Afghanistan – «Regalano la Bibbia»: ulema contro le Ong

I capi religiosi afghani chiedono al presidente Karzai di fermare «i missionari che fanno proselitismo»

«Ripristini le esecuzioni pubbliche»

DA KABUL
Chiedono di fermare le presunte attività di «proselitismo». E chiedono di ripristinare «le esecuzioni pubbliche». Si fa sempre più “insistente” il pressing del Consiglio islamico afghano, l’influente organo religioso formato dagli ulema e da altri leader religiosi del Paese, sul presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai. Nel mirino dei capi religiosi la presunta attività di proselitismo svolta, a dire degli ulema stessi, da gruppi umanitari stranieri. «Il Consiglio (islamico) è preoccupato dall’attività di alcuni organi missionari o atei e considererà tali attività come contrarie alla sharia (la legge islamica), alla Costituzione e alla stabilità politica» dell’Afghanistan, recita il documento presentato a Karzai, e reso noto dall’agenzia Reuters. Il pericolo che, secondo i capi religiosi, correrebbe l’Afghanistan è addirittura «la catastrofe»: «Se non si pone rimedio – si legge ancora nel documento –, ne scaturirà, che Dio non voglia, una catastrofe che non destabilizzerebbe solo il Paese, ma anche la regione e il mondo intero», scrivono ancora gli ulema afghani, secondo i quali i «missionari» cristiani avrebbero uffici a Kabul e nelle province preposti a «convertire» i musulmani. «Alcune Ong – si legge ancora nel documento del Consiglio islamico – incoraggiano (gli afghani) regalando loro libri (la Bibbia) e promettendo di farli andare all’estero». I leader religiosi chiedono inoltre di ripristinare, come avveniva durante il regime dei taleban, le esecuzioni pubbliche, almeno per omicidio, la mano dura contro la corruzione e la messa al bando dalla televisioni delle soap opera indiane, molto popolari in Afghanistan, bollate come «immorali e oscene». Non è la prima volta che gli ulema agitano «lo spettro» della penetrazione «religiosa»: un’arma politica per aizzare gli animi. E che in alcuni casi si è tradotta in “azione” da parte degli stessi taleban. Lo scorso 19 luglio nella provincia di Ghazni, nell’Afghanistan del sud, venne sequestrato un gruppo di 23 volontari cristiani evangelici sudcoreani. Due di loro vennero uccisi pochi giorni dopo il rapimento, gli altri furono liberati a distanza di alcune settimane, e dopo il pagamento di un riscatto. Tra le condizione poste dal gruppo di rapitori anche il ritiro del contingente militare di Seul dall’Afghanistan e la cessazione di ogni attività dei gruppi missionari sudcoreani entro la fine dell’anno. Nel 2006 quando scoppiò il “caso” di Abdul Rahman, il cittadino afghano convertito al cristianesimo e poi riparato in un Paese straniero, gli stessi ulema erano i prima linea per chiedere la condanna a morte del convertito. ( R.E.)

Fonte: Avvenire.it – 6 gennaio 2007

Condividi

Malam Mourna, il calendario 2008

Il sito Repubblica ha dedicato uno spazio significativo della sezione “calendari” a Malam Mourna.

L’associazione Malam Mourna– che a Zinder significa “signore della gioia” – opera da diversi decenni in Niger. Il suo fondatore è stato Leonardo Navarra. Per molti evangelici Leonardo Navarra rappresenta ancora oggi l’uomo che ha vissuto sulla sua pelle la missione di Dio a favore degli ultimi.

Leonardo è morto da diversi anni, ma la sua opera continua. L’associazione Malam Mourna ha raccolto infatti la sua eredità. Tanti i progetti che vale la pena sostenere. […]

Tratto da: Trasformare.blogspot.com

Condividi

USA/ NUOVA SPARATORIA IN COLORADO, 4 FERITI IN CENTRO MISSIONARI

Assalitore si è dato alla fuga; identità ancora sconosciuta

Denver, Colorado, 9 dic. (Ap) – A pochi giorni dalla strage effettuata nel centro commerciale Westroads di Omaha dal diciannovenne Robert Hawkings, che ha ucciso otto persone prima di togliersi la vita, torna la paura negli Stati Uniti. Un uomo è entrato oggi in un’associazione per giovani missionari cristiani nei pressi di Denver, in Colorado, e ha aperto il fuoco, ferendo almeno quattro persone.

La sparatoria si è verificata attorno a mezzanotte e mezza (le 7.30 di questa mattina in Italia) al Youth with a Mission Center, come ha reso noto Susan Medina, portavoce della polizia di Arvada.

Non è ancora chiaro in che condizioni versino le persone ferite, così come è oscuro il movente dell’uomo, che si è dato alla fuga. Quando l’uomo, la cui identità non è ancora nota, ha aperto il fuoco, all’interno della struttura si trovavano circa 50 persone.

Secondo quanto riportato dal sito ufficiale del Youth with a Mission Center, l’associazione conta circa mille sedi a livello globale e prepara a svolgere l’attività di missionari.

Fonte: Alice Notizie/Apcom.net

Aggiornamento: Il sito di Youth With A Mission riferisce che ci sono stati due morti e due feriti, uno è in condizioni critiche.

Condividi

Nasce l’Associazione dei missionari cristiani del Vietnam

Il 31 ottobre a Dà Nang (centro), l’Associazione dei missionari cristiani del Vietnam è stata riconosciuta come associazione dal Comitato governativo degli affari religiosi.
In questa occasione erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti del Comitato popolare della città di Dà Nang, dei Comitati incaricati degli affari religiosi delle province di Quang Nam, Quang Ngai (centro), Gia Lai, Kon Tum, nel Tây Nguyên (altopiani del centro) e di Ho Chi Minh City, e circa 400 pastori.

Leggi tutto

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.