, ma si svolgono in molte altre province”. Per contrastare il fenomeno, il Parlamento ha approvato una legge che rende lecite le attività dei religiosi non musulmani solo se riconosciute dallo Stato.

Fonte: Peacereporter.net – riprodotto con autorizzazione

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Algeria: l’islam radicale avanza


>7 ottobre 2010 – Algeria La situazione per i cristiani in Algeria peggiora progressivamente, un lento declino in certe zone che preoccupa tutti noi. Dal 2006 in poi registriamo l’approvazione di leggi visibilmente discriminatorie, frutto di malsani accordi tra le autorità e le ali più estremiste dell’islam.
Durante lo scorso ramadan è stata eseguita una serie di arresti mirati nei confronti della comunità cristiana. In particolare vogliamo riportarvi la notizia dell’arresto di due cristiani algerini: Salem Fellak e Hocine Hocini, due lavoratori nel settore edile, sono stati arrestati dalle autorità locali per il semplice fatto che nella loro pausa pranzo stavano mangiando durante il periodo di ramadan. Alcuni poliziotti li hanno visti mentre serenamente stavano consumando il loro pranzo all’interno di un’abitazione privata e inizialmente li hanno redarguiti verbalmente per il fatto di non rispettare il digiuno imposto dal ramadan; accortisi poi che si trattava di cristiani, li hanno genericamente accusati di insultare l’islam, arrestati e interrogati per ore ammonendoli e minacciandoli in vari modi. – (continua)

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Algeria: nuove violenze contro Chiesa Protestante

(ve/agenzie) I locali della chiesa protestante “Tafat” di Tizi Ouzou, in Algeria, sono stati presi d’assalto e sono stati incendiati da un gruppo di abitanti del quartiere, tra cui alcuni integralisti islamici. Secondo quanto riferito da membri della comunità di Tizi Ouzou, il capoluogo della Cabilia, “durante tutta la giornata ci sono state delle tensioni. Un gruppo di ‘barbuti’ (come vengono chiamati gli integralisti islamici dalla popolazione locale, ndr.) ha impedito ai fedeli di partecipare alla funzione del sabato”. “Dopo aver saccheggiato i locali della chiesa”, hanno precisato le stesse fonti, “hanno appiccato il fuoco”.
Tensioni e scontri si erano già verificati alla fine di dicembre, a Tizi Ouzou, in occasione delle festività natalizie. Estremisti islamici avevano aizzato la popolazione contro la comunità protestante impedendo il regolare svolgimento dei culti, come riferisce l’agenzia francese Portes Ouvertes.
Nell’Alta Cabilia è presente una delle più importanti comunità protestanti dell’Algeria composta da circa un migliaio di fedeli.

Fonte: Voce Evangelica

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[Video-dossier] Algeria: Cristiani in Cabilia

France 2 ha trasmesso ieri un reportage sulla conversione a Cristo di musulmani della Cabilia (a Tizi Ouzou).

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Algeria: Assolti tre cristiani di Orano

Tre cristiani di Orano, Youcef O., Hamid R. e Rachid S., che erano stati accusati di blasfemia contro l’islam, sono stati dichiarati ieri innocenti dal tribunale di Ain Turk (Orano). Il procuratore aveva richiesto contro di loro tre anni di carcere ed una multa di 50.000 dinari (500€). E’ stato anche precisato agli accusati che erano in diritto di perseguire in giustizia la persona che aveva rivolto contro di loro accuse fallaci e infondate, ma i tre cristiani hanno deciso di non farlo.

Via | Collectif Algérie

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