Ordinati a vita eterna: da chi, quando, e perché

Fratelli nel Signore, nel libro degli Atti degli Apostoli c’è un versetto che credo coloro che negano la predestinazione, se potessero cancellerebbero, e mi riferisco a questo:

“… e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48).

E questo perché questo versetto demolisce interamente tutti i loro ragionamenti che fanno dipendere la salvezza dalla volontà dell’uomo o dal suo libero arbitrio. E’ evidente infatti che se dietro il credere di quelle persone ci fu un precedente ordine divino, allora ciò vuol dire che c’è la volontà di Dio dietro il credere di ognuno, o meglio uno crede per volontà di Dio, e non di sua volontà come invece ci vorrebbero far credere coloro che dicono che ‘il destino l’uomo se lo crea da sé’.

Ma andiamo per ordine, e spieghiamo tutto il contesto in cui Luca, l’autore del libro degli Atti, ha inserito quel passo, non di sua volontà, ma per volere di Dio, o meglio per ordine di Dio. Già, perché noi crediamo fermamente che anche questo passo è là per ordine di Dio, e quindi è stato scritto anch’esso per nostro ammaestramento.

Siamo ad Antiochia di Pisidia, una città dell’attuale Turchia che ora si chiama Yalvac, dove gli apostoli Paolo e Barnaba erano giunti durante il loro viaggio, che avevano intrapreso per ordine di Dio, in quanto ad Antiochia di Siria mentre celebravano il culto e digiunavano lo Spirito aveva detto:

“Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati” (Atti 13:2),

e dopo aver digiunato e pregato, erano state loro imposte le mani, e lasciati andare.

Mandati dallo Spirito Santo, gli apostoli erano scesi a Seleucia, e di là erano andati a Cipro, dove avevano annunciato la Parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei. Uno dei convertiti al Vangelo durante la loro permanenza sull’isola di Cipro fu il proconsole Sergio Paolo.
Lasciata Cipro, gli apostoli arrivarono a Perga di Panfilia, e passando oltre Perga, giunsero appunto ad Antiochia di Pisidia, dove in giorno di sabato si recarono nella sinagoga. Qui, i capi della sinagoga, dopo che ebbe luogo la lettura della legge e dei profeti, consuetudine giudaica molto antica, li invitarono a dare una parola d’esortazione, e allora Paolo si alzò ed annunciò loro la venuta di Gesù Cristo, la sua morte e la sua resurrezione, e la fede nel suo nome come mezzo per ottenere la giustificazione.
Ecco tutto il messaggio:

“Uomini israeliti, e voi che temete Iddio, udite. L’Iddio di questo popolo d’Israele elesse i nostri padri, e fece grande il popolo durante la sua dimora nel paese di Egitto, e con braccio levato, ne lo trasse fuori. E per lo spazio di circa quarant’anni, sopportò i loro modi nel deserto. Poi, dopo aver distrutte sette nazioni nel paese di Canaan, distribuì loro come eredità il paese di quelle. E dopo queste cose, per circa quattrocentocinquant’anni, diede loro de’ giudici fino al profeta Samuele. Dopo chiesero un re; e Dio diede loro Saul, figliuolo di Chis, della tribù di Beniamino, per lo spazio di quarant’anni. Poi, rimossolo, suscitò loro Davide per re, al quale rese anche questa testimonianza: Io ho trovato Davide, figliuolo di Iesse, un uomo secondo il mio cuore, che eseguirà ogni mio volere. Dalla progenie di lui Iddio, secondo la sua promessa, ha suscitato a Israele un Salvatore nella persona di Gesù, avendo Giovanni, prima della venuta di lui, predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d’Israele. E come Giovanni terminava la sua carriera diceva: Che credete voi che io sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dietro a me viene uno, del quale io non son degno di sciogliere i calzari. Fratelli miei, figliuoli della progenie d’Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, avendo disconosciuto questo Gesù e le dichiarazioni de’ profeti che si leggono ogni sabato, le adempirono, condannandolo. E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. E dopo ch’ebber compiute tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo posero in un sepolcro. Ma Iddio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch’eran con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato. E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide. Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Poiché Davide, dopo aver servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione; ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione. Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè. Guardate dunque che non venga su voi quello che è detto nei profeti: Vedete, o sprezzatori, e maravigliatevi, e dileguatevi, perché io fo un’opera ai dì vostri, un’opera che voi non credereste, se qualcuno ve la narrasse” (Atti 13:16-41).

Il messaggio di Paolo persuase molti, infatti Luca dice:

“E dopo che la raunanza si fu sciolta, molti de’ Giudei e de’ proseliti pii seguiron Paolo e Barnaba; i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio” (Atti 13:43).

Ora, gli apostoli, mentre uscivano dalla sinagoga, furon pregati di parlar di quelle medesime cose al popolo il sabato seguente. E così, il sabato dopo,

“quasi tutta la città si radunò per udir la parola di Dio” (Atti 13:44).

Cosa avvenne però in quell’occasione? Che i Giudei, vedendo le moltitudini, furon ripieni d’invidia, e bestemmiando contraddicevano alle cose dette da Paolo.

Ma Paolo e Barnaba dissero loro francamente:

“Era necessario che a voi per i primi si annunziasse la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili. Perché così ci ha ordinato il Signore, dicendo: Io ti ho posto per esser luce de’ Gentili, affinché tu sia strumento di salvezza fino alle estremità della terra” (Atti 13:46-47).

Vorrei innanzi tutto farvi notare che qui ci troviamo davanti a Giudei che rifiutarono di credere che Gesù era il Messia promesso dagli antichi profeti, e quindi che rifiutarono di essere salvati. Gli apostoli li accusarono di respingere la Parola di Dio e di non giudicarsi degni della vita eterna che è in Cristo Gesù. Parole forti, ma corrispondenti al vero. Quei Giudei rifiutarono dunque di credere in Colui che è morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione.

Ma il rifiuto di credere in Gesù Cristo da parte dei Giudei, diede l’opportunità agli apostoli di rivolgersi ai Gentili, perché così aveva loro ordinato il Signore nella sua Parola, dicendo:

“Io ti ho posto per esser luce de’ Gentili, affinché tu sia strumento di salvezza fino alle estremità della terra”.

Ecco un altro ordine dato da Dio, che riguarda la predicazione del Vangelo ai Gentili, cioè a coloro che non sono Giudei di nascita. Ordine a cui gli apostoli ubbidirono.
Fu così che Dio durante quel viaggio aprì la porta della fede ai Gentili (Atti 14:27), anche se bisogna dire che il proconsole Sergio Paolo che aveva creduto in precedenza era anche lui un Gentile di nascita.

I Gentili udendo quelle parole degli apostoli ai Giudei,

“si rallegravano e glorificavano la parola di Dio”,

e

“tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48).

Ora, Luca non dice che tutti i Gentili credettero, ma solo quelli che erano ordinati a vita eterna. E difatti poco dopo leggiamo che

“i Giudei istigarono le donne pie e ragguardevoli e i principali uomini della città, e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba, e li scacciarono dai loro confini” (Atti 13:50).

Dunque, di fra i Gentili credettero quelli che erano ordinati a vita eterna (naturalmente anche di fra i Giudei di nascita avvenne la stessa cosa). E ancora oggi, a distanza di tanti secoli, credono quelli che sono ordinati a vita eterna.

La domanda sorge spontanea ‘ordinati da chi?’ Da Dio. Colui che ha stabilito le epoche e i confini delle nazioni, Colui che stabilisce sulle nazioni chi vuole lui, Colui che ordina alle nuvole di fare i giri che vuole Lui, Colui che stabilisce come ministri nella sua Chiesa chi vuole Lui, ha dunque anche ordinato alla vita eterna quelli che Lui vuole. Egli è libero di farlo e può farlo, perché è Dio, e nessuno glielo può impedire.

Un’altra domanda che sorge è ‘quando sono stati ordinati’? Certamente prima della fondazione del mondo, perché Dio li ha scelti in Cristo come suo possesso particolare prima della fondazione del mondo (Efesini 1:4), e difatti ha scritto il loro nome nel libro della vita sin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 17:8).
Se quindi Dio li ha ordinati a vita eterna da prima della fondazione del mondo, ciò vuol dire che Egli nei loro riguardi ha deciso di farli vivere eternamente con Lui ancora prima che essi venissero all’esistenza. Quale manifestazione di amore da parte di Dio nei loro confronti! E’ proprio vero quello che dice Giovanni:

“Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo” (1 Giovanni 4:19).

Ma affinché coloro che Egli ha ordinato a vita eterna, entrino in possesso della vita eterna, è indispensabile che essi credano nel nome del Figliuol di Dio, perché così Dio ha stabilito che gli uomini ottengano la vita eterna, secondo che ha detto il Suo Figliuolo nei giorni della sua carne:

“E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:14-16).

E siccome che la fede procede da Dio, e non è qualcosa che viene dall’uomo, allora Dio dà la fede a quelli che Lui ha ordinato a vita eterna, o meglio, dà loro la capacità o li mette in grado di credere. Questo naturalmente avverrà nei tempi e nei modi stabiliti sempre da Dio, perché Dio è sovrano anche in questo. E nessuno glielo potrà impedire, perché Egli ha formato questo disegno benevolo nei loro confronti, e lo eseguirà; Egli ha formato questo piano, e lo eseguirà; Egli ha deciso di operare in questa maniera nei loro confronti, ed Egli opererà.
Paolo per esempio, essendo anche lui stato ordinato a vita eterna, benché fosse uno zelante persecutore della Chiesa, arrivò il giorno che credette, e questo avvenne dove, quando e come volle Dio.
Che credere in Cristo è una capacità concessa da Dio è evidente da queste parole di Paolo ai santi di Filippi:

“Poiché a voi è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui” (Filippesi 1:29),

e anche da queste altre parole scritte dall’apostolo Giovanni in riferimento ai Giudei che non credettero in Gesù benché avessero visto tanti miracoli:

“E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:37-40).

E d’altronde, anche quei Giudei che ad Antiochia di Pisidia, non credettero, non credettero perché Dio non diede loro di credere, in quanto non li aveva ordinati a vita eterna.
Forse qualcuno dirà che volere è potere, e quindi dipende dall’uomo, al che io rispondo che non è così, perché anche il volere dipende da Dio, secondo che è scritto che Dio opera in noi il volere e l’operare secondo la Sua benevolenza (Filippesi 2:13), per cui sia il volere credere che il credere è Dio che lo ha operato in noi. D’altronde, da Lui sono tutte le cose.

Adesso rispondiamo alla domanda ‘perché Dio li ha ordinati a vita eterna?’ A questa domanda c’è solo una risposta: ‘Perché così gli è piaciuto!’
Vi è forse ingiustizia in Dio per avere ordinato a vita eterna solo alcuni, escludendo gli altri? Così non sia, perché Egli ha detto:

“Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19).

Egli dunque fa misericordia a chi vuole.
E per quanto ci riguarda, Egli ha voluto farci misericordia ordinandoci a vita eterna prima, e poi dandoci la vita eterna che è in Cristo Gesù nostro Signore mediante la fede nel suo nome.

Che diremo a queste cose? Diremo ‘grazie siano rese a Dio in Cristo’, rallegrandoci e celebrandolo con alte lodi non solo nella vita presente, ma anche in quella a venire che durerà PER SEMPRE.

Fratelli, rallegratevi dunque e celebrate il nostro grande Dio, perché anche voi avete creduto perché da Lui ordinati a vita eterna.
Ma oltre a fare ciò, santificatevi e siate zelanti nelle opere buone, al fine di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione. Ricordatevi infatti che noi siamo stati eletti in Cristo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinnanzi a Lui nell’amore (Efesini 1:4), e che Egli ci ha riscattati dal presente secolo malvagio per fare di noi un popolo suo proprio zelante nelle buone opere (Tito 2:14). Non rimanete infruttuosi, portate frutto, affinché il Suo santo nome sia glorificato in voi.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

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Proponimento e Grazia

L’apostolo Paolo, subito dopo avere detto a Timoteo:

“Iddio ci ha dato uno spirito non di timidità, ma di forza e d’amore e di correzione. Non aver dunque vergogna della testimonianza del Signor nostro, né di me che sono in catene per lui; ma soffri anche tu per l’Evangelo, sorretto dalla potenza di Dio” (2 Timoteo 1:7-8),

dice:

“Il quale ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli, ma che è stata ora manifestata coll’apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l’immortalità mediante l’Evangelo, in vista del quale io sono stato costituito banditore e apostolo e dottore” (2 Timoteo 1:9-11).

Vorrei porre l’attenzione su quel ‘ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli’, perché queste parole sono veramente sublimi.

Come potete vedere, l’apostolo Paolo attribuiva la salvezza sua e di Timoteo, come anche la loro chiamata ad essere apostoli (anche Timoteo era un apostolo – 1 Tessalonicesi 1:1; 2:6), perché qua per santa chiamata va intesa la chiamata ad essere apostolo, secondo che dice Paolo ai Corinti:

“Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio” (1 Corinzi 1:1);

al proponimento di Dio e alla Sua grazia.

Il proponimento di Dio, parola questa poco usata e ancor meno amata da molte Chiese, ci parla di proposito, di disegno, di piano, di decisione, in cui noi siamo diventati l’oggetto o i destinatari delle attenzioni di Dio, del suo amore, della sua benignità, della sua grazia, e tutto ciò non in base alla nostra propria volontà o alle nostre opere, ma in base alla volontà di Dio, il Sovrano Onnipotente, che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà (Efesini 1:11).

La grazia di Dio, perché il proponimento di Dio nei nostri riguardi era quello di farci grazia in Cristo Gesù, e quindi di giustificarci. Ma Paolo dice qualcosa di altro, che è a dir poco meraviglioso, e cioè che ci è stata fatta grazia in Cristo Gesù avanti i secoli, o come hanno messo alcune traduzioni, prima che il tempo iniziasse. Che diremo dinnanzi a ciò? Ci lamenteremo con Dio per non avere deciso questo nei confronti di tutti gli uomini ma solo verso una parte di essi? Così non sia. Piuttosto glorifichiamolo sia con le nostre parole che con le nostre opere.

Ma vi rendete conto, fratelli, di quello che dice Paolo? Che Dio ci ha fatto grazia in Cristo, avanti i secoli! Ma dove eravamo noi a quel tempo? Cosa facevamo? Cosa potevamo pensare? Non esistevamo e quindi non potevamo né fare alcunché e neppure pensare alcunché. Eppure Dio in base al suo proponimento ci fece grazia! Poi, è chiaro, la grazia è stata manifestata quando è venuto Gesù, perché è scritto che

“la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17).

E’ evidente dunque, che la salvezza, come anche il ministerio per chi ha ricevuto anche un ministerio, sono concessi da Dio per grazia in base ad una sua decisione, che probabilmente a molti appare come ingiusta, ma che noi sappiamo è giusta, perché non c’è ingiustizia alcuna in Dio, altrimenti come potrà giudicare il mondo? E poi Dio è libero di fare quello che vuole. Non ha forse detto Dio a Mosè:

“Farò grazia a chi vorrò far grazia” (Esodo 33:19)?

Chi dunque ardirà contestare la volontà di Dio di far grazia solo ad alcuni? Solo un insensato potrebbe farlo.

Quanto a noi dunque, siamo in obbligo di rendere grazie a Dio in Cristo per averci voluto far grazia avanti i secoli.

Un’ultima cosa: queste parole di Paolo a Timoteo demoliscono fin dalle fondamenta quei ragionamenti fatti da taluni che dicono che la predestinazione riguarda solo il ministerio a cui uno è stato chiamato. Infatti notate che Paolo mette assieme la sua salvezza e il suo ministerio.

La grazia del nostro Signore sia con coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

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Dio ci ha scelti perché preconobbe che noi avremmo creduto?

Coloro che rigettano la dottrina biblica dell’elezione, dicendo che non è vero che Dio ci ha scelti prima della fondazione del mondo in virtù di un suo decreto o di una sua decisione, perché Egli non ha riguardi personali, stanno continuamente a dire fino alla noia che Dio ci ha scelti in quanto previde o preconobbe in noi la fede, ossia perché Egli sapeva innanzi che noi un giorno avremmo creduto.

Ora, che Dio previde o preconobbe che un giorno noi avremmo creduto è fuori discussione, perché è un concetto basato sulla Bibbia, ma è altrettanto fuori discussione che se è vero che Dio previde o preconobbe la nostra fede, egli previde e preconobbe anche tutte le nostre opere malvagie. La preconoscenza di Dio dunque, se la dobbiamo considerare nella maniera in cui la considerano costoro, va presa non solo in una direzione ma anche nell’altra. Non si può dire una cosa ed escludere l’altra, perché Dio conosce sin dall’inizio tutto quello che avverrà sia bene che male.

Stando così le cose dunque, è evidente che se c’era un merito o una virtù nella nostra fede, da costringere Dio a sceglierci, c’era anche tanto demerito nelle nostre opere malvagie da costringerlo a rigettarci. Mettendo le cose sulla bilancia di Dio, se Egli avesse dovuto sceglierci in base a qualcosa di buono che previde o preconobbe in noi, certamente la sua scelta sarebbe stata inesorabilmente una sola, quella di rigettarci.

Allora, la scelta di Dio non è avvenuta in base a qualcosa di buono che Dio previde ci sarebbe stato in noi, o che noi avremmo fatto, ma in base al suo proponimento eterno, che la Bibbia chiama

“il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di Colui che chiama” (Romani 9:11-12).

Sì, dalla volontà di Colui che chiama (e non dalla volontà del chiamato), secondo che Dio ha detto a Mosè:

“E farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19).

In altre parole, Dio ci ha scelti, perché ha voluto sceglierci, o meglio perché così gli è piaciuto. Chi ardirà contestare le sue scelte? Chi è l’insensato che si metterà a questionare la sua volontà? Non è Egli libero di scegliere chi Vuole Lui?

Piuttosto studiamoci di glorificarlo per averci scelto a salvezza sin dal principio, secondo il beneplacito della sua volontà. E proprio in virtù di questa Sua scelta noi un giorno abbiamo creduto nel Vangelo. La nostra fede quindi è una conseguenza della scelta di Dio, e non la causa di essa.

O sublime verità; beati tutti coloro che hanno inteso questa parte del consiglio di Dio, perché nella loro bocca ci sarà piena riconoscenza verso l’Altissimo per averli scelti fin dalla fondazione del mondo.

O Eterno Dio nostro, noi vogliamo darti la lode, la gloria, e l’onore perché Tu, fin da principio, ci hai

“eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13).

E ti chiediamo di confermarci fino alla fine nella fede, e in ogni opera buona e buona parola, al fine di poter conservare fino alla fine questa fede preziosa che Tu ti sei compiaciuto di donarci, e accompagnare ad essa ogni buona opera e parola, tramite cui Tu sarai certamente glorificato in noi, e poter così in quel giorno da te stabilito, grande nostro Dio, entrare nel Tuo eterno regno di gloria.

La grazia del nostro Signore sia con tutti i santi

Giacinto Butindaro

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Domande per i miei fratelli, membri delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), che non credono nella predestinazione

Fratelli nel Signore, che frequentate Chiese ADI e che non accettate la predestinazione, vorrei porvi alcune domande molto semplici. Ormai sono molti anni che mi vedo giudicato da voi come uno che presenta un Dio ingiusto perché insegno la predestinazione, e quindi vorrei  porvi i seguenti quesiti, al fine di farvi riflettere seriamente, come mai avete fatto fino adesso, sulla predestinazione, e di indurvi ad investigare le Scritture per vedere se le cose che vi hanno insegnato i vostri pastori sulla predestinazione stiano veramente così perché in caso contrario dovete rivedere quello che avete creduto fino ad ora.

● Vi dispiace di essere stati eletti da Dio a salvezza in Cristo prima della fondazione del mondo (Efesini 1:4), e non invece quando avete creduto?

● Vi dispiace che Dio ha scritto il vostro nome nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8; 17:8) e non invece quando avete creduto?

● Cosa avvertite veramente dentro il vostro cuore quando leggete nella vostra Bibbia che Dio ci ha eletti in Cristo prima della fondazione del mondo (Efesini 1:4) e che ha scritto il nostro nome nel libro della vita sin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 13:8; 17:8)? Un sentimento di profonda riconoscenza verso Dio o di rabbia verso Dio perché ritenete che Dio abbia agito con ingiustizia verso qualcuno escludendolo dall’elezione, e quindi non scrivendo il suo nome nel libro della vita?

● Come mai quando mi sentite dire che Dio ci ha eletti in Cristo a salvezza prima della fondazione del mondo, pensate subito a coloro che invece non sono stati eletti invece di mettervi a ringraziare Dio per avervi scelto? Pensate che nella Chiesa di Tessalonica, i fratelli quando lessero nell’epistola di Paolo che Dio li aveva eletti a salvezza sin dal principio mediante la fede nella verità e la santificazione dello Spirito (2 Tessalonicesi 2:13), abbiano cominciato a pensare a coloro che invece Dio non aveva eletto, come invece fate voi?

● A chi tra voi è sposato, vorrei chiedere: ‘Ma tua moglie si è mai arrabbiata con te perché tu hai scelto lei tra tante donne?’ Non è semmai contenta che tu l’hai preferita a tutte le altre donne? E quindi nel sapere che tu sei stato scelto da Dio a far parte della Sua Chiesa, che è la sposa di Cristo, non dovresti essere anche tu contento per ciò? Non penso che tua moglie, quando tu le hai detto: ‘Voglio sposarti!’, abbia pensato che tu stavi facendo un torto ad un’altra sorella per non avere scelto lei come sposa! Non capisco quindi proprio come mai tu quando senti dire che Dio ti ha scelto, pensi che se fosse così Dio avrebbe agito con ingiustizia perché non ha scelto tutti.

● Come mai voi affermate che gli uomini sono liberi di fare quello che vogliono, perché hanno il libero arbitrio, mentre invece negate questa stessa libertà a Colui che ha fatto gli uomini a sua immagine e somiglianza? In altre parole, non è strano che l’Iddio che dite vi ha fatto completamente liberi di scegliere, non è invece Lui completamente libero di scegliere qualcuno e rigettare altri, di dare la fede ad alcuni e di negarla ad altri? Vorreste quindi dire in questa maniera che Dio non è libero di fare quello che vuole (Salmo 135:6; Matteo 20:15) mentre gli uomini sì?

● Ammesso e non concesso che sia dipeso da voi e non da Dio che siete andati a Cristo, come mai Gesù ha spiegato che invece è stato il contrario, quando disse: “Per questo v’ho detto che niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre” (Giovanni 6:65), ed ancora: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giovanni 6:44)?

● Se siete voi che avete scelto Gesù, cosa che sbandierate ai quattro venti, come mai Gesù ha detto invece il contrario ai suoi discepoli: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi” (Giovanni 15:16)?

● Se siete voi che avete voluto credere in Cristo, e non Dio ad avere voluto farvi credere in virtù della predestinazione, vi domando: ‘Perché voi avete voluto credere, mentre tanti altri non vogliono credere e non vorranno credere fino alla fine dei loro giorni e andranno così in perdizione?’ Non è forse perché la salvezza “non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16)?

● Se il destino se lo crea l’uomo, vi domando: ‘Come mai Dio vi ha preservati dalla morte prima che voi credeste, e non ha permesso che voi moriste nei vostri peccati e andaste all’inferno? E come mai invece Dio ha fatto sì che tanti altri morissero nei loro peccati, senza peraltro fargli mai ascoltare il Vangelo, e andassero all’inferno?’

● Se avete voluto voi diventare figli di Dio, questo significa che siete nati di nuovo in virtù della vostra volontà. Ma vi domando allora: ‘Ma non pensate che come la prima nascita che avete sperimentato, cioè quella che vi ha permesso di entrare in questo mondo, è avvenuta per la volontà di Dio, così anche la seconda nascita, cioè quella che vi ha permesso di entrare nel Regno di Dio, sia avvenuta per la volontà di Dio? Altrimenti che senso avrebbero le parole di Giovanni, secondo cui noi non siamo nati da volontà d’uomo (Giovanni 1:13), e quelle di Giacomo secondo cui Dio ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità (Giacomo 1:18)?

● Se Dio vuole salvare tutti, nessuno escluso, come mai nel libro della vita, che è stato scritto fin dalla fondazione del mondo, non ci sono scritti i nomi di tutti gli esseri umani, ma solo quelli di alcuni (Apocalisse 13:8; 17:8)? Come mai Gesù parlava alle turbe in parabole affinché non intendessero e non si convertissero (Marco 4:11-12)? Ed ancora, perché ad Antiochia di Pisidia credettero solo coloro che erano ordinati a vita eterna (Atti 13:48)? E perché l’anticristo di cui la Scrittura dice che deve venire, deve andare in perdizione in quanto è il figliuol della perdizione e il suo destino è già segnato (2 Tessalonicesi 2:3,8)? Ed ancora vi domando: ‘Come mai Dio dice: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19)? Non pensate che quindi non a tutti viene fatta grazia perché Dio non vuole o non ha decretato di fare grazia a tutti?

● Se Dio vuole salvare tutti, nessuno escluso, e noi siamo stati salvati perché Dio sapeva che noi ci saremmo ravveduti e avremmo creduto, e non perché Dio ci aveva innanzi predestinato a salvezza; mentre coloro che vanno in perdizione non si sono ravveduti e non hanno creduto perché Dio sapeva che essi non si sarebbero ravveduti e non avrebbero creduto, e non perché Dio li ha predestinati alla perdizione, spiegatemi questo. La Scrittura afferma: “Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:20-24). Gesù dunque ha affermato che Dio sapeva che se nelle città di Tiro e Sidone fossero state compiute le opere potenti che poi fece Gesù in Corazin e Betsaida, esse si sarebbero ravvedute; come anche che se nella città di Sodoma fossero state fatte le opere potenti che Gesù fece poi in Capernaum, essa non sarebbe stata distrutta. Perché dunque Dio non fece sì che quelle opere potenti fossero compiute in quelle città?

● Ammesso e non concesso, che è come dite voi, che Dio semplicemente sapeva che noi avremmo creduto, ma non aveva affatto decretato di farci credere, vi domando: perché noi abbiamo creduto? In altre parole, come mai la preconoscenza di Dio si è tramutata in realtà senza il suo intervento? In virtù di chi o di che cosa siamo giunti a credere? Come è possibile da un lato dire che non è Dio che ci ha dato di credere in virtù di un suo proponimento formato prima della fondazione del mondo, e poi affermare che quello che Lui sapeva si è adempiuto e quindi noi abbiamo creduto? Non è strano che quello che Dio sapeva si è adempiuto, ma Lui non ha affatto operato in noi per farci credere? Ma allora, se non è per la volontà di Dio che noi ci siamo ravveduti e abbiamo creduto, in virtù di cosa ci troviamo oggi nella fede? Cioè, perché proprio noi – che Dio sapeva avremmo creduto – abbiamo voluto credere senza che Lui abbia operato in noi il volere, senza che Lui ci abbia voluto dare il ravvedimento e la fede? Come è possibile che quello che Dio sa innanzi si adempie in tutto e per tutto, senza che sia Lui che manda ad effetto la sua preconoscenza? Lo ripeto, ma non è strano, che quello che Dio sapeva innanzi si è adempiuto, ma Lui non c’entra affatto nella nostra decisione? Viene da domandarsi allora: ma allora le cose sono due: o l’uomo il destino se lo crea veramente lui stesso per cui è Lui il disegnatore e l’architetto della sua vita, o l’uomo è in balia di qualche forza impersonale o di una sorta di fato che lo spinge ad agire in maniera tale che quello che Dio sa sul suo conto si verifica. Il risultato comunque è sempre lo stesso, e cioè che alla fine succederà esattamente quello che Dio sapeva innanzi!!! Sono cose queste veramente strane e incomprensibili!! Non vi pare?

● Ammesso e non concesso, che è come dite voi, che Dio sapeva che noi avremmo creduto ma non ci aveva predestinato a credere, come mai Luca dice negli Atti: “Tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48)? Non vi pare che sia perché l’atto del credere di quelle persone era stato predeterminato da Dio in quanto Egli aveva ordinato quelle persone a vita eterna, cioè destinate a vita eterna?

● Ma se Dio sa già chi sono quelli che crederanno, questo significa che c’è un certo numero di persone destinate COMUNQUE a credere e che oltre questo numero non ce ne potranno essere altre. Domando dunque: non è anche questa predestinazione? Come fate dunque a dire che Dio vuole che tutti siano salvati, e poi affermate che solo alcuni crederanno in quanto nella mente di Dio è già fissato il numero di quelli che crederanno? Non c’è forse anche in questo caso nella mente di Dio un numero prestabilito di credenti? Come fate a dire dunque che Dio cerca di salvare tutti, quando Egli sa che un certo numero di persone non potranno credere? Come può Dio cercare di fare qualcosa che Egli sa non potrà mai compiersi? Può Dio cercare di salvare anche quelli che Egli sa non potranno credere?

● Ammettiamo che sia come dite voi, che siamo diventati predestinati una volta che il Signore ci ha salvati, vi domando: ‘Come mai invece Paolo fa risalire la nostra predestinazione a prima che il Signore ci chiamasse e ci giustificasse, secondo che è scritto: “Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Romani 8:29-30)? E non solo questo, ma come mai Luca dice negli Atti che ad Antiochia di Pisidia “tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48)? Notate nelle parole di Luca che egli non dice: ‘Tutti quelli che credettero furono ordinati a vita eterna’.

● Se Dio non forza nessuno a credere, come dite voi, come mai invece Saulo da Tarso fu forzato da Dio a credere o convertirsi, in quanto il Signore gli apparve e gli parlò (buttandolo a terra e togliendogli persino la vista fisica) mentre Lui andava a Damasco a perseguitare i santi?

● Se come dite voi, Dio indura il cuore dell’uomo solo dopo che questo, udito il Vangelo, rifiuta di credere, come mai è scritto in Giovanni: “Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:39-40)? In altre parole, come mai il rifiuto di credere da parte dei Giudei in Gesù fu prodotto dall’induramento dei loro cuori prodotto da Dio?

● Se la predestinazione non è da Dio, come mai nelle vostre comunità i capitoli 9 e 11 dell’epistola ai Romani non vengono mai commentati e spiegati? Eppure anche quei capitoli sono per noi Gentili in Cristo Gesù, secondo che dice Paolo: “Ma io parlo a voi, o Gentili: In quanto io sono apostolo dei Gentili, glorifico il mio ministerio” (Romani 11:13), ed ancora: “Poiché se tu sei stato tagliato dall’ulivo per sua natura selvatico, e sei stato contro natura innestato nell’ulivo domestico, quanto più essi, che son dei rami naturali, saranno innestati nel loro proprio ulivo? Perché, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi; che cioè, un induramento parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili” (Romani 11:24-25)? Non vi pare una cosa strana che una parte di quello che Paolo ha scritto ai Gentili in Cristo, non vi venga né letta e neppure spiegata?

● Se avete trovato il Signore perché lo avete cercato, allora vi domando: ‘Ma secondo la Bibbia è la pecora perduta che va in cerca del pastore o invece il pastore della pecora perduta?’ Ed ancora: ‘Ma non è forse scritto che non v’è alcuno che ricerchi Iddio (Romani 3:11), e che Dio dice: “Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano” (Romani 10:20)?

● Se siete stati salvati perché lo avete voluto voi e non perché lo ha voluto Dio, se siete voi che avete scelto il Signore e non il Signore a scegliere voi, ciò significa che comunque rispetto agli increduli avete avuto un merito, quello di avere voluto la salvezza e quello di avere scelto la via della salvezza. Vi domando dunque: ‘Ma allora come fate a dire che dinnanzi a Dio non avete di che gloriarvi, quando invece nei fatti vi gloriate? Come fate ad affermare che siete stati salvati per grazia e non per opere, quando in effetti non è proprio del tutto per grazia che voi siete stati salvati in quanto un qualche merito lo accampate comunque?

La grazia del Signore sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

Roma, il 1 Marzo 2010

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