Galles: no anglicano a vescovo donna

Il sinodo della chiesa anglicana del Galles ha respinto la proposta di ammettere le donne alla funzione episcopale. Malgrado il sostegno espresso dai vescovi anglicani gallesi, il sinodo anglicano, tenutosi il 2 aprile a Lampeter, ha votato contro la proposta. La legge che avrebbe permesso l’ordinazione di donne all’episcopato non ha raggiunto la necessaria maggioranza dei due terzi in una delle camere che compongono il governo della chiesa. La House of Laity (l’ala del sinodo composta da laici) ha sostenuto l’ammissione delle donne con 52 voti favorevoli e 19 contrari, ma la House of Clergy (l’ala composta dai ministri di culto) ha espresso solo 27 voti a favore mentre i voti contrari sono stati 18. Per soli tre voti la House of Clergy ha così impedito di raggiungere la maggioranza richiesta per l’approvazione della legge.
L’arcivescovo del Galles, Barry Morgan, si è detto deluso dal risultato della consultazione, ma ha ribadito che la questione continuerà a occupare la chiesa del Galles. “Anche l’ordinazione delle donne al ministero pastorale è stata in un primo tempo respinta, ma dopo undici anni il sinodo l’ha accolta“. La chiesa anglicana del Galles ha dunque forse solo rinviato l’appuntamento con l’ordinazione delle donne all’episcopato.
Un portavoce dell’opposizione, il reverendo Alan Rabjohns, ha detto, parlando alla radio BBC, che Gesù ha scelto solo dei discepoli uomini. E quindi anche la chiesa non deve avere donne vescovo. In Canada, Nuova Zelanda e negli Stati Uniti, così come in Irlanda e in Scozia, la chiesa anglicana riconosce l’episcopato femminile. In Europa non ci sono, per il momento, donne vescovo anglicane.

Fonte: Voce Evangelica/ENI

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