UZBEKISTAN: “Illegali” i cristiani battisti e i testimoni di Geova

Sistematiche le persecuzioni contro i cristiani battisti, puniti anche soltanto perché pregano insieme. I testimoni di Geova temono che la loro fede sia presto proibita, “come nel periodo sovietico”.

Tashkent – Sono sistematiche le incursioni della polizia e le condanne al carcere o a multe contro chi si riunisce in casa per pregare. A Khalkabad, vicino Pap nell’orientale regione di Namangan, il 29 luglio e il 5 agosto la polizia è irrotta in un’abitazione dove i cristiani battisti stavano svolgendo la funzione domenicale.

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TURKMENISTAN: Un cristiano battista condannato a tre anni di campo di lavoro

Il 14 maggio il cristiano turcmeno Vjacheslav Kalataevsky è stato condannato a tre anni di campo di lavoro. La ragione ufficiale di questa condanna è che nel 2001 ha varcato illegalmente la frontiera.

In precedenza era stato espulso dal paese per aver organizzato “una casa di preghiera e incontri per cristiani battisti”.

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KAZAKISTAN: Cristiani cacciati di casa per impedire gli incontri di preghiera

Da anni le autorità colpiscono con carcere e pesanti multe gli incontri dei gruppi religiosi non registrati, specie i cristiani battisti. Ora sequestrano le case per impedire gli incontri o per costringerli a pagare le multe.

Astana – E. Sabirova e il giovane figlio sono stati cacciati dalla casa, sigillata per impedire gli incontri della comunità cristiana battista non registrata. L’attività de gruppo era stata proibita dal tribunale di Shymkent, distretto di Enbekshi, il 23 ottobre 2006, perché non registrato. A marzo il pastore Fauzi Gubaidullin era stato tre giorni in carcere per avere continuato gli incontri di preghiera. Che sono continuati, anche a casa della Sabirova, ala quale ora è impedito di rientrare in casa. Ma “il tribunale – protestano i battisti all’agenzia Forum 18 – ha ordinato di fermare l’attività del gruppo religioso, ma non di impedire” al proprietario di abitare nella sua casa. “Il funzionario esecutore ha abusato del suo potere”.

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AZERBAIGIAN: A giudizio un pastore battista detenuto da due mesi

L’uomo, esile, è accusato di aver aggredito 5 poliziotti e di avere guidato funzioni religiose illegali, ma i fedeli negano l’aggressione. Il suo gruppo da 13 anni chiede il riconoscimento. Esperti: l’autorità usa il rifiuto dell’autorizzazione per discriminare gruppi religiosi non graditi.

Baku – E’ fissato per il 20 luglio il processo contro il pastore battista Zaur Balaev, detenuto dal 20 maggio con l’accusa di avere percosso cinque poliziotti e danneggiato la loro auto, di “avere guidato riunioni illegali mascherate da attività religiose senza la registrazione statale”, di “avere attirato giovani a questi incontri” e persino di “avere cantato ad alta voce e suonato speciali strumenti musicali che violano le regole sulla convivenza sociale e recano disturbo ai vicini”. Intanto è stata respinta la richiesta di arresti domiciliari.

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Francia: battisti accettano donne pastore

(ve/nev) – Dopo vari anni di riflessioni, dibattiti, negoziazioni, a volte anche dai toni aspri, i battisti e le battiste francesi hanno finalmente detto “sì” alle donne pastore. Riuniti in Assemblea dal 5 al 7 maggio a Joinville-le-Pont nei pressi di Parigi, i 250 delegati della Federazione delle chiese evangeliche battiste di Francia (FEEBF), hanno approvato a larga maggioranza l‘introduzione del ministero pastorale femminile. “Non sapevamo bene cosa ci avrebbe aspettato, dato che fino a poco prima molte delle chiese

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Il blog di Illuminato Butindaro

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