I ringraziamenti dovuti a Dio

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Fratelli, quando noi preghiamo non dobbiamo dimenticarci di rendere grazie al nostro Dio. L’apostolo Paolo nelle sue epistole esortò diverse volte a pregare Dio ed a ringraziarlo:

– Ai Filippesi scrisse: “In ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di gra­zie”1

– Ai Colossesi scrisse: “Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie”2

– Ai Tessalonicesi, subito dopo avere detto: “Non cessate mai di pregare”,3 disse loro: “In ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi”4

– A Timoteo scrisse che voleva che si facessero “supplicazioni, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini..”5

Ritengo doveroso citare qualcosa che è scritto a proposito del profeta Daniele, al fine di confermare come è cosa accettevole nel cospetto di Dio pregare e rendere grazie a Dio nello stesso tempo. È scritto che Daniele “tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchi, pregava e rendeva grazie al suo Dio…”.6

Anche per ciò che concerne il rendere grazie a Dio, bisogna sapere per che cosa dobbiamo ringraziare Dio. Innanzi tutto voglio dirvi che ciascuno di noi ha molte e molte cose per cui rendere grazie a Dio e che nessuno di noi può dire di non sapere per che cosa rendere grazie a Dio; e poi che Paolo e i suoi collaboratori ci hanno lasciato un esempio anche in questo affinché impariamo da loro. Leggendo le epistole di Paolo ci si accor­ge che egli ed i suoi collaboratori rendevano grazie a Dio del continuo e per molte cose; ora vi citerò queste loro parole di ringraziamento che sono state trascritte per nostro ammaestramen­to:

– Ai Romani disse: “Prima di tutto io rendo grazie all’Iddio mio per mezzo di Gesù Cristo per tutti voi perché la vostra fede è pubblicata per tutto il mondo”,7 ed anche: “Sia ringraziato Iddio che eravate bensì servi del peccato, ma avete di cuore ubbidito a quel tenore d’insegnamento che v’è stato trasmesso; ed essendo stati affrancati dal peccato, siete divenuti servi della giusti­zia”8

– Ai Corinzi scrisse: “Io rendo del continuo grazie all’Iddio mio per voi della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, essendo stata la testimonianza di Cristo confermata tra voi…Ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo…Grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo e che per mezzo nostro spande da per tutto il profumo della sua cono­scenza…Or ringraziato sia Iddio che ha messo in cuore a Tito lo stesso zelo per voi..Ringraziato sia Dio del suo dono ineffabile!”9

– Agli Efesini scrisse: “Perciò anch’io avendo udito parlare della fede vostra nel Signor Gesù e del vostro amore per tutti i santi, non resto mai dal rendere grazie per voi…”10

– Ai Filippesi scrisse: “Io rendo grazie all’Iddio mio di tutto il ricordo che ho di voi…”11

– Ai Colossesi scrisse: “Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, nelle continue preghiere che facciamo per voi…”12

– Ai Tessalonicesi scrisse: “Noi rendiamo del continuo grazie a Dio per voi tutti, facendo di voi menzione nelle nostre preghie­re…Noi siamo in obbligo di rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli, com’è ben giusto che facciamo, perché cresce sommamente la vostra fede, e abbonda vie più l’amore di ciascun di voi tutti per gli altri…Noi siamo in obbligo di rendere del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza…E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l’accettaste non come parola d’uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio…”13

– A Filemone scrisse: “Io rendo sempre grazie all’Iddio mio, facendo menzione di te nelle mie preghiere, giacchè odo parlare dell’amore e della fede che hai nel Signor Gesù e verso tutti i santi…”14

Leggendo tutte queste parole di ringraziamento di Paolo e dei suoi collaboratori si capisce come essi rendevano grazie a Dio del continuo e non solo quando pregavano.

Ora, fratelli, è necessario che noi impariamo a rendere grazie a Dio del continuo come facevano gli apostoli, quindi sia quando preghiamo che quando non stiamo pregando. Ma quello che mi preme dire è che noi dobbiamo rendere grazie a Dio per le cose per cui rendevano grazie gli apostoli; noi, alcune volte, mentre preghia­mo ci limitiamo a dire a Dio: ‘Signore, grazie di tutto’, il che è giusto farlo, ma secondo l’esempio che abbiamo negli apostoli, noi dobbiamo rendere grazie a Dio specificando le persone e le cose per cui rendiamo grazie. Non abbiamo tempo di farlo forse? Affatto, perché il tempo ce lo abbiamo durante l’arco della giornata. Vedete, non è il tempo che manca, ma la voglia di farlo in alcuni casi, e questo perché, spesso, o si sottovaluta il rendimento di grazie fatto a Dio, o perché il tempo viene speso parlando di cose che non contribuiscono alla mutua edificazione.

Paolo ha detto: “Ma come si conviene a dei santi, né fornicazio­ne, né alcuna impurità, né avarizia, sia neppure nominata fra voi; né disonestà, né buffonerie, né facezie scurrili, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto rendimento di grazie”;15 conside­rando questa esortazione di Paolo, bisogna concludere che (è triste dirlo e constatarlo) è più frequente sentire parlare delle cose sconvenienti che non si devono neppure nominare, che rendere grazie a Dio in Cristo per ogni cosa.

La carenza di ringraziamento è indice di mancanza di riconoscenza in verso Dio: oggi, molti danno tutte le cose per scontate e per cose che gli sono dovute, mentre non è così, perché tutto ciò che abbiamo viene da Dio, secondo che è scritto: “Giacchè tutto viene da te…”.16 Non facciamo come quei nove tra i dieci lebbrosi che furono guariti da Gesù, che non tornarono dal Signore per ringra­ziarlo dopo che videro di essere stati guariti mediante la sua parola. Imitiamo invece quel Samaritano che quando vide che la sua lebbra era sparita, tornò indietro dal Signor Gesù, glorifi­cando Iddio ad alta voce, “e si gettò ai suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo”.17

Noi figliuoli di Dio dobbiamo rendere grazie a Dio per tutto; ora vi menzionerò alcune delle cose per cui noi siamo in obbligo di ringraziare Dio:

– Del suo dono ineffabile, la vita eterna, che Egli nella sua grazia ci ha dato gratuitamente

– Per averci messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce; facciamolo con allegrezza

– Per tutti i suoi benefici in verso noi; sono moltissimi, ma vale la pena menzionarli quando lo si ringrazia

– Per il cibo, prima di metterci a mangiare, perché questo è giusto farlo nel cospetto di Dio. Gesù lo fece, secondo che è scritto: “Prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, rese grazie; poi spezzati i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alle turbe”.18 Pure Paolo ringraziò Dio per il cibo dinnanzi a tutti sulla nave, infatti è scritto: “Preso del pane, rese grazie a Dio, in presenza di tutti; poi, rottolo, cominciò a mangiare”.19 Alcuni uomini privati della verità e riprovati quanto alla fede ritengono di non dovere rendere grazie a Dio per il pane quotidiano, perché essi dicono che se lo sono guadagnato con il loro sudore, e che non è Dio che gliel’ha provveduto; ora, è vero che Dio disse ad Adamo: “Mangerai il pane col sudore del tuo volto”,20 ma è altresì vero che colui che dà il pane a noi mortali è Dio perché è scritto: “Egli fa germogliare l’erba per il be­stiame e le piante per il servizio dell’uomo, facendo uscir dalla terra il nutrimento, e il vino che rallegra il cuor dell’uomo, e l’olio che gli fa risplendere la faccia, e il pane che sostenta il cuore dei mortali”,21 ed ancora: “Gli occhi di tutti sono inten­ti verso di te, e tu dai loro il loro cibo a suo tempo”.22 Paolo dice: “Tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da ripro­vare, se usato con rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera”;23 queste parole confermano che prima di mangiare è giusto pregare Dio rendendogli grazie, e che ciò che noi mangiamo è santificato anche dalla preghiera e non solo dalla parola di Dio. Non è questa una ulteriore conferma della potenza e dell’utilità della preghiera?

– Per i nostri fratelli; perché Egli li ha eletti a salvezza sin dal principio; perché essi hanno accettato la parola di Cristo e quella degli apostoli come parola di Dio e non come parola d’uo­mini; per lo zelo che Egli mette nel loro cuore per la causa del Vangelo; per i doni dello Spirito Santo e per i doni di ministe­rio che Egli conferisce loro; per come cresce la loro fede nel Signore e il loro amore verso i santi; per la liberalità con cui partecipano ai bisogni dei poveri fra i santi; per tutti i bene­fici che essi ricevono dalla mano di Dio, tra cui vi sono le potenti liberazioni che essi sperimentano nelle loro distrette dopo aver invocato Dio.

Termino di scrivere a riguardo della preghiera ringraziando Dio nel nome del Signore nostro Gesù Cristo per avermi dato la grazia e la sapienza necessarie per mettere per iscritto questo insegna­mento.

A Lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen.


1 Fil. 4:6

2 Col. 4:2

3 1 Tess. 5:17

4 1 Tess. 5:18

5 1 Tim. 2:1

6 Dan. 6:10

7 Rom. 1:8

8 Rom. 6:17,18

9 1 Cor. 1:4-6; 15:57; 2 Cor. 2:14; 8:16; 9:15

10 Ef. 1:15

11 Fil. 1:3

12 Col. 1:3

13 1 Tess. 1:2; 2 Tess. 1:3; 2:13; 1 Tess. 2:13

14 Filem. 4,5

15 Ef. 5:3,4

16 1 Cron. 29:14

17 Luca 17:16

18 Matt. 14:19

19 Atti 27:35

20 Gen. 3:19

21 Sal. 104:14,15

22 Sal. 145:15

23 1 Tim. 4:4,5