Stati Uniti: “I figliuoli sono un’eredità che viene dall’Eterno…” Salmo 127:3


Jim Bob e sua moglie Michelle hanno diciassette figli (10 maschi e sette femmine) ed è in arrivo il diciottesimo. Tutti i loro figli hanno un nome che inizia con la J (Joshua, Jana & John-David (gemelli), Jill, Jessa, Jinger, Joseph, Josiah, Joy-Anna, Jedidiah & Jeremiah (gemelli), Jason, James, Justin, Jackson, Johannah, Jennifer). I Duggar vivono in Arkansas (Stati Uniti), hanno consacrato la loro vita al Signore Gesù Cristo ed hanno deciso di accettare ogni figlio che Dio gli darà.

Il sito dei coniugi Duggar.

Aggiornamento: 27.12.2008 – La famiglia Duggar annuncia la nascita del loro 18esimo figlio, una bambina di nome Jordyn-Grace che è nata giovedì della settimana scorsa.

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La Florida, via libera alle targhe cristiane

Ma le associazioni come l’Unione per le Libertà Civili si oppongono: “Viola la separazione tra Stato e Chiesa”

La Florida sarà il primo Stato negli Usa a consentire ai suoi guidatori più credenti di poter ottenere una targa automobilistica in cui è promossa una religione. I legislatori dello Stato stanno infatti pensando di autorizzare la produzione di una serie di targhe decorate con una croce cristiana e la scritta “I believe” – io credo – ma numerose associazioni protestano e promettono una battaglia legale.

“Il fatto è che in questo modo si suggerisce l’idea che la Florida sia essenzialmente uno Stato cristiano, e che le autorità stiano appoggiando pubblicamente una religione piuttosto che un’altra” spiega Howard Simon, direttore esecutivo dell’Unione per le Libertà Civili della Florida, che sostiene che il provvedimento viola la separazione tra Stato e Chiesa sancita nel Primo Emendamento della Costituzione americana. La motorizzazione della Florida offre ai guidatori dello Stato ben cento targhe speciali tra cui scegliere, ognuna riguardante un particolare argomento. La nuova targa, se dovesse essere approvata, sarebbe la prima a contenere un simbolo religioso che non sia parte dello stemma di un college.

Se la disputa dovesse risolversi in tribunale, non sarebbe la prima volta. Nel 1999 a finire sotto accusa era stata una targa con la scritta “Choose Life” – scegli la vita – e il disegno di un bambino o una bambina. La targa incoraggiava le donne a non abortire. In quel caso il tribunale aveva deciso contro i gruppi a favore dell’aborto, che avevano fatto causa, dichiarando la targa legale .

Fonte: La Stampa

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Le appartenenze religiose negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono un paese marcatamente pluralista sotto il profilo religioso; un dato che, ben diversamente dal contesto europeo, si accompagna a un’alta partecipazione alla vita ed al culto delle tante comunità di fede che in quel paese si sono radicate o che, come è accaduto per i Testimoni di Geova, i mormoni e molte chiese evangeliche, lì sono sorte. Secondo l’Istituto Gallupp gli americani che frequentano regolarmente un centro di culto sono il 43%, una percentuale che negli ultimi anni peraltro tende ad aumentare. In alcuni paesi europei, tale percentuale si calcola inferiore al 10% ed in Italia è comunque inferiore al 30%.

Secondo i dati annualmente pubblicati dallo “Yearbook of American and Canadian Churches”, a cura del National Council of Christian Churches (NCCCUSA), gli Stati Uniti erano e restano un paese a maggioranza protestante ed evangelica (52%). Se questo è il dato centrale e costante, tuttavia, soprattutto in conseguenza di una serie di ondate migratorie, attualmente la singola comunità di fede più numerosa è quella cattolica che conta circa 67 milioni di membri, pari al 24% della popolazione. La continua immigrazione, spesso clandestina, dal Messico e da altri paesi del centroamerica di forte tradizione cattolica, fa sì che da anni questo dato sia in costante aumento.

La seconda comunità più numerosa è quella battista: la Southern Baptist Convention, che negli ultimi anni ha vissuto una svolta in senso conservatore sia sotto il profilo politico che teologico, conta oltre 16 milioni. Ma i battisti nel loro complesso, benché divisi e talvolta polarizzati attorno a posizioni politico-teologiche assai distanti tra loro, contano una popolazione complessiva di almeno 32 milioni di persone.
Segue la famiglia metodista che nel suo complesso, comprese importanti chiese di tradizione afroamericana, conta circa 12 milioni di membri.
I pentecostali, che nacquero un secolo fa proprio nel contesto americano, sono circa 10 milioni: la denominazione più numerosa è la Church of God in Christ, di tradizione afroamericana, che conta oltre 5 milioni di persone; 2,7 milioni invece gli aderenti alle Assemblee di Dio.

I presbiteriani, una denominazione storica della tradizione riformata negli Stati Uniti, sono poco meno di 4 milioni e in grande maggioranza si raccolgono nella Presbyterian Church USA. Appartengono alla famiglia riformata anche la Reformed Church in America, di origine olandese, e la United Church of Christ, radicata soprattutto sulla costa orientale: complessivamente raccolgono poco meno di due milioni di persone.
La famiglia luterana nel suo complesso conta circa 7,5 milioni di membri, in gran parte raccolti nella Evangelical Lutheran Church in America. La chiesa episcopale (comunione anglicana), un’altra denominazione storica nella scena religiosa degli USA, conta circa 2,3 milioni di membri. La Chiesa ortodossa, organizzata in una vera e propria diocesi americana in comunione con il patriarcato ecumenico di Costantinopoli, conta 1,5 milioni di aderenti. Circa un milione gli avventisti del Settimo giorno.

Oltre a queste grandi famiglie denominazionali, un fenomeno tipicamente americano è quello delle chiese libere o indipendenti, spesso a carattere locale, che nascono dall’iniziativa evangelistica di un particolare predicatore e restano legate al suo ministerio. Per la stessa natura di questo fenomeno è difficile definire cifre certe, tuttavia è evidente che costituisce una delle tendenze più importanti e vitali del mondo evangelico nordamericano.
Allargando il cerchio dell’osservazione ad altre famiglie confessionali, la Chiesa dei Santi degli ultimi giorni (mormoni) conta circa 5,4 milioni di membri; quanto ai testimoni di Geova, si attestano intorno al milione di praticanti.

Come è noto, negli USA è particolarmente rilevante la comunità ebraica che, superando di poco i 5 milioni di membri, risulta la più numerosa al mondo dopo quella concentrata in Israele. Più difficile quantificare altre comunità: diverse fonti attribuiscono all’islam americano tra i 3,5 ed i 5 milioni di membri; molto variabili le cifre relative a buddhisti – da 1,5 a 2,5 milioni di praticanti. Quanto agli induisti, si calcola la loro consistenza numerica intorno al milione di persone.

Tratto da NEV – Notizie evangeliche del 16 aprile 2008

Da: www.chiesavaldese.org

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Stati Uniti: Le vittime degli abusi del clero chiedono alle Nazioni Unite di fare indagini in Vaticano

Traduzione di Stefania Salomone

Il papa ha violato la Carta Internazionale del Fanciullo, essi affermano.

Almeno due volte, la Santa Sede si è rifiutata di produrre i documenti richiesti

L’unico rapporto Pontificio ha ignorato i crimini sessuali del clero al suo interno e le coperture, dice SNAP

Migliaia di preti colpevoli pongono ancora oggi in atto abusi sui bambini in tutto il mondo, dichiara il gruppo.

COSA

Le vittime di abusi sessuali del clero degli Stati Uniti chiedono alle Nazioni Unite di iniziare una indagine sul ruolo di Papa Benedetto e degli ufficiali Vaticani nella copertura dei crimini sessuali contro i bambini. Anche le vittime vogliono che le Nazioni Unite entri in gioco poiché il Papa si è rifiutato di riconsegnare alle Nazioni Unite i documenti firmati della Carta di Protezione per i Diritti del Fanciullo.

QUANDO

Lunedì 14 aprile, 13:30

DOVE

A New York City, Millennium UN Plaza Hotel, One United Nations Plaza, 44th Street (tra la prima e la seconda Avenue) Stanza del Governatore – 2° piano.

CHI

Alcune vittime di abusi del clero e i loro sostenitori, ivi compresa la responsabile di un gruppo di support di Chicago, denominato SNAP, Survivors Network of those Abused by Priests (SNAPnetwork.org).

PERCHE’

Venerdì, 18 aprile, Papa Benedetto XVI parlerà alle Nazioni Unite, mentre il Vaticano continua a violare la Carta di Protezione dei Diritti del Fanciullo, di cui il Vaticano è firmatario.

Il fenomeno diffuso degli abusi sessuali sui bambini e la copertura effettuata dagli ufficiali ecclesiastici pone un tema in termini globale sui diritti umani dei bambini. Solo negli Stati Uniti, circa 6.000 chierici delinquenti sono stati riconosciuti dagli ufficiali ecclesiastici come violentatori di bambini. Se questa cifra fosse riscontrata a livello mondiale, significherebbe che circa 20.000 preti avrebbero compiuto abusi sessuali sull’intero pianeta.

In una lettera inviata ai responsabili delle Nazioni Unite oggi, i capi di SNAP chiedono alle Nazioni Unite di dare vita ad una indagine su larga scala per i crimini sessuali compiuti ai danni di minori dal clero cattolico, dai vescovi e dagli ufficiali ecclesiastici in tutto il mondo.

Le vittime sono consapevoli che Papa Benedetto, che sicuramente bacchetterà le nazioni per le violazioni dei diritti umani, amministra una istituzione mondiale in cui le violazioni dei diritti umani dei bambini sono cosa quotidiana, storica e attuale.

Sotto la sua guida in Vaticano per 27 anni – ora come Papa, prima come Capo della Congregazione per la Dottrina della Fede – migliaia di preti predatori hanno violentato, sodomizzato e sessualmente brutalizzato migliaia di bambini.

Un numero enorme di ufficiali ecclesiastici che hanno mantenuto il silenzio sui crimini – o addirittura li hanno nascosti – non hanno mai perso la propria posizione o ricevuto ammonizioni dal Papa.

Le autorità giudiziarie nazionali ed internazionali hanno ricevuto poca, se non nulla, cooperazione da parte degli ufficiali ecclesiastici nella gestione dei casi di abusi sessuali su minori compiuti dal clero, o sono stati avvisati quando gli alti prelati decidevano di trasferire i pedofili oltre i confini internazionali.

Fonte: Il Dialogo (trovi il testo originale in inglese)

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