[Video] Corrado Salmè sostiene l’eresia della preesistenza degli spiriti

Corrado Salmè, pastore del  Centro Apostolico Missionario GIUBILEO di San Giovanni La Punta (Catania), durante una sua predicazione (che verteva su Geremia) in seno alla Chiesa del pastore Luigi D’Orta, che si riunisce in Via Oronzio 18 a Napoli, ha affermato che noi prima di nascere eravamo in cielo davanti a Dio e con Dio. In altre parole, ha affermato la preesistenza degli spiriti. Ecco le sue parole:

‘E Dio chiama Geremia, lo chiama sin dal grembo materno, e quando è arrivato il momento che lui poteva ascoltare la sua voce, Dio gli parla e gli dice: ‘Io ti ho formato nel grembo di tua madre, e prima che io ti formavo, io ti ho chiamato. Il tuo spirito era con me, Geremia, tu eri con me prima che tu nascessi, io ti ho formato, ti ho chiamato, ti ho costituito prima che tu nascessi. E’ importante fratello, sorella, che tu sappia che Dio ti ha chiamato prima che tu nascessi. Il tuo spirito, il tuo spirito, era con Dio prima che tu nascessi. Il nostro Dio è il Padre degli spiriti, e noi eravamo davanti a Lui e con Lui prima che noi nascevamo. E Geremia era stato così sopraffatto da questa straordinaria rivelazione, che disse: ‘Ahimè, Signore, sono solo un ragazzo!’ E Dio gli disse: ‘Non dirlo’.

In queste parole di Corrado Salmè ci sono alcune menzogne.

● Prima menzogna. La preesistenza degli spiriti, infatti egli afferma: ‘Il tuo spirito, il tuo spirito, era con Dio prima che tu nascessi’. Spieghiamo perché alla luce della Scrittura si tratta di una menzogna.

L’essere umano è composto da uno spirito, da un’anima e da un corpo perché Paolo dice ai Tessalonicesi: “E l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo” (1 Tessalonicesi 5:23), e sia il nostro spirito che la nostra anima hanno avuto un principio come lo ha avuto il nostro corpo, ma questo principio lo hanno avuto sulla terra e non in cielo. Certo riconosciamo di non potere dire esattamente quando in noi siano comparsi lo spirito e l’anima (certamente mentre eravamo nel seno di nostra madre ma non possiamo dire di più). Quello che però possiamo dire con certezza è che anche il nostro spirito e la nostra anima sono stati creati da Dio assieme al nostro corpo sulla terra perché Dio dice in Isaia: “Poiché io non voglio contendere in perpetuo né serbar l’ira in eterno, affinché gli spiriti, le anime che io ho fatte, non vengan meno dinanzi a me” (Isaia 57:16). Dunque non è affatto vero che prima sia stato formato lo spirito dell’uomo e poi questo spirito – dopo essere stato davanti a Dio e con Dio per un certo periodo di tempo – ad un certo punto sia stato messo da Dio in un corpo di carne ed ossa, come lascia supporre Salmè.

E poi, c’è da dire che se noi prima di essere concepiti fossimo esistiti in cielo sotto forma di spiriti, per forza di cose dovremmo ricordarci della nostra preesistenza. Gesù infatti nei giorni della sua carne si ricordava della sua preesistenza con Dio Padre in cielo. Non disse forse al Padre: “Glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse” (Giovanni 17:5)? Ed ai Giudei: “Prima che Abramo fosse nato, io sono” (Giovanni 8:58)? E ad alcuni dei suoi discepoli che si erano scandalizzati delle sue parole: “E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell’uomo ascendere dov’era prima” (Giovanni 6:62)? Dunque anche noi, se esistevamo presso Dio e con Dio in cielo prima di venire in questo mondo, dovremmo ricordarci qualcosa di questa nostra precedente esistenza. Ma nessuno di noi è in grado di ricordarsi della sua preesistenza celeste. E’ dovuto alla mancanza di memoria forse? Non credo proprio, perché per quanto smemorati possiamo essere o diventare, qualcosa della nostra fanciullezza ci ricordiamo sempre; chi poco chi tanto ma tutti ci ricordiamo qualcosa. Ma della nostra cosiddetta preesistenza celeste nessuno si ricorda proprio niente! La ragione dunque non è la mancanza di memoria ma la mancanza di una nostra preesistenza nelle sfere celesti assieme a Dio per cui è impossibile ricordarsi di qualcosa che non fa parte di quello che ci è accaduto. Questo è lo stesso discorso in fin dei conti che facciamo nei confronti di coloro che credono nella reincarnazione. In questo caso però diciamo loro che noi non ricordiamo di essere stati Tizio o Caio nella nostra vita precedente, perché noi prima di essere concepiti nel seno di nostra madre non esistevamo.

Dunque la seguente affermazione che Corrado Salmè mette in bocca a Dio: ‘Il tuo spirito era con me, Geremia, tu eri con me prima che tu nascessi’ è menzognera. Come è menzognera anche l’affermazione: ‘Il tuo spirito, il tuo spirito, era con Dio prima che tu nascessi’, perché il nostro spirito prima che noi nascessimo era già parte del nostro essere, perché mentre ci trovavamo nel seno di nostra madre eravamo già degli esseri viventi con un corpo, un anima ed uno spirito. Se il nostro spirito fosse stato davanti a Dio e con Dio prima della nostra nascita, dovremmo concludere che eravamo morti nel seno di nostra madre, perché la Scrittura afferma che “il corpo senza lo spirito è morto” (Giacomo 2:26).

● Seconda menzogna. Dio ha chiamato Geremia prima che lui fosse formato nel seno di sua madre. Spieghiamo anche qui perché alla luce della Scrittura si tratta di una menzogna.

Dio non disse a Geremia di averlo chiamato prima che egli fosse formato, ma un’altra cosa, e cioè che Egli lo aveva conosciuto prima ancora di averlo formato; e oltre a ciò gli disse che prima che egli nascesse era stato consacrato e costituito profeta delle nazioni, secondo che è scritto: “La parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: Prima ch’io ti avessi formato nel seno di tua madre, io t’ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal suo seno, io t’ho consacrato e t’ho costituito profeta delle nazioni’ (Geremia 1:4-5). In altre parole, Dio preconobbe Geremia prima che egli fosse formato, e lo consacrò e costituì profeta prima che egli uscisse dal seno di sua madre.

La stessa cosa vale per noi, figliuoli di Dio. Dio ci ha conosciuti prima che noi fossimo concepiti o formati. Ecco perché la Scrittura dice che noi siamo stati preconosciuti da Dio. E non solo preconosciuti, ma anche predestinati; e poi chiamati, secondo che dice Paolo ai Romani: “Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Romani 8:29-30). La chiamata di Dio dunque è successiva sia alla preconoscenza che alla predestinazione di Dio nei nostri confronti, ed ha preceduto la nostra giustificazione. Dunque, Dio non ci ha chiamati prima che fossimo concepiti o prima che nascessimo, ma dopo che siamo nati. Ecco perché Paolo afferma: “Del resto, ciascuno seguiti a vivere nella condizione assegnatagli dal Signore, e nella quale si trovava quando Iddio lo chiamò” (1 Corinzi 7:17). Le cose sono dunque molto diverse da come le presenta Salmè. Voglio però che sappiate che il fatto che siamo stati preconosciuti e predestinati, non vuole assolutamente dire che noi, quando fummo preconosciuti e predestinati da Dio, esistevamo sia pure in forma di spiriti davanti a Dio e con Dio, e questo perché Dio è in grado di preconoscere e predestinare le persone quand’esse non esistono ancora.

Stando così le cose, la straordinaria rivelazione che ricevette Geremia, non fu sapere che il suo spirito era davanti a Dio e con Dio prima di nascere, e che Dio lo aveva chiamato prima che nascesse, ma fu sapere che prima che lui fosse stato formato nel seno di sua madre Dio lo aveva conosciuto, e prima che uscisse dal seno di sua madre Egli lo aveva consacrato e costituito profeta delle nazioni.

Che dire? Certamente, queste affermazioni di Salmè denotano mancanza di conoscenza e molta superficialità, che sono cose che purtroppo in ambito Pentecostale sono molto diffuse nei pastori e predicatori. Si legge la Bibbia (quando la si legge), e le si fa dire un po’ quello che pare e piace, tanto nessuno ci fa caso ormai se una cosa è biblica o no. Tutti dicono ‘Amen’, e guai a chi si permette di contestare la sia pur minima cosa sbagliata che dicono questi pastori, in quanto agire in questa maniera equivale a giudicare, condannare, ‘toccare gli unti di Dio’ e così via. Ormai, lo sapete quali sono le offese e le accuse che si attirano coloro che mettono in evidenza gli errori dottrinali di questi pastori.

Ma per quanto sta in me, fino a che Dio me lo permetterà confuterò tutte le menzogne di questi pastori che Dio mi farà trovare. E questo lo farò per amore della verità, nella speranza che questi pastori riconoscano i loro errori dottrinali e che i santi si guardino dal loro lievito.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

[Video] USA, Pastore battista prega per la morte del presidente Obama

Anche tra i Battisti ci sono operatori di scandali e propagatori di eresie

Wiley Drake, pastore della First Southern Baptist Church in Buena Park, California, in questa intervista dice che prega per la morte del presidente americano Barack Obama, ed esorta i credenti a fare la stessa cosa.

Come potete vedere non ci sono solo pastori e predicatori Pentecostali, ma anche pastori e predicatori Battisti che insegnano eresie e a motivo di queste loro eresie fanno biasimare la via della verità.

Ma dove mai nel Nuovo Testamento ci viene comandato da Cristo o dagli apostoli di innalzare a Dio preghiere di questo genere? Da nessuna parte. Il desiderio dei giusti è il bene soltanto (Proverbi 11:23), dice la Scrittura, e quindi il nostro desiderio e la nostra preghiera è che gli uomini siano salvati (Romani 10:1), non importa quanto malvagi essi siano. Questo è il giusto sentimento, prodotto dallo Spirito Santo, che è nel cuore dei discepoli di Cristo.

Nessuno vi seduca fratelli con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

 

[Video] Strana preghiera durante la Cena del Signore in una comunità Pentecostale

Ecco come Paulo Sèrgio, pastore della Chiesa Pentecostale ‘DIO è Amore’ in Napoli, prega prima di servire la Cena del Signore, a proposito del calice del Signore:

‘Preghiamo il Signore, affinché il Signore trasformi questo succo, questo vino, nel Suo sangue. …. Signore, Dio mio, trasforma, Signore, il frutto della vigna, … trasformalo nel Tuo sangue ….’

Una simile preghiera non ha nessun fondamento nella Scrittura, perché noi siamo chiamati a benedire il calice del Signore, infatti esso è chiamato “Il calice della benedizione che noi benediciamo” (1 Corinzi 10:16), e non a pregare Dio affinché trasformi il frutto della vigna del calice nel sangue di Cristo, anche perché una simile preghiera non può essere esaudita.

Attenzione a queste invocazioni, che purtroppo esistono in certi ambienti Pentecostali, e vengono fatte sempre per il solito motivo, per mancanza di conoscenza.

Giacinto Butindaro

 

[Video] Pregare, ringraziare e lodare lo Spirito Santo

http://vimeo.com/12910695

In questo video vedrete e sentirete molti pregare, ringraziare e lodare lo Spirito Santo.

Sappiate però che, fermo restando che lo Spirito Santo è una Persona ed è Dio, in TUTTA LA BIBBIA non c’è nessuno che abbia pregato, ringraziato e lodato lo Spirito Santo.

Questa è la ragione per cui noi, che comunque siamo Pentecostali, abbiamo deciso di non imitare la massa, affinchè – come diceva l’apostolo Paolo – “per nostro mezzo impariate a praticare il ‘non oltre quel che è scritto’; affinché non vi gonfiate d’orgoglio esaltando l’uno a danno dell’altro” (1 Corinzi 4:6).

Giacinto Butindaro

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[Video] Gilberto Perri afferma di avere il potere di rimettere agli uomini tutti i loro peccati

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Gilberto Perri, pastore della Chiesa Pentecostale ‘Gesù Cristo è il Signore’ di Gallico (RC), in questo video spiega che noi abbiamo il potere di rimettere agli uomini tutti i loro peccati, e che i preti fanno bene a rimettere i peccati, a condizione che siano nati di nuovo e battezzati con lo Spirito Santo.

Ecco le parole di Perri (25-03-2007): ‘Noi abbiamo il potere di Dio di perdonare il peccato. Lo ha detto Gesù Cristo, figli, lo ha detto Gesù Cristo. Allora fanno bene i preti? Certo che fanno bene i preti. Se i preti sono figli di Dio, lo possono fare. Allora fanno bene i preti? Io dico, se sono nati di nuovo e hanno lo Spirito Santo, fanno benissimo, alla grande proprio. Ehhh…. Adempiono la Parola di Dio. Se non sono nati di nuovo e non sono battezzati con lo Spirito Santo, purtroppo non lo possono fare, anche se la loro istituzione li delega a farlo. Comunque è sempre meglio avere un cuore che benedice anziché maledice. Ma chi perdona i peccati deve essere uno che insieme a Gesù chiama Dio ‘Padre’ e uno che riceve da Gesù il soffio per ricevere lo Spirito perché Gesù soffiò su di loro e disse: ‘Ricevete lo Spirito Santo’. Poi disse: ‘ora voi a chi perdonate saranno perdonati’. Se io sono nato di nuovo, e se io ho ricevuto il dono dello Spirito Santo, io posso perdonare i peccati. Posso dire a Massimo: ‘Ti perdono i peccati’. Posso dire a Carlo: ‘Ti perdono i peccati’. Posso dire a Giovanni: ‘Ti perdono i peccati’. Ai fratelli Peppe non glielo devo dire perché non hanno questo problema. Loro sanno che sottolineo l’importanza del perdono, e del perdono ne abbiamo bisogno tutti. C’è qualcuno che è battezzato con lo Spirito Santo qua? Chi è battezzato con lo Spirito Santo si alzi in piedi. Benissimo. Ora perdonate me, perché lo potete fare. (si sentono delle parole da parte dell’uditorio). Siccome io sono nato di nuovo e battezzato con lo Spirito Santo, io vi contraccambio il favore. Vi perdono tutti i peccati nel nome di Gesù Cristo. Qua che dice la Bibbia? Ricevete lo Spirito Santo, a chi perdonerete i peccati saranno perdonati, a chi li riterrete saranno ritenuti. Io ve li perdono a tutti. Se voi volete perdonarmi, io sono contento. Ma voi siete contenti che io vi ho perdonati? (si sentono tanti ‘Amen’) Ah. Accomodatevi. Questo è l’evangelo semplice, non è complesso, non è fatto di teologie, di dottrine, di interpretazioni ardite, semplice, come è scritto facciamo. Così non ci confondiamo.

(8-11-2007) Noi pastori abbiamo il compito di perdonare, non di conoscere i peccati. Tu mi vuoi raccontare i tuoi peccati? Non li voglio conoscere. Io voglio solo perdonare. E’ un problema? Ansie, angosce, delusioni,… io perdono i tuoi peccati nel nome di Gesù Cristo. Lui ha detto: ‘Andate e perdonate i peccati’. Gli evangelici hanno detto: ‘Non se pò fà’. Noi cristiani diciamo: ‘Se pò fà’. Allora siete cattolici! Un simo cattolici. Se pò fà, l’ha detto Gesù. ‘Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi. E detto questo, soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. A chi voi perdonerete i peccati, voi che avete ricevuto lo Spirito Santo, voi a chi perdonerete i peccati, quei peccati saranno perdonati’. Dice, sì, ma quel peccato di adulterio non me lo perdonerà Dio, quel peccato di aborto non me lo perdonerà Dio, quel peccato di omicidio non me lo perdonerà Dio, … ma chiedilo a Dio perché Dio ti perdona e vai da un santo fratello che ha il ministerio e digli: Fratello ho un problema col peccato. Perdonami i peccati. …Ti riconosco un ministerio, perdonami i peccati. …. C’è qualcuno che ha bisogno di essere perdonato dai peccati qua dentro? … Credi nella parola che ho predicato? (si sentono tanti ‘amen’) Credi nelle Scritture che ho letto? (si sentono tanti ‘Amen’) Se vuoi essere perdonato dai tuoi peccati alzati in piedi, fai un passo nel corridoio, verso il corridoio, un passo verso il corridoio significa basta che ti muovi. ‘Padre io ti ringrazio, così dicevano: ‘Grande è il potere che Dio ha dato agli uomini, quando Gesù perdonò i peccati. Il perdono dei peccati è il potere più grande che Dio ha dato agli uomini e lo ha dato anche a me. Io vi perdono perché siete parte del corpo di Cristo, per il corpo di Cristo, per il sangue di Gesù Cristo versato sulla croce io vi perdono, perché quel sangue è stato versato per il pagamento dei nostri peccati, io non vi potrei dire ti perdono i peccati se non ci fosse stato quel sangue versato, e ancora io lo posso fare solo non nel mio nome, perché mai sareste perdonati, ma nel nome potente di Gesù Cristo. Io vi perdono tutti i peccati che avete commesso nel nome di Gesù Cristo, andate liberi a casa, liberi dal peccato, liberi dalle malattie, liberi dalle maledizioni, e pieni della benedizione dello Spirito Santo, nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Confutazione

Ciò che dice Gilberto Perri, quantunque lui prenda delle parole di Gesù a sostegno, è una menzogna.

Innanzi tutto va detto che quando Gesù, dopo la Sua resurrezione, apparve ai suoi discepoli e soffiò su loro e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20:22), i suoi discepoli non ricevettero il battesimo con lo Spirito Santo, ma semplicemente una misura di Spirito Santo. Altrimenti, poco prima di essere assunto in cielo, Gesù non avrebbe detto loro: “Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:5). Il battesimo con lo Spirito Santo i discepoli lo ricevettero alcune settimane dopo, e precisamente il giorno della Pentecoste (Atti 2:1-4). Questo fa capire quanto Perri non conosca le Scritture.

In secondo luogo, il potere di rimettere i peccati lo hanno tutti i discepoli di Cristo, a prescindere che abbiano o meno ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo, e questo perché come innanzi detto quando Gesù disse quelle parole ai suoi discepoli essi non ricevettero il battesimo con lo Spirito Santo.

In terzo luogo, i preti sbagliano nel fare quello che fanno, non perché non sono nati di nuovo e non sono battezzati con lo Spirito Santo, ma perché quello che fanno va contro la Parola di Dio. Nel caso poi un prete nasce di nuovo e viene battezzato con lo Spirito Santo, non sarà certamente guidato dallo Spirito a perseverare nel suo errore, ma a smettere di compierlo, per cui si spoglierà da prete, in quanto un nato di nuovo non può continuare a fare il prete, perché questo significherebbe continuare a celebrare la messa che pretende di essere la ripetizione del sacrificio di Cristo, a dire il rosario, ed anche a confessare i suoi parrocchiani, tutte cose queste (assieme a tante altre che fanno i preti) in abominio a Dio. Si leggano o si ascoltino tutte le testimonianze di ex-preti che abbiamo messo sul nostro sito, e si capirà che un prete una volta convertitosi a Cristo, sente da parte dello Spirito di Dio la necessità urgente di uscire dalla chiesa cattolica romana. Il fatto dunque che per Perri un prete può nascere di nuovo e continuare a confessare, è la prova di quanta confusione regna nella sua mente, e di come egli non sia assolutamente guidato dallo Spirito della verità, ma semmai sedotto e guidato da spiriti seduttori. In merito alla confessione, essa è una impostura, perché spinge le persone a confidare nell’uomo anziché in Dio, a confessare i propri peccati ad un uomo anziché a Dio, e li illude perché l’assoluzione del prete produce solo l’illusione di essere stati perdonati, in quanto i peccati del penitente sono ancora tutti sulla sua coscienza. Per sapere esattamente cosa è la confessione o penitenza leggi questa parte del mio libro confutatorio sulla chiesa cattolica romana. Ritengo che l’affermazione di Perri con cui approva la remissione dei peccati fatta dai preti, si basa sulla sua profonda ignoranza non solo delle Scritture ma anche della dottrina papista sulla confessione.

In quarto luogo, come sbagliano i preti nel pensare di avere il potere di rimettere i peccati agli uomini, così sbaglia anche Gilberto Perri. Perché il potere di rimettere i peccati al prossimo, che ha ogni Cristiano, si limita alla remissione di quei peccati che il nostro prossimo commette contro di noi. In questo caso noi rimettiamo ai nostri debitori i loro debiti, come viene detto nella preghiera del Padre nostro (Matteo 6:12). Quello di rimettere i peccati al nostro prossimo infatti è un ordine di Cristo, secondo che Egli disse: “Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli. E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli” (Luca 17:3-4). Nel caso invece chi pecca contro di noi non si pente, allora quel peccato gli sarà ritenuto, come ha detto sempre Gesù (Giovanni 20:23).

In quinto luogo, insegnare e fare come Perri, vuol dire indurre non solo i credenti ma anche i non credenti, a non rivolgersi direttamente a Dio per ottenere la remissione dei loro peccati ma ad un uomo o agli uomini, e questo è una dottrina di demoni, perché vuol dire attribuirsi dei poteri che hanno solo Dio e il suo Figliuolo. Gesù infatti non ha detto di andare a rimettere i peccati agli uomini, ma di andare a predicare la remissione dei peccati nel suo nome (Luca 24:47), e difatti questo è quello che fece l’apostolo Pietro – che fu uno di coloro a cui Gesù disse ‘A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi …’ – quando andò a casa di Cornelio a predicare (Atti 10:43). Gli apostoli dunque predicavano agli uomini la remissione dei peccati nel nome di Gesù Cristo, ma non rimettevano loro i peccati, perché quelli glieli rimetteva direttamente Dio. Per quanto riguarda invece la remissione dei peccati che un credente commette dopo la sua conversione, essa viene ottenuta direttamente da Dio quando egli confessa i suoi peccati a Dio, secondo che è scritto: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). Che gli apostoli non avevano il potere di rimettere i peccati ai credenti nel senso che lo intende Perri, è confermato anche da quello che dice sempre Giovanni nella sua prima epistola: “Figliuoletti miei, io vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto; ed egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1 Giovanni 2:1-2). Giovanni, che era anche lui uno di coloro a cui Gesù aveva detto: ‘A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi”, non disse ai credenti: ‘Se alcuno ha peccato, noi abbiamo gli apostoli che ci rimettono i peccati, ma un avvocato alla destra di Dio’. Per cui un figliuolo di Dio deve ricercare la remissione dei peccati sempre direttamente da Dio, e Dio è fedele da concedergliela.

Concludo esortandovi, fratelli, per l’ennesima volta a riprovare le dottrine di demoni di questo uomo, e ad avvertire più fratelli possibili di guardarsi da esso. Inoltre colgo l’occasione per mettervi severamente in guardia da tutti quei pastori e predicatori che in una maniera o nell’altra sono amici di Perri, collaborano con lui, lo vanno a visitare, stanno bene assieme a lui, e così via. Costoro sono pericolosi quanto Perri, perché vuol dire che sono fatti della stessa pasta lievitata di Perri. Sono uomini che non amano la verità, perché se l’amassero si ritirerebbero da lui, e la difenderebbero dalle eresie di Perri, e metterebbero in guardia le pecore da questo uomo e dalle sue eresie.

Giacinto Butindaro

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