Due cristiani algerini rischiano cinque anni di carcere

Due cristiani algerini dovrebbero presto comparire in tribunale. Sono accusati di proselitismo e di blasfemia per aver condiviso la loro fede con dei vicini e aver organizzato riunioni di preghiera in casa propria. Una legge del 2006 richiede l’autorizzazione del governo per l’organizzazione di culti. Se questa legge fosse applicata in questo caso, i due uomini potrebbero essere condannati a cinque anni di reclusione e ad una multa di più di 100.000 dinari.

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Cabilia: La polizia vuole la chiusura di un luogo di culto cristiano

“La polizia ha ordinato al pastore della chiesa di Makouda di firmare dei documenti relativi alla chiusura del luogo di culto entro 48 ore”, lo riferisce l’agenzia Siwel avendolo appreso dalla comunità cristiana di Makouda.

Secondo il racconto di uno dei fedeli, è stato “Sabato, 23 Aprile 2011, intorno alle 13.30, subito dopo la fine del culto, che tre poliziotti in borghese si sono presentati nella chiesa di Makouda per chiedere al pastore Nourredine B. di firmare dei documenti riguardanti l’ordine di chiudere i locali della chiesa entro 48 ore.”

Il giovane cristiano ha aggiunto che “ciò è avvenuto dopo aver convocato due volte A. L., il proprietario del terreno dove è stato costruito il luogo di culto in questione”.

“La prima convocazione gli è stata rivolta l’11 aprile 2011, la seconda, tre giorni dopo, il 14 aprile”, ha detto ancora.

Il proprietario del terreno ha “dovuto subire intimidazioni da parte del commissario di polizia della regione”, dicono i cristiani di Makouda.

In terzo luogo, informa ancora il giovane cristiano, “il pastore Nourredine è stato invitato (verbalmente) a recarsi al commissariato per giustificare l’autorizzazione dell’apertura del luogo di culto”.

“I documenti presentati, un’affiliazione ufficiale alla Chiesa Protestante d’Algeria (EPA), anche se largamente sufficienti, sono stati riconosciuti come illegali da parte del commissario”, riferisce un altro credente contattato dalla Siwel.

I membri della comunità cristiana di Makouda hanno sottolineato che il luogo di culto è aperto da 10 anni “senza avere avuto questo tipo di problemi con le autorità.”
Infine, essi dicono che “il rischio è reale, il luogo di culto può essere chiuso.”

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Algeria: Krimo, il cristiano denunciato dai suoi vicini, arrestato dalla polizia, accusato di proselitismo dalla giustizia

Krimo Siaghi, un algerino di confessione cristiana, è stato arrestato giovedì 14 Aprile dai servizi di sicurezza nella città di Orano, a ovest di Algeri, secondo il sito DNA che lo ha appreso dal pastore Mustapha Krim, presidente della Chiesa Protestante d’Algeria (EPA). Il chiamato in causa è stato accusato di proselitismo.

Sono dei vicini del quartiere in cui vive questo giovane trentenne che l’avrebbero denunciato ai servizi di sicurezza. “Karimo ha iniziato una discussione con i suoi vicini sul tema del cristianesimo. Egli ha risposto alle loro domande, poi si sono rivoltati contro di lui accusandolo che cercava di evangelizzarli. Così lo hanno segnalato alla polizia”, ha detto Mustapha Krim, raggiunto al telefono.

Arrestato e portato al commissariato, Krimo è stato messo in custodia cautelare dal procuratore del tribunale di Orano, dice il presidente dell’EPA.

Quest’ultimo afferma inoltre che la polizia ha perquisito, in virtù di un mandato di perquisizione disposto dal procuratore, la casa del chiamato in causa. “Hanno trovato alcuni CD e la sua Bibbia personale. Oggetti di culto. Niente di insolito”, ha detto Krim.

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Algeria: quattro cristiani condannati con la condizionale

Algeria: condannati 4 cristiani convertiti

Quattro algerini convertiti al cristianesimo sono stati condannati oggi in Algeria a pene tra i due e tre mesi di carcere con la condizionale per l’apertura di “un luogo di culto non autorizzato”.

Il Tribunale di Larbaa Nath irathen, in Cabilia, 100 km ad est di Algeria, riferisce El Watan online, ha condannato Abdenour Raid, Nacer Mokrani et Idir Haoudj, tutti originari della regione berbera, a due mesi di carcere con la condizionale per aver costruito un tempio protestante senza l’autorizzazione della Commissione nazionale dei culti non musulmani. Tre mesi invece sono stati inflitti a Yahou Mahmoud accusato anche di aver di aver ospitato illegalmente uno straniero, un pastore protestante francese.

Secondo la legge algerina, entrata in vigore nel 2006, chi “pratica una religione diversa dall’Islam deve costituire un’associazione a carattere religioso” e chiedere permessi per “la celebrazione delle cerimonie, che devono tenersi in luoghi autorizzati”.

Rischia invece dai due ai cinque anni di prigione e multe fino a 10 mila euro chiunque ‘tenti di convertire un musulmano ad un’altra religione, costringendolo o usando mezzi di seduzione”.
ATS

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Algeria: quattro algerini convertiti al Cristianesimo accusati di apertura di luogo di culto

Algeria: quattro cristiani accusati di apertura di luogo di culto – Nel Mondo

Si apre domani in Cabilia, nell’Algeria orientale, il processo a quattro algerini convertiti al cristianesimo per “apertura illegale di un luogo di culto”. Lo ha annunciato uno dei legali dei quattro imputati. Mohamed Ben Belkacem ha precisato che i quattro, tutti tra i 35 e i 45 anni, “sono accusati di aver aperto un tempio protestante senza aver ottenuto un’autorizzazione preventiva dalle autorità”. Uno di loro è accusato anche di aver ospitato illegalmente uno straniero, un pastore francese giunto in Algeria per tenere una conferenza. Inizialmente previsto per il 10 ottobre e rinviato su richiesta del presidente della corte che ha chiesto la presenza di testimoni, il processo si svolgerà davanti al tribunale di Larbaa Nath Irathen.

Aggiornamento – 29.11.2010
Il verdetto del processo ai quattro cristiani, che si è tenuto Domenica 28 novembre nel tribunale di Larbaa Irathen Nath, wilaya di Tizi Ouzou, è stato fissato per il 12 dicembre. Il pubblico ministero ha chiesto un anno di carcere per ciascuno dei quattro imputati, ossia la pena minima prevista dall’articolo 13 della legge 03-06 febbraio 2006 sull’esercizio dei culti.

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