[Reportage] Iran: I cristiani piangono Ghorban Tourani

I cristiani iraniani piangono la morte di Ghorban Dordi Tourani, cristiano iraniano colpito a morte da un gruppo anonimo di musulmani fanatici; sarebbe il primo Turkmeno ad aver pagato con la vita la sua fede nel Cristo.

Responsabile di una chiesa domestica nel nord-est dell’Iran, Ghorban Dordi Tourani è stato arrestato a casa sua a Gonbad-e-Kavus il 22 novembre 2005. Qualche ora dopo, quest’Iraniano di 53 anni,


che si era convertito a Gesù Cristo, è stato pugnalato a morte; il suo corpo gravemente ferito e coperto di sangue è stato gettato davanti a casa sua. Di origine turkmena, Ghorban Dordi era nato a Gonbad-e-Kavus in una famiglia musulmana di tradizione sunnita. Grazie all’influenza del suo devoto padre, che aveva allevato i suoi otto figli secondo i principi islamici, e dopo aver terminato gli studi scolastici, egli ambiva a studiare la teologia islamica in Egitto per diventare un capo sunnita.

Tuttavia il padre non aveva i mezzi per finanziare gli studi di suo figlio alla prestigiosa università Al-Azhar al Cairo; fu così che il giovane uomo si immerse nelle opere islamiche alla ricerca del vero Dio. Dopo diversi anni, insoddisfatto della sua ricerca spirituale, giunse alla conclusione che non ci fosse Dio. Deluso e adirato si mise a combattere e a partecipare ad attività criminali. Aveva anche preso piacere nelle filosofie marxiste.

Sposato, mentre la sua sposa era incinta del loro terzo figlio, prese la decisione di attraversare la frontiera per cercare un lavoro meglio pagato in Turkmenistan, paese che si trovava ancora sotto la dominazione sovietica. Laggiù, nel corso di una violenta disputa con un uomo, volendo difendersi tirò fuori un coltello e uccise il suo avversario. Quest’omicidio involontario lo condusse in prigione nel 1983; fu condannato ad una pena di quindici anni di reclusione. Tre anni dopo il suo misfatto, egli tentò di suicidarsi, ma sopravvisse e dovette essere ricoverato.

Incarcerato per Gesù

Qualche tempo dopo, un cristiano russo di nome Constantine fu arrestato per la sua fede e trasferito nella cella di Ghorban Dordi. Avendo fatto amicizia con lui, Constantine cominciò a condividere la sua fede in Cristo con il compagno di cella, la cui idea che non ci fosse Dio si sciolse come neve al sole. Constantine gli parlò di Gesù, Figlio di Dio.

Secondo un cristiano iraniano, più Ghorban Dordi imparava a conoscere Constantine e più rimaneva impressionato dall’amore e dalla pace che emanavano dalla sua persona. Constantine ottenne un Nuovo Testamento che gli consegnò dicendogli: “Leggi dunque questo libro per imparare a conoscere il Gesù del quale io ti parlo. Ti potrai rendere conto se vale o no la pena di lottare contro di lui!” Non gli occorsero più di due settimane per leggere il prezioso libro nella sua interezza. Profondamente toccato da ciò che aveva letto, disse a Constantine che era pronto a diventare cristiano. Nello spazio di qualche mese la sua vita fu trasformata in modo spettacolare; chiese al direttore del carcere il permesso di avere degli incontri cristiani nell’edificio, la qual cosa gli fu accordata. Constantine stesso rimase meravigliato della decisione del direttore del carcere, lui e altri cristiani avevano già trascorso degli anni in quel luogo, mai però un tale favore era stato loro accordato. Constantine poté dire a Ghorban Dordi: “Tu sei un giovane credente, ma il Signore comincia ad usarsi di te in modo straordinario!” Egli aggiunse: “Quando avrai ritrovato la libertà, torna a casa tua in Iran e parla ai Turkmeni della tua nazione. Dio si userà di te laggiù in un ministerio di chiesa domestica”.

Ghorban Dordi era un pastore molto coraggioso

Nel 1998, quando Ghorban Dordi finì di scontare la sua pena, mise in pratica ciò che gli era stato detto. Arrivato a casa sua a Gonbad-e-Kavus vide per la prima volta il suo terzo figlio, una ragazza ora dell’età di 15 anni nata mentre lui dimorava in Turkmenistan. Cominciando da casa sua, egli cominciò a testimoniare della sua fede in Cristo presso i suoi parenti, i suoi amici e dei membri della sua tribù turkmena. Dodici Turkmeni diventarono cristiani nello spazio di due anni; poi entrò in contatto con un responsabile cristiano di Teheran che lo accompagnò e gli diede una formazione di discepolo. “Ghorban Dordi era un cristiano coraggioso, intrepido. Sapeva testimoniare di Gesù con grande libertà, in privato, per strada, nei negozi e nei bazar. Era convinto che non dovesse tenere la sua fede per sé, ma condividerla con altri ovunque egli andasse”, ha dichiarato un pastore iraniano dopo la sua morte.

Dei musulmani fanatici lo minacciarono e suo fratello gli tagliò il viso con un coltello.

Grazie alla fedele testimonianza di Ghorban Dordi e al suo ministerio, dozzine di Turkmeni della città dove egli abitava e nei dintorni hanno scoperto la fede in Gesù Cristo.

Il governo iraniano che aveva incaricato la polizia segreta di perquisire la sua casa dopo la sua morte e di confiscare il materiale cristiano di cui egli disponeva, ha dichiarato alla famiglia che i musulmani erano stati “furiosi per la sua conversione” e lo avevano colpito a morte… Poco dopo l’omicidio, il Ministero dell’Informazione e della Sicurezza (MOIS) ha posto sotto sorveglianza dieci altri credenti originari di diverse città. Tutti sono stati torturati, poi interrogati a proposito delle loro attività cristiane; sono stati rilasciati in seguito.

In altri luoghi, dei responsabili cristiani hanno avuto la visita dei membri del MOIS. Questi cristiani sono stati incaricati di avvertire i membri delle chiese domestiche e di ripetere loro che erano sorvegliati.

Sono sopravvissuti alla morte di Ghorban Dordi la sua sposa Offool Eachicke, i suoi quattro figli e la loro famiglia.

Un sincero grazie!

Grazie alla cerchia di amici dell’AEM* abbiamo potuto far pervenire un aiuto finanziario alla vedova di Ghorban Dordi in un tempo record, in modo che la famiglia non è stata presa alla sprovvista in questa nuova tappa di vita. Abbiamo anche sostenuto parzialmente una rapida formazione professionale di Offool Eachicke affinché ella non dipenda interamente da un sostegno dall’estero. È importante che possa sovvenire lei stessa ai bisogni della sua famiglia. Offool e i suoi figli sono molto colpiti che molti cristiani attraverso il mondo condividono il loro lutto e la loro tristezza.

Ti ringrazio, lettore di questo bollettino, perché permetti all’AEM di sostenere il meglio possibile i coraggiosi testimoni e i martiri nei paesi come l’Iran.

* N.d.T. Aide aux Eglises Martyrs, Suisse

Fonte: Compass Direct

Tratto da: La Voix des Martyrs, 05/2006, p. 4-5

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