Turchia: Processo sotto alta sorveglianza

La sala del tribunale era piena venerdì 23 novembre, sette mesi dopo l’assassinio dei tre cristiani a Malatya. Per la prima volta gli imputati del delitto e le vedove delle vittime si sono trovate nella stessa sala. Il processo è stato estremamente pubblicizzato e sorvegliato da numerosi poliziotti. Gli avvocati che rappresentavano le vedove delle vittime e le chiese protestanti

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Cuba: Un pastore scrive…

Un noto pastore ci scrive: “ogni giorno affrontiamo sfide e perseveriamo nel buon combattimento della fede. Grazie a Dio teniamo duro in mezzo alle prove e ai problemi. Talvolta siamo un po’ come i primi cristiani che dovevano praticare la loro fede nelle profondità di oscure catacombe. Ma noi perseveriamo, la vittoria del Signore ci è assicurata. Ogni giorno nuove anime sono guadagnate al Signore. Noi rendiamo grazie a Dio della sua fedeltà verso i suoi servitori, anche nelle circostanze difficili”.

Fonte: La Voix des Martyrs, 12/2007, pag. 3

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India: Coppia cristiana aggredita da musulmani

In un villaggio del Bengala occidentale, i musulmani hanno aggredito una coppia che aveva lasciato l’Islam per convertirsi al cristianesimo. E’ successo a Badapur, nello stato federato di Orissa il 28 ottobre scorso, dove i musulmani del villaggio hanno picchiato Johad Sahid e sua moglie Taslima.

Più tardi, le autorità del villaggio hanno ordinato alla popolazione, in maggioranza musulmana, di impedire alla coppia l’accesso ai servizi pubblici quali l’acqua potabile e i bagni. Quanto accaduto ci è stato riferito dal rappresentante di una associazione cristiana. Questi comportamenti non sono abituali e normalmente i rapporti fra musulmani e cristiani sono sempre stati discreti. Le due comunità che rappresentano le minoranze religiose in India sono fortemente discriminate dagli estremisti indù.

Secondo i censimenti del 2001, i cristiani rappresentano il 3% della popolazione e i musulmani il 12% degli 1,2 miliardi di indiani.

Fonte: Porte Aperte Italia

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Una ONG cristiana americana propone di pregare per i terroristi

Pregare affinché i terroristi incontrino Cristo? E’ l’obbiettivo di una nuova organizzazione cristiana americana. “Adopted Terrorist For Prayer” (ATFP), nata il 3 ottobre scorso, spera che mezzo milione di cristiani pregheranno l’anno prossimo per la salvezza di questi uomini.

La lista e le foto dei terroristi ricercati o detenuti sono fornite dal Dipartimento di Stato Americano. Grazie al sito internet, le diverse persone che pregano per lo stesso terrorista potranno collegarsi tra di loro.

Fonte: Alliance-Presse/ANS – riprodotto con autorizzazione

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Turkmenistan: A un pastore battista è stato intimato di non incontrare più i suoi fedeli

In Turkmenistan riunirsi per pregare senza essere registrati ufficialmente è una violazione della legge religiosa. E’ quello che le autorità della città di Turkmenbashi hanno affermato al pastore battista Kalataevsky il 13 novembre scorso. Esse non hanno tuttavia presentato nessun articolo di legge che giustifichi le loro parole.

Al pastore battista è stato intimato di non incontrare più i fedeli della sua comunità. Gli sono state rivolte minacce, in particolare da parte di un imam.

Questo autunno anche altre confessioni sono state ostacolate nell’esercizio delle loro attività religiose.

Fonte: Alliance-Presse/Forum 18 – riprodotto con autorizzazione

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Il blog di Illuminato Butindaro
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