Afghanistan: Cattive le condizioni di salute di alcuni ostaggi coreani

I 23 volontari della Sammul Presbyterian Church di Bundang, Corea del Sud, ostaggi dei talebani dal 19 luglio, erano in viaggio da Kabul a Kandahar con l’obiettivo di prestare servizio volontario presso un ospedale dove tre loro connazionali, una donna e una coppia, curano 150 pazienti al giorno. Si ritiene che gran parte di loro abbiano difficoltà di salute, uno di loro è stato operato tre anni fa per cancro alla tiroide e senza le medicine necessarie la sua salute è in pericolo.
Dopo tre ultimatum, i talebani hanno assassinato il capo gruppo, un uomo di 42 anni che aveva una lunga esperienza nella formazione di giovani universitari single per viaggi di questo tipo. I media coreani e alcuni membri della comunità internazionale a Kabul, hanno criticato il gruppo per avere preso alla leggera il loro viaggio in un paese come l’Afghanistan. Ma un amico del pastore ucciso ha affermato che al contrario il gruppo era stato meticolosamente preparato per questo viaggio. In un paese in guerra, quando tutti se ne vanno per ragioni di sicurezza, chi è disposto a rimanere per aiutare la popolazione?

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Afghanistan – Ostaggi sudcoreani, scaduto l’ultimatum dei talebani

L’ultimatum dei talebani per la liberazione di 22 ostaggi sudcoreani rapiti dieci giorni fa è scaduto, senza che le autorità afghane abbiano liberato i militanti detenuti, come richiesto dai sequestratori. Poche ore prima della scadenza, alle 9.30 ora italiana, un portavoce del gruppo integralista islamico ha escluso un nuovo slittamento della scadenza, precisando che il governo di Kabul “non ha stabilito alcun contatto con noi”. Il presidente Hamid Karzai ha più volte detto di esser contrario a patteggiare il rilascio di ostaggi in cambio del rilascio di ribelli catturati. Il sequestro dei sudcoreani è avvenuto nella provincia di Ghazni, mentre viaggiavano su un pullman. Mercoledì scorso i talebani hanno ucciso quello che ritenevano essere il capo del gruppo.

Fonte: PeaceReporter – riprodotto con autorizzazione

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Afghanistan: Governo chiede liberazione delle donne sudcoreane, i talabani: “Stop al negoziato”

Qari Mohammad Yusuf, portavoce dei talabani, ha fatto sapere che il tempo dei negoziati per la liberazione dei 22 ostaggi sudcoreani è finito. L’uomo ha ribadito le richieste per il rilascio – la liberazione di alcuni prigionieri talebani nelle carceri di Kabul – e ha ammonito il governo a non tentare un blitz militare che porterebbe all’uccisione dei 22. Oggi intanto le autorità afgane hanno chiesto la liberazione incondizionata di tutte le donne sudcoreane in ostaggio.

Fonte: PeaceReporter – riprodotto con autorizzazione

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Afghanistan – Talebani: “in caso di blitz uccideremo gli ostaggi sudcoreani”

Mentre il governo afghano cerca il modo di salvare i 22 ostaggi sudcoreani rapiti in Afghanistan, uno dei portavoce dei talebani, Qari Mohammad Yousif Ahmadi, ha fatto sapere che i rapitori sono pronti a uccidere i loro ostaggi in caso di blitz. La richiesta per il rilascio degli ostaggi è la liberazione di otto talebani tenuti nelle carceri afghane. Il vice ministro degli Interni afgano, Munir Mangal, che segue la trattativa, aveva detto di non poter rilasciare gli otto perché sarebbero detenuti dagli Stati Uniti, circostanza cui Yousif Ahmadi ha fatto sapere di non credere. Il talebano conferma che i 22 sudcoreani, rapiti nove giorni fa nella provincia di Ghanzi mentre si dirigevano verso Kandahar, hanno problemi di salute a causa della prigionia e cominciano a mostrare segni di stress.

Fonte: PeaceReporter – riprodotto con autorizzazione

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