Che sia molto comune il “reteté“[1] o “repleplé” in molte Chiese pentecostali brasiliane lo si capisce subito facendo una ricerca su YouTube dove si trovano parecchi video. Io qui sotto ne ho messi solo alcuni per farvi vedere cosa avviene durante queste riunioni.
Nel “culto” del reteté ci sono comportamenti indecorosi e disordinati. In queste riunioni pentecostali il reteté è diventato una “moda” costante e tollerabile, dove ci sono persone che girano su se stesse, danzano, agitano le braccia (come un uccello che batte le ali), si abbassano e si alzano senza sosta (come uno che raccoglie un oggetto sul pavimento), inclinano il corpo a sinistra o a destra convulsamente, emettono suoni strani, saltano su un piede solo, corrono per il luogo di culto, ecc. insomma molto rumore e confusione ma nessuna edificazione.
Algeria, gli Evangelici finalmente hanno “il diritto di esistere”
“Finalmente abbiamo, formalmente, il diritto di esistere. Prima eravamo in una zona grigia. (…) I prefetti non potranno più esigere in modo arbitrario la chiusura dei luoghi di culto e vietarci di praticare la nostra fede col pretesto che non saremmo una Chiesa autorizzata”, ha detto alla rivista La Vie, Mustapha Krim, Presidente della Chiesa protestante d’Algeria (EPA).
In passato, e fino a poco tempo fa, i protestanti evangelici hanno spesso fatto fronte a chiusure abusive delle loro chiese. Di recente, lo scorso Maggio, sette chiese membro dell’EPA avevano “improvvisamente ricevuto l’ordine di cessare ogni attività”, perché erano accusate di operare “illegalmente”, dice Mustapha, non senza un certo sollievo.
Ora, contro ogni previsione e oltre ogni aspettativa, lo Stato algerino ha inviato un “certificato di conformità” a Mustapha Krim. Un piccolo pezzo di carta che simboleggia l’ingresso nella legalità per la Chiesa protestante d’Algeria, che conosce una forte crescita. Infatti, nonostante le ondate di repressione, l’EPA conta 30.000 protestanti (soprattutto locali), mentre i cattolici sarebbero 11.000, secondo le statistiche ufficiali.
Tuttavia, l’evangelizzazione è ancora severamente proibita. “Siamo in Algeria, non in Francia. La Costituzione algerina stabilisce sia che abbiamo il diritto alla diversità religiosa, sia che l’Islam è la religione dello Stato. Una legge risalente al 2006 prevede pene detentive e multe a chiunque “incita, costringe o utilizza mezzi di seduzione tendenti a convertire un musulmano a un’altra religione. “Tutte le chiese denunciano questa legge, che apre la strada al despotismo. Ma è ancora applicata. Dei cristiani sono stati condannati al carcere mentre stavano solo pregando o discutendo della loro fede con altri algerini. Alcuni sono stati perfino condannati per aver rifiutato di digiunare durante il Ramadan,” ricorda Mustapha Krim.
L‘apostolo’ Anderson e la ‘vescova’ Karina della Igreja Apostolica Novo Cantico pregano inginocchiati davanti all’Arca in cui sono depositate richieste di preghiera, foto, nomi, curriculum…
Fratelli nel Signore, vi scrivo per mettervi severamente in guardia da una pratica idolatra che si è insinuata in mezzo a tante Chiese Evangeliche anche Pentecostali, che è quella di farsi una replica dell’Arca del patto o dell’Alleanza (cioè di quell’oggetto che Dio ordinò a Mosè di far costruire nel deserto per il tabernacolo – vedi Esodo 25:10-22) e di portarla in processione nei locali di culto o fuori da esso, e prostrarsi davanti ad essa e pregare, e naturalmente tutto ciò porta tanti ad adorare questo oggetto. Affinché vi possiate rendere conto di cosa sto parlando, vi invito a guardare i video che ho messo sotto.
Diletti, questa è idolatria, e va condannata nella stessa maniera in cui va condannata l’idolatria presente nella Chiesa Cattolica Romana. Non si può infatti definire idolatria portare in processione un baldacchino con la figura di un uomo e il servizio che gli viene reso, o magari il fatto di vedere i cattolici pregare e adorare davanti a delle statue o immagini, e poi negare che queste cose fatte da degli Evangelici costituiscono idolatria agli occhi di Dio.
Vi ricordo quindi che la Parola ci dice: “Perciò, cari miei, fuggite l’idolatria” (1 Corinzi 10:14), ed ancora: “Figliuoletti, guardatevi dagl’idoli” (1 Giovanni 5:21), e questo perchè gli idolatri non erediteranno il regno di Dio, a prescindere che si chiamino Cattolici Romani, Buddisti, Mussulmani, o Evangelici.
Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perchè Dio è spirito e va adorato in ispirito e verità (Giovanni 4:24), e noi ci dobbiamo prostrare e adorare solo davanti a Lui. Qualsiasi oggetto che venga costruito e del quale viene detto che rappresenta la presenza di Dio in mezzo al suo popolo, e davanti al quale si viene invitati a prostrarsi e adorare, è un idolo, e va quindi rigettato e distrutto e i resti portati ad una discarica di rifiuti.
“Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti”
(Esodo 20:4-6)
Chi ha orecchi da udire, oda.
Giacinto Butindaro
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Pastori della IURD (Chiesa Universale del Regno di Dio) pregano Dio prostrati davanti all’Arca dell’Alleanza.
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Chiesa Evangelica Quadrangolare, Água Verde.
La pastora invita a toccare l’Arca. I fedeli si prostrano e toccano l’Arca dell’Alleanza in segno di riverenza e lode. La pastora dice che non è una semplice arca, ma è la presenza di Dio.
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Atto profetico avvenuto a Ponta Grossa, nel Paranà, nella Chiesa Presbiteriana. Le persone si prostrano davanti all’Arca dell’Alleanza.
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Culto risveglio Seminario evangelico Shekinah realizzato a São José dos Campos-SP, datato 17.07.2008 sotto la direzione del pastore Yossef Akiva.
L’Arca dell’Alleanza è accolta dai fedeli che si accalcano per toccarla con grida di giubilo.
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Chiesa Evangelica Battista “Casa de Deus” di Jundiaí (San Paolo).
Molte grida, lodi a Dio e applausi, quando l’Arca dell’Alleanza che è sul palco, sotto un telo, viene mostrata ai fedeli. (min 7:13)
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L’Arca dell’Alleanza viene portata a spalla in giro per il luogo di culto.
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Chiesa Evangelica Assemblea di Dio di Nova Iguaçu. L’ingresso solenne dell’Arca dell’Alleanza con suono dello Shofar, musica di sottofondo, luci, lodi a Dio.
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L’Arca dell’Alleanza entra nel luogo di culto di una Chiesa evangelica pentecostale accompagnata dal suono dello Shofar e dalle lodi a Dio da parte dell’assemblea. Si vedono credenti che si inchinano davanti all’Arca.
La via chiamata “Conde de Sarzedas”, situata nel quartiere Libertà, zona centrale di San Paolo, è considerata il più grande centro commerciale di prodotti cristiani del paese in quanto è possibile trovare quasi tutto ciò che cercano i fedeli.
Lungo la strada si trovano numerosi negozi, gallerie (la “Galeria Conde de Sarzedas” ha una quarantina di negozi) e perfino venditori ambulanti.
Nei negozi dello shopping evangelico si vendono vari articoli, come per esempio: Bibbie, libri, materiale evangelistico, abbigliamento per corali, T-Shirt, articoli di moda evangelica (vestiti, cappelli, cinture, cravatte, borse…), CD e DVD, oggetti per la Cena del Signore, olio per l’unzione, sacchetti di stoffa utilizzati per raccogliere le offerte nelle chiese, peluches con frasi bibliche, insomma una vasta gamma di prodotti evangelici. Si può pure trovare la mobilia necessaria per i luoghi di culto, come ad esempio i pulpiti.
La concentrazione di “credenti” in via Conde de Sarzedas è imponente, al punto da essere soprannominata la “Via dei Credenti” o la “Via degli Evangelici”. Quasi tutti i 500 metri della strada sono occupati da attività connesse alla religione.
Durante la settimana, la strada è maggiormente frequentata dai negozianti provenienti da tutto il paese in cerca di merci. Il Sabato è la volta dell’acquirente individuale.
Il movimento di gente nella Conde de Sarzedas è quasi grande come quello delle principali vie di shopping nelle vicinanze. Per la strada si incontrano predicatori, sia uomini che donne, che cercano di attirare i credenti e commercializzare i loro prodotti. Alcuni predicano ad alta voce, altri suonano musica ad alto volume utilizzando altoparlanti.
La particolarità di questa strada è che venditori ambulanti e chioschi che vendono cibo condividono i marciapiedi con predicatori e cantanti gospel. Naturalmente, non mancano le bancarelle che vendono prodotti pirata (CD e DVD di predicazioni, testimonianze, musica Gospel,…), solo che autenticamente evangelici. Un CD che si compra al negozio per 20 Real, nella bancarella fuori si trova a 5 Real.
Che dire? Per molti il Cristianesimo è diventato un lucroso business (affare), in cui si vende proprio di tutto.
Disse bene Gesù:
“Egli è scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione; ma voi ne fate una spelonca di ladroni” (Matteo 21:13.
Si tratta di una “prima storica”, secondo la China Aid Association (Midland, Texas, USA): l’arresto e la detenzione di undici cristiani in Tibet da parte delle autorità comuniste cinesi imposte a questo paese.
Il caso risale a qualche tempo fa poiché gli eventi hanno avuto luogo intorno al 1° ottobre, Giornata di Festa Nazionale per la Cina comunista, ma sono noti solo dal 13 dicembre grazie ad un comunicato della China Aid Association.
Questi undici cristiani protestanti cinesi sono originari di Zhumadian (provincia di Henan, Cina) che sono stati arrestati a Lhasa – certi alcuni giorni prima, altri pochi giorni dopo il 1° ottobre – per aver partecipato a riunioni religiose in un appartamento privato (quelle che sono chiamate Chiese domestiche), quello di Song Kuanxin che sembra essere, in qualche modo, il pastore di questo piccolo gruppo di cristiani. Song Kuanxin è stato arrestato a Lhasa dalla polizia comunista cinese il 5 ottobre – dopo che il suo appartamento è stato “perquisito” in sua assenza…
Il 7 ottobre, Kuanxin è stato ufficialmente informato che era in stato di arresto, insieme ad altri dieci cristiani, poiché “sospettato di appartenere ad una setta religiosa.” Pochi giorni dopo, ha ricevuto una nuova notifica ufficiale che lo condannava a trenta giorni di prigione aggiuntivi per “reati commessi in molti luoghi.”
Durante la sua detenzione, Song Kuanxin ha dovuto subire numerose percosse e sopportare bestemmie e insulti da parte della polizia contro la fede cristiana. È stato rilasciato l’11 novembre dopo essere stato costretto a firmare una promessa di abbandonare tutte le attività di culto, ed essere stato informato che tutto quello che era stato sequestrato nel suo appartamento, tra cui due computer portatili, era stato distrutto come strumento delle attività criminali…