Mali, molti cristiani sono fuggiti dal terrore islamista

In una lettera Thaddée Diarra, Segretario Generale dell’AGEMPEM (Associazione dei Gruppi di Chiese e Missioni Protestanti Evangeliche in Mali), espone un inquietante resoconto della repressione islamista che attualmente sta devastando il suo paese.

“Molti cristiani hanno sentito il pericolo arrivare e sono fuggiti prima che fosse troppo tardi. A Gao, gli insorti hanno letteralmente saccheggiato e devastato l’edificio della Chiesa Evangelica Battista, la biblioteca, l’Istituto Biblico Battista, così come la chiesa delle Assemblee di Dio. Inoltre, hanno portato via l’automezzo del direttore dell’Istituto Biblico, e un camion del missionario Marshal che serviva per il trasporto di attrezzature di perforazione, insieme a molte altre cose”, afferma, non senza timore riguardo al futuro della comunità evangelica.

Ma i soprusi degli islamisti non si fermano qui, e Diarra continua il racconto dei fatti: “Domenica 15 aprile hanno rapito Béatrice, una missionaria svizzera che lavorava a Timbuctu, l’avrebbero picchiata. Martedì 17 aprile hanno iniziato ad attaccare degli edifici cristiani di questa città. Alla data odierna (22 aprile 2012), ci sono 209 rifugiati cristiani nel sito del Centre de Formation de l’Ordre Suprême (CFOS) di Campus For Christ International a Bamako. Alcune famiglie cristiane sono partite per rifugiarsi in Mauritania e in Niger”.

Infine, il Segretario Generale dell’AGEMPEM precisa ancora nella sua lettera che “il Movimento nazionale per la Liberazione dell’Azawad (MNLA), che pretende di essere laico e rivendica il diritto all’autodeterminazione dell’Azawad, si è associato a diversi movimenti islamici fondamentalisti, tra cui: Ansar Adine, che dichiara di non volere la divisione del paese, ma piuttosto l’instaurazione della sharia in tutto il territorio nazionale, il Movimento popolare dell’Azawad (MPA), un gruppo salafita; Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI) , una organizzazione islamica armata e Boko Haram della Nigeria. La loro area di operazione comprende Algeria, Mali, Mauritania e Niger, in breve, la regione sahelo-sahariana. Nelle file dei loro combattenti, ci sarebbero diverse nazionalità: maliani per certo, pakistani, egiziani, nigeriani, nigerini, ecc. Seminano il terrore lungo il loro percorso. Le donne vengono violentate collettivamente e pubblicamente davanti ai loro mariti e ai loro figli. Devastano e saccheggiano in modo sistematico: edifici amministrativi, ospedali, centri sanitari comunitari, maternità, magazzini per il grano, banche, ecc. Una volta presa una città, 48 ore dopo, Ansar Adine applica la sharia. Le donne si velano dalla testa ai piedi. Il turbante è obbligatorio per gli uomini. Divieto formale di indossare abiti occidentali. Ai ladri viene tagliata la mano”.

Paul OHLOTT

Fonte: Dieutv.com > Mali / Beaucoup de chrétiens ont fui la terreur islamiste

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Mali, testimonianza di un pastore evangelico fuggito da Timbuctu

Un missionario delle ADD (Assemblee di Dio in Francia) che ha lavorato in Mali per otto anni è riuscito a contattare telefonicamente diversi pastori evangelici tra cui quello di Mopti e quello di Timbuctu. Qui di seguito la testimonianza che ha ricevuto dal pastore Mohammed Ag Yattara, detto Bouya, di Timbuctu che ho tradotto dal francese (il testo originale in francese è in un commento apparso all’articolo: “Embrasement du MALI: vers la fin de la tolérance religieuse?”)

“L’ora è grave perché Timbuctu è caduta nelle mani dell’AQMI e dei ribelli del MNLA!
In primo luogo, ero occupato a mandare in fretta mia moglie Maouda e il resto della famiglia a Bamako, la capitale. Perché è stata caccia ai cristiani, ai Pastori e poi per saccheggiare le Chiese! Abbiamo a che fare con quattro gruppi molto pericolosi: l’AQMI, Ansar Adin, Boko Haram della Nigeria e il Movimento MNLA che hanno preso le nostre regioni e città. Io sono arrivato malato ieri sera perché ho camminato per venti chilometri prima di prendere una barca per raggiungere Mopti e poi Mopti-Bamako in bus.
Grazie per le vostre preghiere, per la nostra chiesa e per noi, poiché siamo tutti scesi a Bamako, e anche per il vostro sostegno morale nella nostra situazione di profughi!
Siamo al sicuro”.

Sudan: distrutto un centro protestante a Khartoum

Nel clima di grande tensione seguito all’annuncio della presa, da parte dei sudanesi, della zona petrolifera di Heglig occupata dai sudsudanei, una folla di musulmani ieri pomeriggio ha distrutto un centro protestante a Khartoum. Lo ha riferito il pastore evangelico Youssif Matar Kodi, aggiungendo che “la maggior parte degli attaccanti erano integralisti islamici”. Il pastore ha anche detto che già ieri centinaia di persone avevano dato l’assalto alla fattoria e al centro di formazione diretti dalla chiesa evangelica presbiteriana del Sudan. “Sono state incendiate delle Bibbie ed è stato appiccato il fuoco agli alloggi degli studenti e ad alcuni locali usati per le preghiere”. Il Sudan è a maggioranza musulmano. Il Sud Sudan ha una notevole presenza cristiana.

Fonte: (Voce Evangelica/ansa)

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La Chiesa Protestante d’Algeria ha ricevuto dallo Stato il tanto atteso “certificato di conformità”

Algeria, gli Evangelici finalmente hanno “il diritto di esistere”

“Finalmente abbiamo, formalmente, il diritto di esistere. Prima eravamo in una zona grigia. (…) I prefetti non potranno più esigere in modo arbitrario la chiusura dei luoghi di culto e vietarci di praticare la nostra fede col pretesto che non saremmo una Chiesa autorizzata”, ha detto alla rivista La Vie, Mustapha Krim, Presidente della Chiesa protestante d’Algeria (EPA).

In passato, e fino a poco tempo fa, i protestanti evangelici hanno spesso fatto fronte a chiusure abusive delle loro chiese. Di recente, lo scorso Maggio, sette chiese membro dell’EPA avevano “improvvisamente ricevuto l’ordine di cessare ogni attività”, perché erano accusate di operare “illegalmente”, dice Mustapha, non senza un certo sollievo.

Ora, contro ogni previsione e oltre ogni aspettativa, lo Stato algerino ha inviato un “certificato di conformità” a Mustapha Krim. Un piccolo pezzo di carta che simboleggia l’ingresso nella legalità per la Chiesa protestante d’Algeria, che conosce una forte crescita. Infatti, nonostante le ondate di repressione, l’EPA conta 30.000 protestanti (soprattutto locali), mentre i cattolici sarebbero 11.000, secondo le statistiche ufficiali.

Tuttavia, l’evangelizzazione è ancora severamente proibita. “Siamo in Algeria, non in Francia. La Costituzione algerina stabilisce sia che abbiamo il diritto alla diversità religiosa, sia che l’Islam è la religione dello Stato. Una legge risalente al 2006 prevede pene detentive e multe a chiunque “incita, costringe o utilizza mezzi di seduzione tendenti a convertire un musulmano a un’altra religione. “Tutte le chiese denunciano questa legge, che apre la strada al despotismo. Ma è ancora applicata. Dei cristiani sono stati condannati al carcere mentre stavano solo pregando o discutendo della loro fede con altri algerini. Alcuni sono stati perfino condannati per aver rifiutato di digiunare durante il Ramadan,” ricorda Mustapha Krim.

Via | DieuTV.com

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Tibet: Cristiani imprigionati e perseguitati dalle autorità comuniste cinesi

Si tratta di una “prima storica”, secondo la China Aid Association (Midland, Texas, USA): l’arresto e la detenzione di undici cristiani in Tibet da parte delle autorità comuniste cinesi imposte a questo paese.

Il caso risale a qualche tempo fa poiché gli eventi hanno avuto luogo intorno al 1° ottobre, Giornata di Festa Nazionale per la Cina comunista, ma sono noti solo dal 13 dicembre grazie ad un comunicato della China Aid Association.

Questi undici cristiani protestanti cinesi sono originari di Zhumadian (provincia di Henan, Cina) che sono stati arrestati a Lhasa – certi alcuni giorni prima, altri pochi giorni dopo il 1° ottobre – per aver partecipato a riunioni religiose in un appartamento privato (quelle che sono chiamate Chiese domestiche), quello di Song Kuanxin che sembra essere, in qualche modo, il pastore di questo piccolo gruppo di cristiani. Song Kuanxin è stato arrestato a Lhasa dalla polizia comunista cinese il 5 ottobre – dopo che il suo appartamento è stato “perquisito” in sua assenza…

Il 7 ottobre, Kuanxin è stato ufficialmente informato che era in stato di arresto, insieme ad altri dieci cristiani, poiché “sospettato di appartenere ad una setta religiosa.” Pochi giorni dopo, ha ricevuto una nuova notifica ufficiale che lo condannava a trenta giorni di prigione aggiuntivi per “reati commessi in molti luoghi.”

Durante la sua detenzione, Song Kuanxin ha dovuto subire numerose percosse e sopportare bestemmie e insulti da parte della polizia contro la fede cristiana. È stato rilasciato l’11 novembre dopo essere stato costretto a firmare una promessa di abbandonare tutte le attività di culto, ed essere stato informato che tutto quello che era stato sequestrato nel suo appartamento, tra cui due computer portatili, era stato distrutto come strumento delle attività criminali…

Via | christianophobie.fr

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