Eritrea: Arrestati altri 18 cristiani evangelici

Verona (PA) – La polizia eritrea ha arrestato un pastore con sette credenti della sua chiesa il 23 novembre nella città di Mendefera. Dei cristiani locali ci hanno dichiarato: “Sono stati trattati come criminali e detenuti unicamente a causa della loro fede”.
Altre dieci giovani donne, appartenenti a diverse chiese pentecostali, sono state arrestate la settimana scorsa e rinchiuse nel carcere all’interno di un campo di addestramento dell’esercito nel quale stavano svolgendo il loro servizio militare. Sei dei sessantadue giovani, che l’estate scorsa sono stati rinchiusi in container metallici, sono tuttora reclusi in celle sotterranee dello stesso distaccamento militare.
All’inizio del mese, due donne sono state liberate dalla prigione militare di Assab, dopo ventuno mesi di reclusione. Quattordici donne e sessantatre uomini sono tuttora detenuti in quella prigione, vengono isolati e torturati per costringerli a rinunciare alla loro fede evangelica.

Fonte: Porte Aperte Italia – 28 novembre 2003

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Eritrea: Il governo confisca la chiesa del Pieno Evangelo

Verona (PA) – Il governo di Asmara, la capitale dell’Eritrea, ha cacciato i credenti del Pieno Evangelo dai locali della loro chiesa, ordinando loro di evacuare definitivamente lo stabile entro il 15 ottobre. La chiesa del Pieno Evangelo aveva stabilito il suo quartier generale in un complesso, che può ospitare fino a 4.000 persone, affittato dal governo undici anni fa.
Dal maggio del 2002, una dozzina di chiese protestanti indipendenti, composte da oltre 20.000 membri, sono state obbligate a fermare le loro attività.
Dei 57 cristiani, rinchiusi in un container dal mese di agosto, solo perchè trovati in possesso della Bibbia nel campo di addestramento, nel quale prestavano servizio militare, 51 sono stati recentemente liberati. I sei detenuti rimasti sono stati trasferiti in celle sotterranee, prive di luce, poco aerate, dove ricevono limitate razioni alimentari.
I dodici evangelici, arrestati durante un incontro di preghiera il 7 settembre, continuano a rifiutare di firmare una dichiarazione di abiura della loro fede in cambio della liberazione.
A tuttoggi ammontano a 179 i cristiani detenuti per la loro fede in Eritrea.

Fonte: Porte Aperte Italia – 8 novembre 2003

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Laos: 12 cristiani detenuti

Verona (PA/Compass) – 12 leader cristiani, arrestati a maggio a causa della loro fede sono detenuti nelle carceri laotiane. Un recente rapporto di Christian Solidarity Worldwide (CSW) sostiene che i 12 sono sottoposti ad estreme pressioni per spingerli a rinnegare la loro fede.
I fatti risalgono al maggio 2003, quando 21 leader cristiani, appartenenti alla etnia Bru, sono stati arrestati dalle autorità allarmate dalla crescita della Chiesa nel loro distretto. La polizia aveva trasferito forzatamente una famiglia cristiana a Muang Nong (distretto di Savannakhet) nel sud del Laos. La reazione delle autorità è esplosa perché in quella zona si sono convertite altre 60 famiglie. Dei 21 leader cristiani 9 sono stati rilasciati, gli altri 12 sono tuttora in carcere.

Fonte: Porte Aperte Italia – 3 ottobre 2003

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Cina: Altri tre pastori arrestati

Verona (PA) – Domenica 13 luglio la polizia ha fatto irruzione in una comunità familiare a Xiaoshan alle quattro del mattino, mentre i credenti già tenevano il loro culto di adorazione. Sono stati arrestati tre leader: She Shaocheng (di 80 anni) che aveva aiutato a fondare la chiesa più di 25 anni fa, Xu Weimin e Gao Chongdao. Non è stato rivelato dove sono stati condotti e neppure i familiari sono autorizzati a visitarli.
Una settimana prima circa 300 poliziotti avevano interrotto il culto domenicale e distrutto il locale nel villaggio di Hengpeng ed ora i credenti continuano ad incontrarsi nelle case. Ambedue le comunità appartengono alla denominazione “Piccolo gregge” molto conosciuta per il suo fondatore Watchman Nee, che ha scritto libri pubblicati in tutto il mondo.
La chiesa di Xiaoshan è stata distrutta dalle autorità tre volte negli ultimi 25 anni, ma è stata sempre ricostruita dai credenti, anche quando non avevano i permessi governativi. A causa della SARS il governo aveva anche ordinato la cessazione dei culti, ma i fratelli hanno continuato ad incontrarsi ugualmente.
Il locale Ufficio degli Affari Religiosi ha ripetutamente cercato di convincere la chiesa ad aderire al Movimento Patriottico delle Tre Autonomie (l’unica denominazione ufficialmente riconosciuta). La chiesa però ha sempre rifiutato ogni tipo di controllo da parte del governo.

Fonte: Porte Aperte Italia – 31 luglio 2003

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Pakistan: Un cristiano processato per blasfemia

Verona (PA) – Finalmente il 17 luglio è cominciato il processo al preside cristiano Pervaiz Masih, due anni e tre mesi dopo il suo arresto per blasfemia. Masih (35 anni) è detenuto da aprile del 2001. Alcuni studenti adolescenti lo hanno accusato di avergli sentito pronunciare parole diffamatorie contro Maometto mentre erano a lezione da lui due mesi prima. In realtà tutte le accuse sono state montate dal preside di una scuola vicina, geloso del successo di Pervaiz. Infatti, secondo un rapporto pubblicato due settimane dopo l’arresto, queste accuse di blasfemia hanno origine da “una rivalità professionale e un odio religioso”. Questo rapporto è stato stilato dalla Commissione dei Diritti Umani del Pakistan (HRCP) e dal Centro di Aiuto Giudiziario che ha sede a Lahore (CLAAS).
Per ragioni di sicurezza, durante i trasferimenti dalla prigione di Sialkot al tribunale, distante una quarantina di minuti di auto, Masih deve essere scortato da alcuni poliziotti. Un anno fa in prigione, Masih è stato aggredito durante il sonno da un compagno di cella. L’assalitore musulmano lo ha colpito al volto con un pezzo di vetro. Ha potuto anche strappare la sua Bibbia prima che i secondini intervenissero
“Fisicamente Pervaiz sta bene”, ha detto uno dei suoi avvocati, “ma psicologicamente, risente dell’atmosfera del processo e le pressioni a cui è sottoposto in prigione gli pesano”. Gli avvocati non si aspettano molto dai giudici in questo processo regionale. “Hanno paura per le pressioni che subiscono dagli avvocati musulmani e dagli estremisti”, dichiara un portavoce del CLAAS. In passato i giudici dei tribunali regionali non hanno rischiato di esaminare le prove di innocenza degli accusati e li hanno condannati.
Oltre a Pervaiz Masih, altri sei cristiani pakistani sono in carcere a causa di questa legge contro la blasfemia molto controversa. Due di loro, arrestati nel 2001, sono ancora in attesa di giudizio, mentre gli altri quattro hanno presentato appello contro la loro condanna a morte o l’ergastolo.

Fonte: Porte Aperte Italia – 25 luglio 2003

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Il blog di Illuminato Butindaro
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