I valdesi: “Nessuna violenza nel nome di Giovanna”

Carlo Picozza

“Strumentalizzare la morte della nostra sorella per una campagna di odio è come ucciderla un´altra volta”
Antonio Adamo: “Che questa tragedia sia occasione di riconciliazione giustizia e pace in questa città”

Una domenica mattina, la prima senza Giovanna Reggiani, nella chiesa evangelico-valdese di piazza Cavour dove lei insegnava la Bibbia ai bambini tra i 5 e i 12 anni. Con i piccoli, ieri, c´era l´amica della donna uccisa a Tor di Quinto. È Annemarie Dupré, anche lei insegnante di testi biblici. Nell´abside, intanto, il pastore Antonio Adamo accoglieva al culto domenicale dei valdesi Daniela Pompei della Comunità di Sant´Egidio e Mihaela Meris, romena cristiano-ordodossa del movimento Genti di Pace.

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Sicurezza/ Protestanti: No a strumentalizzazioni xenofobe

L’appello dell’assemblea valdese, metodista e battista

Roma, 4 nov. (Apcom) – I protestanti italiani chiedono che non vi siano “strumentalizzazioni politiche” dell’uccisione di Giovanna Reggiani, di religione valdese, dopo le “drammatiche conseguenze di violenza xenofoba e di razzismo” che si sono già registrate.

L’appello è stato formulato dalla quarta sessione congiunta del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste e dell’assemblea generale dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, concluso oggi a Ciampino (Roma). L’assemblea che raggruppa alcune delle principali sigle del protestantesimo storico italiano “nel chiedere giustizia per questo delitto, respinge ogni spirito di vendetta e di odio” e “si dichiara fortemente preoccupata per le strumentalizzazioni politiche seguite a questa tragica morte, che hanno già prodotto drammatiche conseguenze di violenza xenofoba e di razzismo”. Lo riporta un bollettino del Notiziario evangelico.

Fonte: Alice Notizie/Apcom.net

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Lutto nella Comunità Valdese

La comunità valdese è stata profondamente colpita dalla tragica morte di Giovanna Reggiani, catechista nella chiesa valdese di Roma. Parole di solidale partecipazione sono giunte in questa circostanza da molti concittadini; Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese, ha testimoniato ai funerali il messaggio della speranza evangelica ai familiari e in particolare a Paola Reggiani in servizio diaconale a Firenze.

Da: ChiesaValdese.org

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«Giovanna che amava i bambini aiutò anche una famiglia romena»

di Laura Bogliolo

ROMA (3 novembre) – Amava i bambini, gli stranieri e i più deboli. Ogni domenica partiva da quella casa a Roma Nord e guidava fino a piazza Cavour. Raramente andava al centro con il treno, la stazione di Tor di Quinto non le piaceva. Le faceva paura. Alle 10.45 entrava nella chiesa valdese, sorrideva e insegnava a una classe di bambini. Studiava la Bibbia insieme ad altri fedeli con i quali parlava di migrazione e figli di stranieri. Cercava un modo per aiutarli.

Giovanna Reggiani era uno spirito sereno, che regalava serenità. Mai protagonista, sempre presente.

«Non dimenticheremo mai il suo sorriso». Gli occhi chiarissimi di Annamarie Duprét brillano quando parla di Giovanna, amica e collega della scuola di catechismo della Chiesa Evangelica di piazza Cavour. Il secondo mercoledì di ogni mese Giovanna arrivava a casa di Annamarie per studiare la Bibbia. Fogli sparsi per gli appunti, una tazza di tè e una poltrona rossa dove Giovanna sedeva insieme al gruppo biblico. In quella casa nel quartiere Prati oggi c’è dolore. «Giovanna – spiega Annamarie, 70 anni, vicepresidente del Concistoro Valdese – avrebbe voluto essere ricordata nella pace, non avrebbe mai voluto una campagna anti-romeni». Entrò timidamente nella comunità valdese romana dopo il trasferimento da Siena. Seguiva insieme a lei i bimbi dai 5 ai 7 anni. «Divenne la sua più grande passione», organizzava gite come quell’ultima, a settembre, a Forano in Sabina. «Una giornata splendida, con Giovanna facemmo una caccia al tesoro per i piccoli». E poi c’erano gli spettacoli teatrali di Natale. «Emozionanti – racconta Ilaria Valenzi, presidente della Federazione Giovanile Evangelica Nazionale – Giovanna era davvero brava, i figli della comunità erano diventati anche i suoi figli, li amava e loro amavano lei».

Giovanna era anche membro del gruppo che si occupa di migranti in difficoltà. «Fedeli dell’Indonesia, dell’Eritrea e della Romania» spiega Annamarie, «anche una famiglia romena che la comunità ha aiutato a tornare a casa dopo anni di sacrifici». Una vita per gli altri, tradizione di famiglia. Paola, la sorella, è diacono a Firenze dell’istituto Gignoro che si occupa minori stranieri in difficoltà e di anziani.

Annamarie ancora non crede alla sua morte. «Quel giorno non ha preso la macchina per caso, di solito la prendeva, mi raccontava che aveva paura di scendere a piedi alla stazione Tor di Quinto».

Nella chiesa di piazza Cavour ieri c’era un gran fermento. Per il Sinodo congiunto delle Chiese metodiste, valdesi e battiste e per le notizie sui funerali di Giovanna «una persona dolce, umile», le uniche parole che pronuncia Dorothea Mueller, pastore della chiesa di Siena dove è cresciuta Giovanna. Dorothea continua a ricevere telefonate dei parrocchiani per sapere precisamente quando e dove si svolgerà l’omelia. E poi la notizia: lutto nazionale oggi proclamato dalla Giunta Comunale per i funerali che si svolgeranno alle 11 presso la chiesa del Sacro Cuore di Cristo Re di viale Mazzini 32, come ha voluto il marito, «un luogo a metà strada tra Tor di Quinto e piazza Cavour, abbastanza grande da accogliere almeno mille persone» spiega Antonio Adamo, pastore della chiesa di piazza Cavour che insieme al cappellano della Marina Militare celebrerà la messa con rito valdese a partecipazione ecumenica. «Il marito – spiega il pastore – ha richiesto un messaggio di pace e comunione per spazzar via ogni tipo di rancore».

Proprio ieri Annamarie ha incontrato altri fedeli per cercare il modo per spiegare ai piccoli perché Giovanna domenica non ci sarà. Nell’ultima lezione Giovanna parlò di Giuseppe e del Vecchio Testamento. Insieme ai piccoli aveva intonato dei canti. “Stai con me”, ”Ho bisogno di pregar” e quella canzone che era la sua preferita: «Fai sognar l’anima mia..».

Fonte: IlMessaggero.it – sabato 3 novembre 2007

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Stamattina i funerali di Giovanna Reggiani nella chiesa Cristo Re

È arrivato il giorno dell’estremo saluto, il giorno dei funerali per Giovanna Reggiani, la donna di 47 anni seviziata e uccisa martedì scorso nella capitale da un romeno. I funerali saranno celebrati oggi alle 11 nella basilica di Cristo Re, nel rione Prati «con un rito valdese a partecipazione ecumenica» così come chiesto dalla famiglia per rispettare il culto valdese della donna e quello cattolico di suo marito, Giovanni Gumiero, capitano di vascello della Marina. A dare notizia dello svolgimento dei funerali è stato Antonio Adamo, pastore della Chiesa valdese di piazza Cavour dove Giovanna Reggiani era fortemente impegnata nella catechesi rivolta ai bambini.
La giunta comunale, riunita ieri in seduta straordinaria convocata dal sindaco Walter Veltroni, ha proclamato il lutto cittadino in concomitanza con i funerali. Le esequie, d’intesa con i familiari della signora Reggiani e con la Marina militare, saranno organizzate dal Comune di Roma. Il pastore valdese ha preso contatti ieri con il cappellano della Marina, per una cerimonia che, come chiesto dalla famiglia, sarà celebrata in quella chiesa perché capace di contenere almeno un migliaio di persone e perché si trova a metà strada tra la Chiesa valdese e Tor di Quinto, il quartiere dove la donna viveva con il marito e dove ha trovato la morte, aggredita da un rom.
«Era una donna che partecipava alla vita della chiesa – ha raccontato Antonio Adamo – con serenità e rispetto lasciando sempre agli altri il loro spazio. È sempre stata presente al culto e infatti, anche domenica scorsa, era in chiesa».
Giovanna Reggiani era entrata in contatto con la comunità circa tre anni fa ed era anche impegnata con il gruppo delle donne della comunità oltre a ricoprire un ruolo nella segreteria della chiesa. «Dopo la sua confermazione – ha spiegato Adamo – alla chiesa evangelica di Siena, Giovanna ha iniziato a collaborare con noi frequentando il gruppo di studio biblico nel rione Prati. Poi, lo scorso anno, è diventata uditrice e responsabile della scuola domenicale facendo da monitrice a una decina di bambini in età scolare».
Il mondo valdese ieri, nel giorno dell’apertura del Sinodo a Roma, in piazza Cavour, ha pregato per lei. «Giovanna Reggiani era una monitrice della nostra chiesa – ha detto la moderatrice della Tavola Valdese (il parlamentino di questa chiesa), Maria Bonafede – ovvero insegnava la fede ai bambini. Sono attonita per quello che è accaduto, la cosa peggiore possibile, quando ci sono dei predatori bisogna fermarli». La moderatrice ha poi fatto un appello alla politica: «Non si devono lasciare dei balordi senza casa e senza lavoro: perdono ogni senso della vita e dei valori, in una parola sola, della civiltà».

Fonte: IlGiornale.it – 3 novembre 2007

12:03 Terminata la cerimonia funebre
E’ appena terminata la cerimonia funebre alla chiesa di Cristo Re

12:02 Bonafede: “giustizia ma no all’intollerenza”
“C’è un tempo per ogni cosa. Ora deve venire il tempo della giustizia che dovrà fare il suo corso perché Giovanna è stata uccisa” ha detto la moderatrice della Tavola Valdese, Maria Bonafede, prendendo la parola durante i funerali di Giovanna Reggiani. “La giustizia punisce i colpevoli – ha sottolineato dal pulpito – non c’entrano capri espiatori. Oggi sentiamo che il gesto compiuto da uno penalizza un’intera comunità. Il dolore di oggi non può essere utilizzato per campagne di odio, discriminazione e intolleranze nei confronti degli immigrati, come è già accaduto”

11:55 Il pastore Adamo: “il male si vince con il bene”
“La scomparsa di Giovanna ci appare come una morte senza una ragione accettabile, in un mondo senza speranza e senza pace. Ma dobbiamo resistere al male, affermando le ragioni della vita”. Con queste parole il pastore valdese Antonio Adamo ha chiamato ad una reazione positiva tutti i fedeli raccolti nella chiesa di Cristo Re. “Giovanna – ricorda Adamo – ha raggiunto la meta della perfetta unione con il Signore. Noi sentiamo una forte lacerazione oggi ma nessuno può separarci dall’amore di Dio pur nelle ombre del lutto”. Il pastore valdese esorta: “Il male si vince con il bene, la disperazione con la speranza operosa che sa agire nel presente: rendere giustizia alla memoria di Giovanna vuol dire rendere più umana la vita di uomini e donne che vivono sotto lo stesso cielo. Il suo esempio – conclude – sia per noi una testimonianza viva di sorriso e di gioia e non più di lutto e di dolore, come oggi”

Fonte: Repubblica.it

Ma Dio scrive per noi anche un’altra storia

Intervento del Moderatore al funerale di Giovanna Reggiani

Sono qui, personalmente e a nome della Tavola valdese, per condividere il dolore per la morte di Giovanna, per la violenza con cui si è consumata, per condividere il dolore del marito, dei genitori, dei fratelli. Riconoscenti a Dio per la sua vita, sgomenti per la sua morte.
Oggi è il tempo del cordoglio e del saluto a Giovanna. Un saluto che le tributa questa comunità, riunita intorno alla sua salma, ma anche la città di Roma e l’intero Paese. Ma c’è un tempo per ogni cosa. E noi sappiamo che deve venire anche il tempo della giustizia. Giovanna non è morta accidentalmente. È stata uccisa, e la giustizia dovrà fare il suo corso. Lo dico come cristiana ed evangelica: la giustizia dovrà fare il suo corso.

Ma c’è un tempo per ogni cosa. E se c’è un tempo per fare cordoglio e per affermare la giustizia, c’è anche, ci deve essere, il tempo per ragionare. Nessuno potrà restituire la vita terrena a Giovanna ma già oggi possiamo e dobbiamo ripetere le parole che tante volte, anche con la nostra sorella, ci siamo ripetuti. La giustizia punisce i colpevoli, non cerca capri espiatori. Oggi sentiamo forte il rischio che il gesto sciagurato e brutale di un uomo squalifichi e penalizzi un’intera comunità, così come temiamo che il dolore di oggi venga utilizzato per promuovere campagne di discriminazione, di intolleranza e persino di odio nei confronti degli immigrati.

Siamo cristiani perché siamo convinti della forza del l’amore di Dio. Un amore che Giovanna ha vissuto e ha saputo trasmettere. E siamo convinti che l’amore di Dio scriva dentro la storia un’altra storia nella quale Giovanna credeva, una storia di fraternità, di rispetto, di reciproco sostegno. Una storia di accoglienza del prossimo, ne siamo convinti noi che siamo stati accolti in Cristo. Una storia in cui è quest’amore – non l’odio, non l’intolleranza, non la xenofobia, non il razzismo – che oggi e domani dovrà avere l’ultima parola

Liberamente ripreso da una parte del messaggio che Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, ha rivolto ai familiari e a tutti i presenti al funerale di Giovanna Reggiani che si è svolto a Roma, nella mattina di sabato 3 novembre, presso la basilica di Cristo Re in viale Mazzini.

Tratto da Riforma del 9 novembre 2007

Da: ChiesaValdese.org

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