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In Israele, a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv, alle pendici delle valli della Giudea, sorge Neot Kedumim, la Riserva del Paesaggio biblico.
La Riserva si estende per 2500 dunam (pari a 625 acri) e ricrea – attraverso le installazioni agricole dell’epoca, i reperti archeologici e la botanica, i luoghi e la vita domestica degli abitanti del periodo biblico.
Si chiama JerusaleMP3 ed è il sito promosso dall’ufficio del turismo della città di Gerusalemme dove sono offerte tutta una serie di guide audio e video della via dolorosa, del monte degli olivi, del quartiere ebraico ecc…
Fonte: Jerusalem Post édition française – riprodotto con autorizzazione

In occasione dei giorni di penitenza che precedono il nuovo anno, il museo mini-Israel di Latrun propone alle persone religiose di recitare le preghiere del pentimento (o selihot in ebraico) davanti ad una delle 360 riproduzioni di siti religiosi e storici del paese esposte al museo.

Foto: Orlando. Degli attori riproducono la scena della crocifissione di Cristo in un parco cristiano in Florida. (AP Photo/John Raoux)

In questo video clip della CNN viene intervistato l’uomo che interpreta la parte di Gesù. Qui di seguito potete leggere una notizia su di lui.
Lavora in un parco a tema vicino a Orlando
New York, 12 ago. (Apcom) – Una cosa è certa, “non è facile essere Gesù”. La dichiarazione, che potrebbe suonare blasfema, è un’assoluta convinzione per Les Cheveldayoff, che trascorre sei giorni impersonando appunto il figlio di Dio durante le rappresentazioni messe in scena al Holy Land Experience, un parco a tema nei pressi degli Universal Studios di Orlando, in Florida. “E’ una grande responsabilità, si tratta di un lavoro unico, che prendo molto seriamente”, ha detto Cheveldayoff, raccontando che i bambini lo incontrano per strada e lo salutano dicendogli “ciao Gesù”.
Come riportato dall’emittente televisiva Cnn, vivendo ogni giorno la vita di Cristo, fino alla crocifissione e alla resurrezione, è inevitabile che si stabilisca una certa empatia con il personaggio. “Facendo giorno dopo giorno la stessa cosa, a volte con varie rappresentazioni in un giorno, si provano forti emozioni. Prego molto e, appunto, prendo molto seriamente questo lavoro”, ha detto Cheveldayoff.
Ma un parco a tema è un luogo adatto per rappresentazioni di questo genere? Secondo il loro protagonista sì, anche perché “si tratta di un parco particolare. Mettiamo in scena storie tratte dalla Bibbia e offriamo la possibilità di rendere tangibili le Scritture. Certo, per fare un lavoro di questo genere occorre comunque avere convinzioni religiose precise, proprio per essere convincenti”.
Fonte: Apcom.it
Quelli che appoggiano l’evangelizzazione fatta con scene teatrali e con mimi, affermano che oggi se ti presenti sulle piazze e per le strade e cominci a predicare il Vangelo senza fare qualcosa per attirare l’attenzione delle persone, nessuno o quasi nessuno si fermerà ad ascoltarti, mentre se prima di mettersi a predicare la Parola di Dio ci si esibisce in una rappresentazione teatrale che descrive la passione di Gesù, o la liberazione di un indemoniato, o la risurrezione di un morto, le persone si sentiranno attratte e si avvicineranno a centinaia, dopodichè al termine della rappresentazione si avrà un folto gruppo di persone a cui predicare la Parola. Ora, costoro chiamano questa maniera di agire ‘tecnica ministeriale’ o ‘particolare ministerio’, ma la sacra Scrittura la definisce ‘astuzia’. Ma il fatto è che tenere una rappresentazione del genere costituisce pure una menzogna. Perchè dico questo? Perchè quando uno si mette ad interpretare la parte di Gesù, o quella del diavolo, o quella dell’indemoniato di Gerasa, o di Zaccheo, o di Bartimeo, si immedesima in quella persona e comincia a parlare e ad agire bugiardamente perchè quello che dice e che fa non corrisponde alla realtà. Prendiamo l’incontro tra l’indemoniato di Gerasa e Gesù come lo ha descritto Marco per spiegare questo concetto: se un credente si mette in testa di interpretare la parte dell’indemoniato di Gerasa quando egli incontrò Gesù, si deve mettere a gridare e ad agire in una maniera che non s’addice ad una persona che è diventata una nuova creatura in Cristo. E poi si deve mettere a dire ad una persona che si immedesima in Gesù: ‘Che v’è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi’, il che significa che deve mettersi a praticare la menzogna, perchè innanzi tutto si deve mettere a chiamare qualcuno sulla terra Gesù, Figliuolo dell’Iddio altissimo; e poi perchè si deve mettere a parlare come parlò quell’indemoniato mentre non è vero che egli è un indemoniato che ha bisogno di essere liberato dai demoni. Ed oltre a tutto ciò un’altro credente deve interpretare la parte di Gesù il che significa farsi chiamare come non è giusto farsi chiamare (Gesù ha detto: “Ma voi non vi fate chiamare ‘Maestro’…e non vi fate chiamare guide…” [Matt. 23:8,10], quindi non è neppure giusto farsi chiamare Gesù, Figlio di Dio) e mettersi a dire parole bugiarde dicendo al falso indemoniato: ‘Spirito immondo, esci da quest’uomo’? Ritengo di avervi spiegato cosa voglio dire. Noi come credenti ci dobbiamo astenere da ogni finzione, ed il teatro è una di queste finzioni da cui dobbiamo astenerci. (Tratto da: Giacinto Butindaro, Il fine (quello di guadagnare anime a Cristo) non giustifica i mezzi (quali scene teatrali, mimi, musica mondana e prove di forza).