Messico – Chiapas: Evangelici in fuga

Verona (P.A.) – Sette famiglie protestanti di un villaggio del Chiapas (Messico meridionale) sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni il 22 giugno, quando un gruppo di assalitori armato di bastoni, sassi e machete hanno minacciato di impiccarli alle travi delle loro case. Secondo il giornale locale “Cuarto Poder”, ci sarebbero i caciques (i capi tribali locali) all’origine di queste rappresaglie contro i cristiani, perché questi ultimi avevano chiesto alle autorità federali di assicurare il rispetto della libertà religiosa nel loro villaggio.
Queste famiglie si aggiungono ai 300–400 cristiani Tojolabals già espulsi dalle loro proprietà a Las Margaritas negli ultimi mesi. Esdras Alonso, un avvocato evangelico impegnato nella difesa dei diritti religiosi in Chiapas, ha dichiarato: “Mentre i fratelli sono costretti a fuggire, il governo se ne lava le mani; dicono che i cristiani si trasferiscono perchè lo vogliono loro”. In realtà fuggono perchè sono in serio pericolo e nessuno li protegge.

Fonte: Porte Aperte Italia – 9 luglio 2004

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Turchia: Negato il riconoscimento legale ad una chiesa evangelica

Verona (P.A.) – La richiesta del riconoscimento legale alla chiesa evangelica della città di Diyarbakir in Turchia è stata respinta da un comitato locale del Ministero della Cultura. Il mese scorso, il pastore Ahmet Guvener è stato informato che la legge turca richiede che la proprietà dei locali di culto copra una superficie di almeno 2.500 mq. La chiesa evangelica di Diyarbakir purtroppo copre soltanto 116 mq.
Per ironia della sorte, la notizia è giunta il 12 maggio scorso, tre giorni dopo che il pastore Guvener è stato assolto nel processo che lo vedeva accusato di “cercare di aprire una chiesa illegale”. Nel processo, lo stesso Pubblico Ministero ha chiesto la sua assoluzione asserendo che gli accordi con l’Unione Europea garantiscono a tutti i cittadini il diritto di tenere culti di adorazione privati e pubblici. In un appello inviato al Ministero della Giustizia l’undici giugno scorso, Guvener ha scritto: “…ogni ostacolo alla libera espressione dei credenti e all’apertura di locali di culto e dell’esercizio della loro fede deve essere eliminato”.
Delle 175 moschee presenti sul territorio di Diyarbakir solo una (la grande moschea) ha una superficie che supera i 2.500 mq.

Fonte: Porte Aperte Italia – 24 giugno 2004

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Arabia Saudita: cristiano arrestato e torturato per “diffusione del cristianesimo”

Un cittadino indiano è stato torturato dalla polizia religiosa saudita accusato di “diffusione del cristianesimo”, ed è stato trattenuto in carcere senza processo per tre mesi. La sera del 25 marzo, il 36enne Brian Savio O’Connor, è stato fermato da quattro agenti della Mutawa (la polizia religiosa saudita) nella zona di Mursalat, a Riyadh.

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Eritrea: Nuovi arresti di leader cristiani

Verona (P.A.) – Nelle ultime quattro settimane la polizia eritrea ha arrestato tre pastori ed una cantante cristiana, continuando la politica repressiva contro i cristiani evangelici.
Hailé Naizgi, Presidente della Chiesa del Pieno Evangelo (Mullu Wongel), e il Dr. Kifle Gebremeskel, Presidente dell’Alleanza Evangelica dell’Eritrea, sono stati arrestati domenica 23 maggio alle sei del mattino nelle loro abitazioni, nella capitale Asmara. Quattro giorni dopo, anche il pastore Tesfatsion Hagos della Chiesa Evangelica Rhema è stato arrestato. La cantante cristiana Helen Berhane, di 29 anni, che ha recentemente diffuso un album di musica popolare per i giovani, è rinchiusa in un container metallico nel campo militare di Mai Serwa dal 13 maggio.
Helen Berhane ha rifiutato di sottoscrivere un documento col quale il governo le chiedeva di rinunciare alla sua fede in Cristo ed a cessare ogni attività cristiana in Eritrea. Nessuno di questi credenti è stato fatto comparire davanti ad un tribunale nelle 48 ore successive al loro arresto, come prescrive la legge eritrea.

Fonte: Porte Aperte Italia – 11 giugno 2004

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India: Un pastore accusato di forzare gli indù a convertirsi

Gli abitanti di Kilipal, un villaggio indù nello stato di Orissa, in India, hanno accusato il pastore Subas Samal ed altri sei cristiani di “incitamento alla conversione”. Il pastore Samal e il suo assistente Dhaneshwar Kandi sono stati arrestati il 29 maggio. Tutti e sette gli accusati dovevano comparire in tribunale oggi. Gli indù sostengono che i cristiani abbiano convertito 25 dalit del villaggio negli ultimi 10 anni, allettandoli con denaro.
L’avvocato Bibhu Prasad Tripathi afferma che le accuse sono ridicole. “Ritengo che siano i cristiani ad essere molestati. Quest’accusa è assolutamente ingiustificata e fuori luogo”. Cinque degli accusati sono state vittime di un altro incidente il 10 febbraio scorso; in quell’occasione alcuni indù tosarono a zero i loro capelli in segno di disprezzo.
I sette fratelli, se considerati colpevoli, rischiano una condanna detentiva di alcuni anni. Nel 1999 Graham Staines, un missionario australiano che lavorava nello stato di Orissa, fu bruciato vivo nella sua auto insieme a due dei suoi figli.

Fonte: Porte Aperte Italia – 4 giugno 2004

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Il blog di Illuminato Butindaro
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