Nicola Martella CONTRO Nicola Martella sulla presenza delle donne il giorno della Pentecoste!!!

Nicola Martella nel suo articolo ‘A PENTECOSTE LO SPIRITO DISCESE SOLO SUI DODICI APOSTOLI’, afferma quanto segue:
‘La quarta scena (At 2,1ss) avvenne il giorno della Pentecoste, Qui si realizzò quanto il Signore promise nella prima scena ai soli apostoli. Luca dapprima evidenziò che «Mattia… fu associato agli undici apostoli» (At 1,26); poi, sebbene, gli eventi non avvennero lo stesso giorno, aggiunse subito: «E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo» (2,1); tale «tutti» si riferiva all’elenco degli apostoli di At 1,13 e al nuovo nominato, Mattia (v. 26). Qui non erano «tutti quelli, che credevano» a essere insieme (così At 2,44), ma solo gli apostoli per una specie di riunione di consiglio.

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Nicola Martella ha manipolato le sue dichiarazioni

Fratelli, come era facilmente prevedibile, dato che abbiamo a che fare con una persona sleale e astuta di cuore, Nicola Martella, dopo il mio scritto di ieri dove ho dimostrato che lui in alcuni suoi scritti presenti sul suo sito sostiene che a Pentecoste furono centoventi a parlare in lingue, HA PROVVEDUTO CON LA SUA ASTUZIA A MANIPOLARE QUELLE SUE PAROLE. Oggi quindi, 23 Settembre 2011, le sue dichiarazioni fatte a Marzo 2008 a Raffaele Minimi (Cattolico Romano) non sono più le medesime.

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Nicola Martella CONTRO Nicola Martella sul numero di quelli che parlarono in lingue il giorno della Pentecoste!!!

Fratelli nel Signore, come voi sapete, vi ho dimostrato biblicamente come la tesi di Nicola Martella secondo cui il giorno della Pentecoste parlarono in lingue solo i dodici apostoli contraddice la Bibbia e quindi è falsa, in quanto la Bibbia afferma che furono circa 120 credenti o discepoli del Signore a parlare in lingue in quel giorno.

Vi ho anche dimostrato che Nicola Martella contraddice su questo punto anche il noto studioso René Pache, come pure la Chiesa dei Fratelli.

Adesso invece vi dimostrerò come Nicola Martella contraddice pure (vorrei dire addirittura) sè stesso su questo punto. Sembrerà incredibile a molti, ma è proprio così, e come al solito proverò le mie accuse.

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La promessa del Padre è anche per noi

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che la promessa dello Spirito Santo fatta da Dio tramite il profeta Gioele e confermataci dal suo Figliuolo Gesù Cristo è anche per noi, Gentili in Cristo Gesù, a distanza di circa duemila anni da quando ci fu lo spargimento di Spirito su quei circa centoventi nostri fratelli a Gerusalemme.
Ora vi spiegherò questo mediante le Sacre Scritture, affinché siate confermati, fortificati, consolati, ed anche affinché abbiate di che rispondere a tutti quei cianciatori, ribelli e seduttori di menti, presenti in molte Chiese che invece dicono o fanno capire che invece quella promessa non è più per noi nella stessa maniera in cui lo fu per i discepoli a Gerusalemme il giorno della Pentecoste quando lo Spirito scese su di essi ed essi furono ripieni di Spirito e cominciarono a parlare in altre lingue.
Gesù Cristo dopo essere risuscitato dai morti apparve ai suoi discepoli, e si fece vedere da loro per quaranta giorni. E poco prima di essere assunto in cielo alla destra di Dio – secondo il racconto di Luca nel libro degli Atti – ordinò agli apostoli “di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:4,5).

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Solo gli apostoli parlarono in lingue il giorno della Pentecoste?

Introduzione

In un suo scritto dal titolo ‘A Pentecoste lo Spirito discese solo sui dodici apostoli’ pubblicato sul suo sito il 20-21 Agosto 2011 (http://puntoacroce.altervista.org/_Den/A1-Pentecost_Spirit_12_Avv.htm), Nicola Martella afferma che il giorno della Pentecoste parlarono in lingue solo i dodici apostoli del Signore. Lui afferma di essere arrivato a questa conclusione dopo ‘un’analisi attenta del testo biblico, che ho sondato con onestà e dirittura di cuore’ e rivolge quindi questo invito ai lettori: ‘Chi ne ha altrettante, faccia lo stesso cammino e mostri le sue capacità esegetiche e le sue fondate conclusioni’.

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