Eritrea: Matrimonio interrotto dalla polizia

Verona (P.A.) – Domenica 25 luglio, la polizia ha brutalmente interrotto la celebrazione di un matrimonio cristiano nella città di Senafe ed ha arrestato 30 invitati.
I poliziotti hanno ordinato a tutti quelli che non erano evangelici di andarsene immediatamente. Molti invitati sono usciti ed i 30 evangelici rimasti sono stati condotti al commissariato di polizia. Quattro giorni dopo tutti i fratelli (eccetto due) sono stati rilasciati dopo aver firmato la dichiarazione di non partecipare più a matrimoni cristiani evangelici.
La polizia continua a trattenere in prigione un evangelista, conosciuto col nome di Michele, della chiesa di Kale Hiwot, e Teame Kibrom, un uomo di 80 anni. Questi due fratelli, che hanno organizzato il matrimonio, sono accusati di aver trasgredito una disposizione governativa concernente le attività della chiesa evangelica.
Più di 400 cristiani evangelici sono attualmente detenuti dal governo eritreo, compreso il pastore Haile Naizgi e il fratello Kiflu Gebremeske. Alla fine di giugno, il pastore Mengse Tweldemedhane e il cantante cristiano Yonas Haile sono riusciti a fuggire dal campo militare di Sawa e a rifugiarsi in Sudan.

Fonte: Porte Aperte Italia – 13 agosto 2004

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Vietnam: Il pastore Quang rischia una dura condanna

Verona (P.A.) – Oltre due mesi dopo il suo arresto a Ho Chi Min City, al pastore mennonita Nguyen Hong Quang è stato permesso per la prima volta di ricevere visite. La moglie Quang aveva scritto una lettera agli ufficiali per chiedere di poter incontrare il marito, spiegando che il suo arresto, e la conseguente confisca di tutto il loro denaro, aveva messo la famiglia, con tre bambini piccoli, in serie difficoltà.
Il giorno seguente gli ufficiali di polizia convocarono lei e l’evangelista Nguyen Thanh Tam per interrogarli e, successivamente concessero loro di vedere il pastore Quang e di avere un breve colloquio. Il pastore è apparso loro dimagrito, pallido e malato.
Le nostre fonti in Vietnam ritengono che le autorità stiano cercando di intessere una vicenda legale contro Quang per possesso e distribuzione di materiale dannoso allo Stato. Questo crimine può portare ad una condanna fino a vent’anni di reclusione.

Fonte: Porte Aperte Italia – 6 agosto 2004

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India: Continuano gli attacchi alle chiese

Verona (P.A.)– Le tensioni si sono acuite nel villaggio tribale di Rohiyal Talal, nel nord–ovest dello stato del Gujarat in India, dopo che un gruppo di 15 contadini indù locali hanno danneggiato la chiesa in costruzione. L’azione è avvenuta il mattino di domenica 18 luglio: il gruppo ha demolito muri, grate di ferro e serramenti della chiesa protestante indipendente.
Gli ufficiali di polizia della vicina stazione di Kaprada hanno identificato gli assalitori; si tratterebbe di leader locali dell’organizzazione estremista Vishwa Hindu Parishad. Comunque, finora non è stato effettuato nessun arresto.
Gli attacchi alle chiese cristiane sono il maggior problema per la libertà religiosa in India, Pakistan e Sri Lanka, dove negli ultimi mesi dozzine di locali di culto sono stati danneggiati o distrutti. I militanti del partito pro–indù Bharatiya Janata Party, che ha perso terreno nelle recenti elezioni in India, ha distribuito migliaia di volantini che accusano i cristiani di forzare gli indù delle caste più povere a convertirsi al cristianesimo, alimentando l’odio tra la popolazione.

Fonte: Porte Aperte Italia – 30 luglio 2004

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Indonesia: cristiani uccisi durante un culto

Susianty Tinulele, pastora evangelica, e un membro della sua comunità, Desrianti Tengkede, sono state uccise durante il culto nella chiesa presbiteriana di Palu, nella provincia indonesiana di Sulawesi, il 18 luglio scorso. Altri quattro credenti sono stati feriti dagli assalitori, estremisti musulmani, fuggiti in moto subito dopo la sparatoria. Da marzo di quest’anno, sette cristiani sono stati feriti e tre sono stati uccisi nella provincia di Sulawesi. I cristiani dell’area orientale dell’Indonesia temono il ripetersi dei drammatici scontri interreligiosi tra cristiani e musulmani che, nel 2001 e nel 2002, sono costati la vita a circa duemila persone.

Fonte: VE/Agenzie

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India: Estremisti indù rapiscono la moglie di un pastore

Verona (P.A.) – Manulaben Dinana, rapita sei settimane fa da un gruppo estremista indù, è tuttora loro prigioniera. Testimoni oculari hanno identificato i rapitori come membri di un gruppo locale di estremisti indù, ma la polizia non fa niente per ritrovare la vittima.
Manulaben, una donna di 23 anni, è la moglie del pastore Dharmesh Ninama, lui stesso aggredito due volte dallo stesso gruppo nel 2002 e nel 2003. Nonostante gli appelli indirizzati alla Commissione Generale della Polizia, alla Commissione Governativa dei Diritti Umani e alla Commissione Governativa in favore delle Donne, non è stata presa nessuna misura. Nel frattempo, Manulaben Dinana è ancora nelle mani dei suoi rapitori e suo marito teme per la sua incolumità.

Fonte: Porte Aperte Italia – 16 luglio 2004

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Il blog di Illuminato Butindaro
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