Sei leader protestanti sono stati condannati a morte, in Cina, con l’accusa di omicidio ed appropriazione indebita: secondo gli avvocati difensori, le prove presentate non sono sufficienti per incriminare nessuno di loro e la confessione che per i giudici ha risolto il caso è stata estorta con la tortura. Lo denuncia la China Aid Association, un’organizzazione non governativa con base negli Stati Uniti che opera per la libertà religiosa in Cina.
Detenuti cristiani
In Cina distribuire Bibbie nuoce gravemente al governo
Il pastore Wang Zaiqing, dell’età di 43 anni, è incarcerato nel centro penitenziario di Huainan. È sospettato di “fare del commercio illecito”. Più precisamente, questo consiste nella stampa e nella distribuzione di Bibbie e di libri cristiani.Il pastore Wang Zaiqing è incarcerato per “la pratica di un commercio illegale di stampa e di distribuzione di materiale di propaganda cristiana”.
Vietnam: liberati due pastori detenuti
Due pastori evangelici vietnamiti, perseguitati da alcuni decenni, hanno potuto lasciare il Paese. Il 14 giugno il pastore Nguyen Lap Ma, accompagnato dalla moglie, ha potuto lasciare il Vietnam per gli Stati Uniti. Il pastore Nguyen Nhat Thong (55) è volato negli Stati Uniti già lo scorso mese di aprile. La notizia è stata diffusa dall’Associazione Internazionale per i Diritti Umani (Internationale Gesellschaft für Menschenrechte, IGFM), con sede a Francoforte (Germania), la quale si è fortemente battuta per la liberazione dei due pastori evangelici.
Fonte: VE/IDEA
Comore: Condannati per un corso biblico
Tre mesi di carcere, questo è il verdetto emesso contro quattro uomini, il 30 maggio scorso, per il loro coinvolgimento in attività cristiane nelle Comore. Questa sentenza sopraggiunge solo alcuni giorni dopo l’elezione del nuovo presidente comoriano, Ahmed Abdallah Mohamed Sambi. Non si erano mai verificate tali persecuzioni in questo Stato da una decina d’anni.I quattro uomini sono stati
Pakistan: liberazione di un detenuto cristiano condannato per bestemmia contro l’islam
Dopo sette anni di detenzione, Amjad Masih ha riacquistato la libertà. Oggi è tornato a casa, ma la Voce per i Martiri canadese sottolinea ch’egli soffre di depressione dopo aver subìto torture psicologiche e fisiche in detenzione.
Dal 5 febbraio 1999, Amjad Masih era carcerato nel centro di detenzione della città di Jhang. È stato condannato per aver bruciato il Corano,