Afghanistan: Ostaggio ucciso voleva servire gli afgani

L’ostaggio coreano ucciso lunedì 30 luglio dai talebani in Afghanistan ha sacrificato il suo tempo, il suo lavoro e persino la sua vita per aiutare i bisognosi di questo paese. Shim Sung Min, 29 anni, era andato in Afghanistan con un gruppo di 23 membri della sua congregazione in Corea del Sud. Avevano tutti un profondo desiderio di dimostrare la loro fede.

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Afghanistan: Amnesty International chiede l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi

Amnesty International ha preso contatti diretti con i talebani, chiedendo loro di rilasciare, immediatamente e senza condizioni, tutti gli ostaggi afgani e stranieri. Citando come esempio la tragica situazione dei 21 cooperanti sud-coreani ancora nelle mani dei talebani, Amnesty International ha sollecitato questo gruppo a dare seguito all’impegno, assunto in precedenza, di rispettare il diritto internazionale.

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INDIA: Una coppia pastorale è stata presa a botte

L’11 gennaio 2007, degli estremisti indù membri del Bajrang Dal hanno picchiato il pastore David Paul (29 anni) e sua moglie Prasanna Kumari (25 anni); poi li hanno portati lontano dalla loro casa a Bangalore, nello Stato di Karnataka. I cristiani del posto, terrificati da ciò che accadeva, non sono potuti venire in aiuto alla coppia. Il giorno seguente, Paul e sua moglie,

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Tavoletta babilonese conferma storia biblica

In un reperto del British Museum rinvenuto il nome di un funzionario di Nabucodonosor citato nel libro di Geremia

LONDRA (GRAN BRETAGNA) – La Bibbia non solo come testo di fede. Ma anche come racconto di valore storico. In una tavoletta d’argilla risalente al 595 a.C. è infatti racchiusa un’ulteriore prova del fatto che la Bibbia non è una storia di pura fantasia. Inciso a caratteri cuneiformi, nel reperto del British Museum compare, infatti, il nome di un funzionario al servizio del re babilonese Nabucodonosor citato anche dal Vecchio Testamento, nel trentanovesimo capitolo del libro di Geremia.

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Seoul: per liberare i 21 ostaggi cristiani, negoziati diretti con i talebani

Il governo sudcoreano ha confermato di voler aumentare i suoi rapporti, ufficiali e non, con il gruppo di estremisti che tiene in ostaggio dal 19 luglio scorso 21 cristiani della chiesa presbiteriana di Saemmul. Il leader sunnita Mohammed Sayed Tantawi condanna il rapimento e chiede il rilascio degli ostaggi.

Seoul – Il governo sudcoreano ha confermato oggi di voler negoziare direttamente, in maniera ufficiale e non, con il gruppo di talebani afgani che il 19 luglio scorso ha rapito 23 cristiani della chiesa presbiteriana di Saemmul. Due di questi sono stati uccisi nei giorni successivi al sequestro, mentre le 16 donne del gruppo sarebbero “in pessime condizioni”.

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Il blog di Illuminato Butindaro
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