Uzbekistan: Un pastore mandato in un vecchio gulag

Un giudice di Andijan ha appena condannato Dmitry Shestakov a 4 anni di carcere per attività religiose illegali.

Nonostante le flagranti irregolarità rilevate durante il suo processo ed una prova della sua innocenza, Dmitry Shestakov è stato condannato il 9 marzo scorso a 4 anni di lavori. È per il momento in un carcere ad Andijan dove è stato posto in queste ultime settimane aspettando di essere destinato in un campo di prigionieri, un vecchio gulag ereditato dal periodo sovietico. Egli ha negato tutte le accuse pronunciate contro di lui e proclama la sua innocenza.

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Uzbekistan: Tre pastori accusati dalla giustizia

“I primi giorni sono stati i peggiori” racconta Marina Shestakov, il cui marito Dmitry è stato arrestato il 21 gennaio scorso. “Avevo paura per lui. Forse avevano cominciato a torturarlo, a picchiarlo, a mettergli una maschera antigas. Conosciamo molte storie in cui la gente scompare per sempre”. In un rapporto che viene dal governo, Dmitry Shestakov è descritto come essendo “un ex drogato” implicato in “attività illegali di proselitismo”.

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Uzbekistan: Un pastore arrestato dalla polizia

“Sono chiamato da Dio per essere un pastore in Uzbekistan. Sono in pellegrinaggio, senza casa, senza chiesa e senza statuto ufficiale, ma sono con Dio. Sono stato pastore per 13 anni, non ho il diritto di lasciare il paese ed abbandonare la chiesa che ho contribuito a creare 4 anni fa. Sono innocente, non posso andarmene e lasciare il mio nome infangato”. È così che si era espresso il pastore Dmitry Shestakov durante una conversazione alcuni mesi fa.

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UZBEKISTAN: In discussione un disegno di legge che vieta di parlare della propria fede al di fuori dei luoghi di culto riconosciuti

In Uzbekistan, un’ex repubblica dell’Unione Sovietica nell’Asia centrale, è in discussione un disegno di legge in base al quale parlare ad altri della propria fede fuori dai luoghi di culto riconosciuti è un crimine punibile con una multa fino a 600 volte il salario minimo mensile e, per i recidivi, con pene fino agli 8 anni di carcere. Se approvata, la legge sarà apertamente in conflitto con l’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo,

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Uzbekistan: Chiese battiste obbligate a interrompere il loro lavoro nei confronti dei bambini

L’amministrazione locale Navoi (centro del paese) ha chiesto alla chiesa battista della città, registrata secondo le regole, di interrompere il suo lavoro religioso presso i bambini. Eppure la legge uzbeka non proibisce l’insegnamento religioso dei bambini tramite le organizzazioni registrate. L’Unione Battista tenta un ricorso presso il Ministero della Giustizia.

Fonte: KNS/Voxdei

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