È ora disponibile online la registrazione audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Cristo diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti“, trasmessa in diretta streaming nella serata di ieri.
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È ora disponibile online la registrazione audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “In difesa della dottrina del tormento eterno dei malvagi“, trasmessa in diretta streaming nella serata di ieri.
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È ora disponibile online la registrazione audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Perché chi non avrà creduto sarà condannato“, trasmessa in diretta streaming nella serata di ieri.
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È ora disponibile online la registrazione audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “Cristo offrì se stesso puro d’ogni colpa a Dio“, trasmessa in diretta streaming nella serata di ieri.
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È ora disponibile online la registrazione audio della predicazione di Giacinto Butindaro dal titolo “In difesa della morte espiatoria di Cristo“, trasmessa in diretta streaming nella serata di ieri.
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Fratelli e sorelle nel Signore, grazia e pace a voi da Dio nostro Padre e da Gesù Cristo, il nostro Signore e Salvatore. L’Evangelo della grazia di Dio nel quale abbiamo creduto, nel quale Iddio ci ha dato di credere – ricordiamoci infatti che la fede viene da Dio e che l’apostolo Paolo ricevette per rivelazione di Gesù Cristo – è il seguente: Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, fu seppellito, risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, apparve a Cefa, poi ai Dodici, poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli Apostoli. Questa è la buona novella relativa al nome di Gesù Cristo e al regno di Dio; questo è l’Evangelo, potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente, del Giudeo prima e poi del Greco, poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: “Ma il giusto vivrà per fede”.
Come potete vedere, la morte espiatoria di Cristo fa parte dell’Evangelo, infatti Paolo dice: “Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture”. Ora, siccome che l’Evangelo è la Parola di Dio, è la Parola di verità, e siccome il diavolo, che è Satana, l’avversario, che è il principe di questo mondo, che è il nemico – non un caro nemico come dicono taluni – siccome che appunto questo essere spirituale malvagio che si chiama diavolo ha in odio la verità, perché voi sapete che il diavolo è bugiardo e padre della menzogna, egli, cioè il diavolo, ha partorito, generato diverse diverse menzogne per rendere inutile la morte di Cristo Gesù.
Perché la morte di Cristo Gesù è importantissima. Perché è la morte espiatoria che Dio ha preordinato, mediante la quale Cristo espiò i nostri peccati portandoseli sul nel Suo corpo, sulla croce. Egli che non non aveva conosciuto peccato, benché in ogni cosa fu tentato come noi però senza peccare; Egli il Giusto che non commise alcuna violenza, nella cui bocca non fu trovata alcuna frode; Egli nel Suo corpo portò i nostri peccati per espiarli con il Suo sangue. Egli dunque versò, sparse il Suo sangue sulla croce per la remissione dei nostri peccati. Allora il diavolo, che è il seduttore di tutto il mondo, non può che odiare fortemente, ferocemente la morte espiatoria di Cristo Gesù.
E lo vediamo, lo vediamo perché noi vediamo le eresie distruttive che vengono insegnate da tanti che si definiscono cristiani, eresie distruttive che rendono inutile la morte di Cristo. Ne fanno, queste eresie, della morte di Gesù una morte inutile. E quindi prestate attenzione a quello che alle eresie distruttive che vi elencherò. Non sono tutte naturalmente, tutte quelle che esistono contro la morte espiatoria di Cristo, però sono indicative; questa breve lista di eresie distruttive è indicativa perché ci conferma quanto sia odiata dal diavolo, e quindi anche dai figliuoli del diavolo e dai ministri del diavolo, la morte espiatoria di Cristo.
Allora, la la prima dottrina che appunto voglio segnalarvi, che rende inutile la morte di Cristo, è quella che dice che Gesù non è morto per i nostri peccati. Come qualcuno dirà? C’è pure qualcuno che afferma… sì sì e pensate che coloro che affermano questa, questa eresia si dicono pure cristiani! Sapete, oggi il termine cristiano viene usato da da tanti ma impropriamente; molti che si dicono cristiani non sono discepoli di Gesù Cristo, sono eretici, sono figli del del diavolo, non hanno niente di cristiano, solo il nome.
Allora ci sono coloro che insegnano che Cristo non è morto per i nostri peccati. Allora qualcuno dirà: ma allora perché è morto? Perché ammettono che sia morto, ma non per i nostri peccati. Beh, dicono: è morto per degli ideali, è morto per dei valori in cui Lui credeva. E e quindi presentano la morte di Gesù non come è, cioè come una morte espiatoria, no, ma come la morte di un eroe. Avete presente quando si dice “quello quell’uomo morì per i suoi ideali” no eh quindi è un eroe, fanno di costui un eroe e poi scrivono libri su costui, gli fanno statue, gli dedicano strade, gli gli dedicano libri e così via.
Ecco, Gesù viene presentato come un eroe, un eroe che è morto appunto per dei suoi ideali, per dei suoi valori. E siccome che questi suoi ideali, questi suoi valori non erano condivisi dalla casta sacerdotale, dagli scribi e dai farisei e poi dal popolo dei Giudei, ecco che dal popolo dei Giudei, Lui praticamente poi si ritrovò, in seguito a varie circostanze, sulla croce a morire praticamente come un martire. Ecco l’eroe, l’eroe Gesù. State attenti, fratelli nel Signore, perché questa idea eretica della morte di Gesù è penetrata nelle chiese.
Allora voglio ricordarvi che la morte espiatoria di Cristo Gesù fu preannunziata dal profeta Isaia in questa maniera, perché il profeta Isaia, come voi sapete, preannunziò la venuta del Messia o Cristo, e preannunziò la morte espiatoria che avrebbe compiuto il Messia offrendo Se stesso per i nostri peccati. Infatti il profeta Isaia aveva detto: “Ma Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Quindi quando leggete Matteo, Marco, Luca e Giovanni e vi soffermate sulla morte di Gesù, ricordatevi che Egli sulla croce del Calvario o del Golgota morì per i nostri peccati, offrì Se stesso puro d’ogni colpa a Dio a cagione delle nostre offese.
È vero, Gesù fu odiato, fu odiato dai Giudei, dal popolo, fu odiato fu odiato dagli scribi e farisei, dai sacerdoti, dagli anziani. Il Sinedrio giudaico Lo condannò a morte per bestemmia, Lo diede in mano a Ponzio Pilato il quale appunto, per soddisfare il popolo che chiedeva che fosse crocifisso, sentenziò che Gesù dovesse essere crocifisso. Questa è la verità. E apparentemente qualcuno appunto potrebbe dedurre che tutto ciò avvenne, in fin dei conti, perché Gesù credeva in determinati valori e quindi lo lo fecero fuori, no lo uccisero. Ora, la morte di Gesù è avvenuta affinché si adempissero le Scritture dei profeti, secondo la quale la morte del Cristo sarebbe stata una morte espiatoria, come vi come vi ho letto infatti poco fa dal profeta Isaia: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Dio ha guidato tutte le cose nella vita di di Gesù affinché Egli fosse ucciso dai Giudei per mano di uomini iniqui, cioè Romani, e tutto questo affinché si adempissero le Scritture. Quindi noi proclamiamo, a distanza di circa duemila anni, quello che proclamarono gli apostoli: Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture.
Un’altra un’altra dottrina che appunto viene insegnata e che rende inutile la morte di Cristo è quella che dice che non v’è resurrezione dei morti. Antica antica eresia questa, che veniva sostenuta persino da alcuni in seno alla chiesa di Corinto. Voi sapete che Paolo confutò questa questa questa dottrina. Ora, la resurrezione la resurrezione di Cristo è parte dell’Evangelo; infatti dice dice che risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture. E la Sua resurrezione ebbe molti testimoni, perché non è che Gesù risuscitò e non si e non apparve a nessuno; non è che Gesù risuscitò e ascese immediatamente al cielo senza farsi vedere da nessuno dei suoi discepoli. No, nella maniera più assoluta. Gesù Cristo è risuscitato dai morti il terzo giorno e apparve ai suoi discepoli. Si fece vedere da loro, si fece toccare da loro, mangiò con loro, ragionò con loro delle cose relative al regno di Dio prima di essere assunto in cielo. Quindi è molto importante diciamo ribadire che ci sono stati testimoni oculari della Sua resurrezione.
Ora, se Gesù non è risuscitato dai morti, è chiaro che Egli è morto inutilmente. È morto inutilmente per i nostri peccati, perché la Sua morte non sarebbe stata seguita dalla resurrezione Sua corporale, avvenuta a cagione della nostra giustificazione. In altre parole, se Cristo non fosse risuscitato dai morti, noi saremmo ancora nei nostri peccati, la nostra fede sarebbe inutile. Praticamente perché? Perché Cristo sarebbe morto, diciamo, per i nostri peccati inutilmente, o comunque sarebbe morto inutilmente. Quindi va ribadita con forza la resurrezione di Cristo.
State molto attenti, perché per resurrezione di Cristo si intende la resurrezione del Suo corpo, quindi una resurrezione fisica, corporale. State attenti, ve lo ripeto per l’ennesima volta, che molti in seno, in ambito evangelico, per resurrezione non intendono una resurrezione corporale ma una una continuazione di vita, in altre parole. Che cosa dicono? Quando intendono per resurrezione di Cristo questo: che Gesù morì e risuscitò immediatamente, ossia continuò a vivere. Per loro il continuare a vivere, significa in un’altra dimensione, significa risuscitare dai morti. Badate bene, quella non è la resurrezione dei morti di cui parla la Sacra Scrittura. La resurrezione di Cristo fu una resurrezione corporale.
Infatti, quando Gesù apparve ai suoi, cosa cosa è scritto? È scritto quanto segue: siccome che i suoi erano rimasti turbati, smarriti e impauriti pensavano perché pensavano di vedere uno spirito, Gesù disse loro: “Perché siete turbati e perché vi sorgono in cuore tali pensieri? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono ben io; palpatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io”. Quindi vedete, il corpo di Gesù aveva carne e ossa, non era uno spirito. Attenzione, perché uno spirito non ha carne e ossa e Gesù invece aveva carne e ossa, infatti gli disse: “Palpatemi”. Quindi, noi affermiamo che Gesù Cristo è risuscitato corporalmente, fisicamente, carnalmente. Naturalmente aveva un corpo immortale, incorruttibile, glorioso, con il quale praticamente appariva e anche spariva dinnanzi agli occhi dei suoi discepoli, ma fu la Sua una risurrezione corporale.
E fu indispensabile che Egli resuscitasse dai morti per rendere in questa maniera, diciamo, diciamo, utile utile la morte, la Sua morte, la Sua morte espiatoria. Infatti Egli è risuscitato dai morti a cagione della nostra giustificazione, per cui noi siamo giustificati per fede in virtù della resurrezione di Cristo. Non solamente in virtù della Sua morte espiatoria, ma anche in virtù della Sua resurrezione dai morti. Se Gesù non fosse risuscitato dai morti, fratelli, noi oggi saremmo ancora nei nostri, nei nostri peccati. Cioè, in altre parole, non potremmo avere la la remissione dei peccati mediante il Suo nome, non potremmo avere la coscienza purificata dalle opere morte. Perché? Perché Gesù non non sarebbe risuscitato. Ma noi proclamiamo che Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono.
Un’altra eresia che rende inutile la morte di Cristo è il Purgatorio, che viene insegnato, il Purgatorio, dalla Chiesa Cattolica Romana. Non ce lo dimentichiamo questo, alcuni sembra che si siano dimenticati quello che insegna la Chiesa Cattolica Romana. Ora sostanzialmente la Chiesa Cattolica dice che dopo avere ricevuto la giustificazione rimane al credente un debito di pena temporale da scontare, sia in questo mondo che in futuro in Purgatorio. Per cui, quando la Chiesa Cattolica Romana parla di giustificazione, ricordatevi che non intende assolutamente la giustificazione di cui parla la Sacra Scrittura. Perché? Perché la Chiesa Cattolica Romana dice che l’uomo, dopo essere stato giustificato, praticamente ha un debito di pena temporale da scontare, sia in questo mondo con pene temporali svariate – rinunzie, mortificazioni, con con sofferenze, con con opere buone – però c’è anche un’altro diciamo un’altra pena temporale praticamente da scontare in un diciamo nell’aldilà, in un luogo chiamato Purgatorio, che è un luogo di purificazione secondo la il catechismo della Chiesa Cattolica Romana, dove naturalmente ci sono delle pene terribili, severe, da diciamo a cui sottostare per diciamo pagare questa pena temporale dovuta per i propri peccati. Pensate, e questa pena la devono pagare quelli che sono morti, hai capito, nella grazia, cioè per così dire.
Capite che inganno satanico, la dottrina sulla salvezza, sulla giustificazione della Chiesa Cattolica Romana, che è? Molti non si rendono conto, molti non si rendono conto diciamo di quali eresie distruttive è formata la teologia della Chiesa Cattolica Romana. Non gli interessa proprio niente; poi peraltro fanno riunioni ecumeniche con i Cattolici, con i Cattolici Romani, come se i Cattolici Romani insegnassero la verità. Ma i Cattolici Romani credono alle favole, alle menzogne, non ci si può mettere con i Cattolici Romani, sono nelle tenebre più fitte.
Allora questo Purgatorio praticamente è il luogo di destinazione di coloro che muoiono nella grazia, giustificati, diciamo così, diciamo così secondo la la teologia papista. E dopo praticamente che cosa succede? Che dal Purgatorio, secondo la dottrina della Chiesa Cattolica Romana, di tanto in tanto esce qualche anima che se ne va in Paradiso, nel Regno dei Cieli, e là praticamente diventa beato. Ma naturalmente per uscire dal Purgatorio quelli che sono rimasti vivi sulla terra devono aiutarlo, a questo che è nel Purgatorio, capite? Lo devono aiutare con il suffragio, il suffragio a favore dei morti. Praticamente del suffragio fanno parte anche le messe, le messe per i morti. Perché vengono, sono così importanti nella Chiesa Cattolica Romana? Perché i parenti, gli amici dei morti, sapendo che il loro amico o parente è nel Purgatorio, praticamente loro pagando la messa lo aiutano a uscire dal dal Purgatorio per entrare nel Regno dei Cieli. Perché? Perché la messa è un sacrificio espiatorio, offerto, propiziatorio offerto sia per i vivi sia per i peccati dei vivi che per i peccati dei morti. Altra bestemmia. Capite?
Quindi chiaramente con questa, diciamo, dottrina del Purgatorio la morte di Cristo viene resa viene resa inutile, è come se Cristo non fosse morto per i nostri peccati. Capite dunque il il Purgatorio che inganno satanico, che menzogna, che è? Ecco dunque, state molto attenti, perché quando l’uomo… secondo quello che dice la Scrittura, chi viene giustificato da Dio ottiene la giustizia di Dio che viene dalla fede, egli viene reso giusto quindi. Infatti la Scrittura dice: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore”. Cosa significa per fede? Significa che la fede viene messa in conto di giustizia a colui che crede. Come fu messa in conto di giustizia ad Abramo, il patriarca Abramo, secondo che è scritto che “credette all’Eterno e ciò gli fu messo in conto di giustizia”. La giustizia di Dio che viene da Dio, basata sulla fede, è perfetta; perfetta, per cui non rimane alcuna pena temporale da scontare né in questo mondo e né in quello a venire.
Ecco perché la dottrina della giustificazione per fede è così importante crederla, e quindi è così importante per coloro che sono preposti nel Signore da insegnare e da difendere, perché è continuamente sotto attacco. La Chiesa Cattolica Romana odia la dottrina della giustificazione per fede, la rigetta, la detesta. Dunque vedete che, diciamo, che il Purgatorio rende inutile la morte la morte di Cristo perché perché annulla la grazia, annulla la grazia. Fa fa dipendere la giustificazione praticamente dalle opere buone, dalle mortificazioni, dai sacrifici, dalle sofferenze che appunto il cosiddetto credente, secondo loro naturalmente, deve compiere dopo essere stato giustificato. Per cui alla fine è una giustificazione per opere e non per grazia. Non fatevi ingannare dai preti, dai teologi papisti, dai vescovi, dai cardinali e da colui che si definisce il successore di Pietro, che annunzia proprio il contrario di quello che annunziava l’apostolo Pietro.
Allora, un’altra, un’altra dottrina è questa, è un’altra dottrina che annulla la morte di Cristo, che la rende inutile: la giustificazione per le opere della legge. Voi sapete che è scritto: “Chi avrà messo in pratica queste cose vivrà per via di esse”. Questo è quello che dice la giustizia che si basa sulla legge o che viene dalla dalla legge. Questa dottrina rende inutile la morte di Cristo. Leggevo l’altro giorno le parole di un di un cosiddetto teologo, che è anche filosofo, che diceva praticamente che la salvezza – lui lo dice con termini perentori – la salvezza non dipende dal credere nella morte espiatoria di Cristo e nella Sua risurrezione. No, lui diceva: la salvezza dipende, diciamo, dall’osservanza, diciamo, di precetti etici. Per cui lui parla di primato dell’etica, lui dice appunto che quindi il cristiano si deve convertire dal primato della fede al primato dell’etica.
Che cosa significa? Significa che secondo costui il cristiano si deve convertire dalla giustificazione per fede alla giustificazione per opere. Cioè praticamente il cristiano deve apostatare dalla fede, sostanzialmente. Chiaramente sia anatema costui, perché proprio questo predica, proprio l’apostasia, proprio predica l’apostasia; e lo fa con questo linguaggio diciamo tutto forbito, con questo parlare dolce e lusinghevole, ma lo fa. E c’ha molti seguaci, c’ha molti seguaci anche all’interno della Chiesa Cattolica Romana. Diceva: “Il cristiano si deve convertire al primato dell’etica”. Tradotto nella pratica: il cristiano deve apostatare dalla fede.
Capite dunque? Questa, questa eresia, badate bene che rende inutile la morte di Cristo, è penetrata in ambienti che si dicono cristiani e viene accolta con entusiasmo, diciamo, da gente che praticamente non è nata da Dio. Ricordatevi che oggi, diciamo, eresie antiche vengono insegnate con termini moderni, ma sono sempre eresie antiche. Quindi state molto attenti a quelli che vi predicano la giustificazione per le opere della legge, secondo i quali appunto la giustificazione dell’uomo non dipende dal credere nella morte espiatoria di Cristo e nella Sua resurrezione corporale, no, ma dipende, dipende dalle opere buone: basta che ti comporti bene e sarai giustificato. Ma no, non è così, perché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata al Suo cospetto; per mezzo della legge è data la conoscenza del peccato, non la giustificazione dal peccato. La giustificazione dal peccato ci è data per mezzo di Cristo Gesù, per mezzo di ciò che Egli ha compiuto, quindi per mezzo della Sua morte espiatoria, e per mezzo della Sua resurrezione dai morti. Nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti.
Un’altra, un’altra dottrina che appunto rende inutile la morte di Cristo è quella che dice sostanzialmente che il giusto vivrà per la sua fede e per le sue opere. Ora questa, questa questa eresia viene, viene insegnata dai Cattolici Romani e, diciamo, viene sostenuta per mezzo di alcune parole di Giacomo, il fratello del Signore, che sono scritte appunto nella epistola appunto di Giacomo, che però non hanno assolutamente il significato che gli danno costoro. Sostanzialmente costoro che cos’è che insegnano? Cosa che non insegnava assolutamente Giacomo il fratello del Signore. Costoro insegnano che la giustizia di Dio ha bisogno di essere diciamo vitalizzata, di essere resa viva mediante la propria giustizia; in altre parole, la giustizia di Dio va integrata dalla nostra giustizia, e questo affinché noi siamo giustificati. Ma se fosse così, allora noi saremmo giustificati per opere e non più per fede. E allora? E allora vuol dire che Dio ci avrebbe mentito quando ha detto “il giusto vivrà per la sua fede”. Lo disse appunto per mezzo del profeta, del Suo profeta Abacuc. No, invece sia Dio riconosciuto verace, ma tutti costoro invece bugiardi: il giusto vivrà per la sua fede.
Quindi noi riteniamo che l’uomo sia giustificato per mezzo della fede in Cristo senza le opere della legge. Per mezzo delle opere che il cristiano compie dopo avere creduto, egli viene dichiarato giusto perché viene riconosciuto giusto, come naturalmente fu anche Abramo riconosciuto, riconosciuto giusto dopo avere creduto, quando egli, diciamo, offrì il suo figliuolo Isacco in seguito a un comandamento di Dio. Egli fu riconosciuto giusto, sì, certo, ma egli fu giustificato per fede, non per opere. Quindi state, state molto attenti, fratelli nel Signore, a coloro che insegnano questa, questa eresia che rende inutile la morte, la morte di Cristo. Ora vedete, queste dottrine che vi ho, diciamo, esposto, vi fanno… vi fanno capire, vi fanno capire quanto l’avversario ci tenga a, diciamo, fare credere, diciamo, queste, queste queste menzogne. Quindi badate, badate a voi stessi.
Un’altra, un’altra dottrina che rende inutile la morte di Cristo è quella che dice che Dio esercita le Sue vendette su di noi per i peccati che noi abbiamo commesso prima della, della nostra nuova nascita, e questo per farceli pagare in questa vita. In altre parole, secondo costoro, rimane una pena temporale da pagare dopo essere stati giustificati; ossia rimane un debito di sofferenza retributiva dopo aver ottenuto la giustificazione per fede. Questa eresia è sostenuta da alcuni eretici che sono usciti dal nostro mezzo alcuni anni fa. E quindi noi vogliamo appunto ribadire che non abbiamo, la verità, la verità che noi proclamiamo è manifesta a tutti, la verità in Cristo Gesù che io predico sia in privato che in pubblico è manifesta.
Questa eresia distruttiva che veniva insegnata nel nostro mezzo da taluni, di soppiatto l’avevano introdotta; noi non sapevamo niente, io e mio fratello, diciamo, eravamo all’oscuro di questa eresia distruttiva. Chiaramente poi è stata scoperta, è stata scoperta dopo che costoro sono, sono stati, diciamo, cacciati via dal nostro mezzo giustamente. È stata scoperta appunto da noi e quindi chiaramente io l’ho confutata, l’ho confutata pubblicamente, la confuto sia privatamente che pubblicamente. Ora praticamente questa, questa eresia distruttiva assomiglia a quella praticamente del Purgatorio insegnata dalla Chiesa Cattolica Romana: rende inutile la morte di Cristo. È evidente, è evidente, così evidente che io dico: ma come fanno taluni a non rendersene conto? Evidentemente non hanno creduto nell’Evangelo, non credono nell’Evangelo, non sanno cosa sia l’Evangelo. Perché se sapessero cos’è l’Evangelo, se credessero nell’Evangelo, non potrebbero giammai neppure pensare, dico io, neppure pensare una cosa del genere.
Perché coloro che sono giustificati per fede hanno la mente di Cristo, avendo una mente nuova, essendo ravveduti; e siccome che hanno la mente di Cristo è impossibile che essi pensano una tale mostruosità. L’ho chiamata eresia mostruosa, abominevole, perché praticamente annulla la morte espiatoria di Cristo con poche parole, pensate un po’ voi. Cioè, chi sostiene questa eresia distruttiva dice che la lapidazione che subì Paolo a Listra fu una vendetta di Dio su Paolo per avere approvato la lapidazione di Stefano, quando appunto Paolo era sotto, quando era nel Giudaismo, quando, quando, quando perseguitava a tutto potere la Chiesa di Dio. Cioè, veramente uno rimane allibito, sconcertato e non può che indignarsi davanti a questa, diciamo, a questa eresia generata da Satana e sostenuta da figliuoli e servi di Satana. Perché Satana è l’avversario, e l’avversario avversa Dio, avversa quindi la grazia di Dio.
E questa eresia annulla la grazia di Dio. Poche parole, ma con poche parole, anche con poche parole, non c’è bisogno di un trattato teologico, non c’è bisogno di un libro per annullare la grazia di Dio: bastano poche parole e queste poche parole annullano la grazia di Dio. È come dire che l’apostolo Paolo fu imprigionato diverse volte perché Dio si vendicò su di lui per avere imprigionato dei santi quando perseguitava la Chiesa di Dio; è come dire che le battiture che Paolo ricevette da apostolo furono la vendetta di Dio che Paolo, cioè, che Paolo dovette subire per le battiture che inflisse ai santi prima della sua conversione. Ora ditemi se non è un mostro chi dice queste cose! Ma solo chi pensa queste cose è un mostro, sono dei mostri costoro che sono usciti dal nostro mezzo.
Io lo voglio ribadire con forza nella speranza che qualcuno, che qualcuno di quei sprovveduti che appunto hanno veramente, hanno hanno dato retta, hanno dato retta a questi mostri, rientri in se stesso e riconosca la verità, perché veramente non si può che rimanere disgustati, inorriditi a sentire determinate cose contro la morte espiatoria del nostro Signore Gesù Cristo. Perché voi capite che se Dio ci fa pagare i nostri peccati che abbiamo commesso prima della nostra conversione, a chi questo, a chi quell’altro peccato, vuol dire, fratelli nel Signore, che Cristo non è morto per i nostri peccati, che la Sua morte espiatoria è stata inutile. Ma io allora, ma io allora, credendo, credendo che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, non avrei fatto abbastanza per ottenere la remissione dei miei peccati, non avrei fatto abbastanza per essere giustificato, allora non mi è servito a niente il ravvedimento che m’ha dato Iddio, la fede che m’ha dato Iddio… no è tutto inutile! Perché devo aspettare delle vendette di Dio per i miei peccati antichi, per i miei vecchi peccati.
Ma fratelli nel Signore, ma infatti coloro che insegnano queste cose sono senza pace. Li ho conosciuti, quindi ve lo dico personalmente, capito? So cose, so cose che, diciamo, poi a suo tempo Dio volendo dirò pubblicamente di costoro. Io vi dico veramente, davanti a Dio, costoro sono senza pace, sono senza pace. Adesso capisco, adesso capisco tante cose, adesso capisco tante cose tra cui questa: capisco perché erano senza pace, agitati. Perché coloro che professano questa eresia sono degli empi, e non v’è pace per gli empi, dice il mio Dio. Quindi è evidente che questa eresia distruttiva praticamente fa vivere nella paura il credente, fa vivere nella paura, non nella pace, non nella tranquillità, ma nella paura. Perché il credente praticamente dice, pensa questo: “Ma se Dio si è vendicato su Paolo per quel peccato che aveva commesso prima della sua conversione, sicuramente si vendicherà anche su di me per dei peccati che ho commesso prima della mia conversione”. E allora il castigo per cui abbiamo pace che è stato su Gesù, allora è stato inutile! È stato inutile perché allora io avrei bisogno di essere castigato, castigato da Dio per dei peccati commessi prima della mia conversione per avere pace con Dio.
Ma è evidente che chi insegna questo fa Dio un mostro, fa Dio bugiardo, fa Dio proprio un Dio infedele, fa Dio un Dio cattivo. L’Iddio di costoro non è l’Iddio d’Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, non è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ma è un altro dio, è l’iddio di questo secolo, è il diavolo. Costoro servono il diavolo. Quindi fratelli, io vi metto in guardia da questa, da tutti coloro che insegnano queste eresie distruttive che annullano la grazia di Dio.
Vedete, c’è un verso… ci sono delle parole di Paolo che, di cui tu, diciamo, impari proprio il significato quando veramente sperimenti determinate cose o vedi determinate cose. Quando Paolo dice ai Galati: “Io non annullo la grazia di Dio”. Ma come? Qualcuno potrebbe dire: “Ma che c’è bisogno che Paolo dica io non annullo la grazia di Dio?”. E l’ha detto, e l’ha detto ai Galati che erano stati ammaliati: “O Galati insensati, chi v’ha ammaliati?”. L’ha detto nella sua epistola ai Galati. Voi sapete che infatti i Galati erano rimasti ammaliati da coloro, da taluni che, diciamo, sovvertivano l’Evangelo di Cristo costringendo i santi a farsi circoncidere e a osservare i precetti della legge. Allora Paolo ha detto proprio queste parole ai Galati: “Io non annullo la grazia di Dio, perché se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente”.
Vedete, coloro che fanno dipendere appunto la giustificazione dalle opere buone o dall’osservanza della legge presentano la morte di Cristo come una morte inutile. Non importa poi che cosa vi vengono a dire, quali siano i ragionamenti che fanno; una cosa è certa: quando costoro parlano, si sentono parlare, si rimane turbati, turbati nello spirito, nell’anima. Perché? Perché costoro appunto annullano la grazia di Dio. Ed è per questa ragione che tutti coloro che insegnano queste eresie distruttive, ripeto, tutti, odiano l’Evangelo e naturalmente, di riflesso, anche i ministri dell’Evangelo, coloro che Dio ha appartato per l’Evangelo e che ha mandato a predicare l’Evangelo. Coloro che insegnano queste eresie distruttive, odiano sia l’Evangelo che appunto coloro che Dio ha mandato a predicare l’Evangelo, perché? Perché tutti costoro odiano la grazia di Dio. Tutti costoro annullano la grazia di Dio; odiandola, l’annullano. E siccome che l’Evangelo è l’Evangelo della grazia, della grazia, non è l’Evangelo delle opere, è l’Evangelo della grazia, allora costoro odiano appunto coloro che predicano la grazia di Dio, nella quale appunto noi siamo saldi e che, nella quale noi ci gloriamo, sì, ci gloriamo nella grazia di Dio che Egli ci ha voluto fare.
Dunque, fratelli nel Signore, ho voluto ricordarvi queste cose, diciamo, in difesa della morte, della morte espiatoria di Cristo, perché ritengo che siano cose molto importanti, siano cose molto importanti, siano cose molto utili perché ciascuno, ciascuno di noi incontra coloro che presentano la morte di Cristo inutilmente, diciamo, come una morte inutile. Perché guardate, prima o poi ciascuno di noi incontra chi annulla la grazia di Dio. Guardate, credo che ognuno di voi abbia incontrato almeno fino ad ora uno che annulla la grazia di Dio; chi ne ha incontrati di più, chi ne ha incontrati di meno, una cosa è certa: ne incontriamo, ne incontriamo di uomini e donne che annullano la grazia di Dio e che praticamente insegnano qualcuna di queste, di queste eresie che vi ho, che vi ho, diciamo, confutato.
Per cui fratelli, state saldi nella grazia, perseverate nella grazia di Dio e ricordatevi sempre che “Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture”. In quella dichiarazione “è morto per i nostri peccati”, fratelli nel Signore, c’è veramente, c’è così tanto, ma così tanto a cui pensare, c’è così tanto su cui riflettere, c’è così tanto che ci consola in queste parole: “Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture”. Io so che in quel giorno Cristo Gesù nel Suo corpo, mentre era appeso al legno della croce, nel Suo corpo portava anche i miei peccati. Che consolazione, che forza che queste parole mi danno! So che i miei vecchi peccati sono stati cancellati, sono stati rimessi. So che Dio non si ricorda più dei miei vecchi peccati.
Ma quale vendette? Ma quale vendette, oh scellerati? Ma quale vendette Iddio esercita su coloro a cui ha rimesso i peccati per quei peccati che gli ha rimesso? Ma quali vendette? Nessuna vendetta! “Cristo è morto per i nostri peccati”. Fratelli del Signore, rallegriamoci, giubiliamo ed esaltiamo l’Agnello di Dio che è stato immolato per i nostri peccati, che con il Suo sangue ha fatto sì che noi fossimo purificati dai nostri peccati e ha fatto sì che Iddio non si ricorda più dei nostri peccati, come ha promesso di fare: “Non mi ricorderò più dei vostri peccati”. Non è una cosa meravigliosa, fratelli? Del Nuovo Patto fa parte questa promessa, la voglio ricordare con forza, sono parole di Dio: “Avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati”. Ebbene sì, Iddio mantiene ancora la Sua parola perché è fedele, e i peccati che ci ha rimesso non Se li ricorda più, li ha cancellati una volta per sempre.
State tranquilli, fratelli, non vi fate spaventare dalle eresie degli scellerati. Riposate, riposate, state veramente tranquilli in Cristo Gesù, proprio veramente siate proprio pieni di pace, di gioia, fratelli nel Signore, perché Iddio non si ricorda più dei nostri peccati, avendoci giustificati. E quindi fratelli, ricordatevi di queste cose e non dimenticatevele mai, perché sono cose, sono cose importanti e sono cose per mezzo delle quali ci si fortifica nella grazia di Dio. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti coloro che Lo amano con purità incorrotta.