Kenya: Più di 30.000 persone delle Assemblee di Dio sono fuggite dalle loro case

Peter Njiri, sovrintendente delle Assemblee di Dio in Kenya, riferisce che attualmente ci sono più di 30.000 persone delle Assemblee di Dio che sono fuggite dalle loro case e sono accampate in chiese delle Assemblee di Dio, stazioni di polizia e aeree per fiere nelle zone di Burnt Forest, Eldoret e Nakuru.

Nella foto: Dei keniani sfollati a causa delle violenze post-elettorali si sono rifugiati presso la Burnt Forest Church vicino a Eldoret. REUTERS/Mike Hutchings (KENYA)

L’articolo in inglese qui:
Current death-toll reports from Kenya low

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Più di 45 casi di intolleranza e persecuzione religiosa registrati in Messico nel 2007

Alcuni esempi:

18 gennaio 2007
Chiepetlán, Mpio de Tlapa, GUERRERO
Tre famiglie espulse dalla loro comunità per aver rifiutato di partecipare alle celebrazioni del santo patrono locale.

18 gennaio 2007
Galena, Mpio. de La Independencia CHIAPAS
Nove evangelici vengono detenuti dalle autorità locali per più di 24 ore nel carcere locale per aver rifiutato di partecipare a riti cattolici.

20 gennaio 2007
Pascala del Oro, Mpio. de San Luis Acatlán GUERRERO
Una famiglia viene minacciata da dei cattolici del posto per aver rifiutato di cooperare per le feste religiose di tradizione maggioritaria.

1 febbraio 2007
Jarácuaro, MICHOACÁN
Una famiglia evangelica viene minacciata di essere espulsa se non parteciperà alle feste religiose locali.

19 febbraio 2007
Los Pozos, Municipio de Huixtan, CHIAPAS
Due uomini armati entrano nella casa di evangelici per minacciarli di morte per non aver cooperato per le feste del popolo.

1 giugno 2007
Chapa de Corzo, CHIAPAS
Più di 60 evangelici minacciati di espulsione dalle autorità locali perché professano il cristianesimo.

15 settembre 2007
Santa Rita, comunidad del Mpio de La Trinitaria, CHIAPAS
Circa 250 cattolici distruggono appezzamenti appartenenti ad evangelici.

Se volete vedere l’elenco completo di casi di Intolleranza e Persecuzione Religiosa, così come alcune foto, potete visitare questo sito (in spagnolo).

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Afghanistan – «Regalano la Bibbia»: ulema contro le Ong

I capi religiosi afghani chiedono al presidente Karzai di fermare «i missionari che fanno proselitismo»

«Ripristini le esecuzioni pubbliche»

DA KABUL
Chiedono di fermare le presunte attività di «proselitismo». E chiedono di ripristinare «le esecuzioni pubbliche». Si fa sempre più “insistente” il pressing del Consiglio islamico afghano, l’influente organo religioso formato dagli ulema e da altri leader religiosi del Paese, sul presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai. Nel mirino dei capi religiosi la presunta attività di proselitismo svolta, a dire degli ulema stessi, da gruppi umanitari stranieri. «Il Consiglio (islamico) è preoccupato dall’attività di alcuni organi missionari o atei e considererà tali attività come contrarie alla sharia (la legge islamica), alla Costituzione e alla stabilità politica» dell’Afghanistan, recita il documento presentato a Karzai, e reso noto dall’agenzia Reuters. Il pericolo che, secondo i capi religiosi, correrebbe l’Afghanistan è addirittura «la catastrofe»: «Se non si pone rimedio – si legge ancora nel documento –, ne scaturirà, che Dio non voglia, una catastrofe che non destabilizzerebbe solo il Paese, ma anche la regione e il mondo intero», scrivono ancora gli ulema afghani, secondo i quali i «missionari» cristiani avrebbero uffici a Kabul e nelle province preposti a «convertire» i musulmani. «Alcune Ong – si legge ancora nel documento del Consiglio islamico – incoraggiano (gli afghani) regalando loro libri (la Bibbia) e promettendo di farli andare all’estero». I leader religiosi chiedono inoltre di ripristinare, come avveniva durante il regime dei taleban, le esecuzioni pubbliche, almeno per omicidio, la mano dura contro la corruzione e la messa al bando dalla televisioni delle soap opera indiane, molto popolari in Afghanistan, bollate come «immorali e oscene». Non è la prima volta che gli ulema agitano «lo spettro» della penetrazione «religiosa»: un’arma politica per aizzare gli animi. E che in alcuni casi si è tradotta in “azione” da parte degli stessi taleban. Lo scorso 19 luglio nella provincia di Ghazni, nell’Afghanistan del sud, venne sequestrato un gruppo di 23 volontari cristiani evangelici sudcoreani. Due di loro vennero uccisi pochi giorni dopo il rapimento, gli altri furono liberati a distanza di alcune settimane, e dopo il pagamento di un riscatto. Tra le condizione poste dal gruppo di rapitori anche il ritiro del contingente militare di Seul dall’Afghanistan e la cessazione di ogni attività dei gruppi missionari sudcoreani entro la fine dell’anno. Nel 2006 quando scoppiò il “caso” di Abdul Rahman, il cittadino afghano convertito al cristianesimo e poi riparato in un Paese straniero, gli stessi ulema erano i prima linea per chiedere la condanna a morte del convertito. ( R.E.)

Fonte: Avvenire.it – 6 gennaio 2007

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Kenya: giornata di ‘preghiere speciali’ per la pace

NAIROBI – Giornata di preghiere speciali per la pace in Kenya dopo le violenze post-voto e dove oggi nelle chiese cattoliche e protestanti si sono raccolti migliaia di fedeli, mentre il Media Council ha annunciato un’ora “di preghiere per la pace” che verrà trasmessa da tutti i più importati canali televisivi del paese stasera.

Cresce intanto il lavoro per dare assistenza, cibo e un tetto, ai 250.000 keniani che hanno lasciato le loro case per sfuggire alle violenze di questa settimana di dopo voto.

“Insieme le nostre preghiere daranno un aiuto a far tornare il Kenya la nazione bella e unita che tutti amiamo” ha esortato il Media Council invitando a un’ora di preghiera corale per stasera.

Migliaia di sfollati continuano ad essere accampati davanti alle chiese o alle stazioni di polizia o nei campi attorno a Eldoret, la città più colpita dalle violenze post elettorali e dove in una chiesa protestante sono morte bruciate cinquanta persone, sopratutto donne e bambini.

Nel paese da ieri vi è l’inviata dell’amministrazione americana di George Bush che ha incontrato prima il presidente Mwai Kibaki, proclamatosi vincitore delle elezioni, e poi il capo dell’opposizione Raila Odinga. Oggi la vicesegretario di stato americano Jendayi Frazer incontrerà altre personalità nel paese.

Fonte: SwissInfo – SDA-ATS – 6 gennaio 2008 – 13.36

Nella foto: Delle persone pregano all’interno di una Chiesa Luterana bruciata durante la violenza post-elettorale nello slum di Kibera, Nairobi. Photo: REUTERS/Noor Khamis (KENYA) 6 gennaio 2008

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Il blog di Illuminato Butindaro
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