Bolivia: Una chiesa distrutta sulle Ande boliviane

Verona (P.A.) – Sabato 28 febbraio, dopo aver picchiato uno degli anziani della congregazione fino a fargli perdere conoscenza, un gruppo di indios Quechua delle Ande boliviane ha distrutto una chiesa evangelica. Le difficoltà sono iniziate fra i 140 abitanti del villaggio di Chucarasi durante la festa del carnevale. In quell’occasione gli indios animisti hanno venerato le icone pagane con le loro danze rituali, consumando grandi quantità di alcol. Gli indios ritengono che queste cose plachino le divinità locali. Gli evangelici, appartenenti all’assemblea evangelica “Chiesa di Dio di Chucarasi”, hanno rifiutato di partecipare al carnevale ed hanno svolto, come di consueto, le normali occupazioni nei campi. Due giorni dopo, una tempesta di grandine si è abbattuta sulla regione causando seri danni. Gli animisti hanno ritenuto questo fatto una punizione delle divinità a causa dei cristiani che non hanno partecipato ai festeggiamenti. La notte seguente alcuni indios hanno demolito la chiesa dopo aver aggredito Fortunato Bernal, un anziano dell’assemblea evangelica.
Anche Gregorio Conde, un altro cristiano di Chucarasi, ha ricevuto minacce di morte ed il capo del villaggio pretende che i membri della chiesa evangelica rinneghino la loro fede o se ne vadano. I fratelli hanno inviato una rimostranza alle autorità regionali che, però, hanno rifiutato di perseguire gli aggressori e non hanno proposto che un bassissimo risarcimento per lo stabile distrutto. Una commissione interdenominazionale sta cercando di trovare una via d’uscita per questa crisi.

Fonte: Porte Aperte Italia – 12 marzo 2004

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Indonesia: Militanti islamici pretendono la chiusura delle chiese

Verona (P.A.) – Diverse chiese della regione di Banten sono state chiuse in seguito alle proteste degli abitanti dei vicini quartieri. Queste comunità tenevano i culti nei locali affittati in un centro commerciale nella città di Tangerang. Il 25 gennaio, 70 persone si sono assemblate davanti ad una chiesa, hanno interrotto il culto ed hanno ordinato di non incontrarsi più in quel luogo.
La stessa folla in seguito si è recata davanti ad un’altra chiesa per scrivere la parola “bermasalah” – che significa “problema” – sulla porta d’entrata. Queste due comunità hanno dovuto cessare le loro riunioni e le loro attività sociali. Lo stesso giorno, altre cinque chiese ed organizzazioni affiliate sono state obbligate a chiudere i loro battenti. Una riunione organizzata dal Forum Cristiano per la Comunicazione della regione di Banten non ha portato ad una intesa fra i cristiani e i responsabili locali di Rukun Warga, una associazione nella quale la maggioranza dei membri sono musulmani militanti che vogliono la chiusura delle chiese.
Da quando sono avvenuti questi incidenti i cristiani si incontrano nelle case.

Fonte: Porte Aperte Italia – 5 marzo 2004

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Eritrea: Nuovi arresti di cristiani

Verona (P.A.) – Domenica 15 febbraio alle 15,30, la polizia di Asmara – la capitale eritrea – è intervenuta durante un culto per arrestare tutta l’assemblea. Mengse Tweldemedhane, pastore della chiesa “Alleluia”, stava conducendo un incontro segreto quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione. Il gruppo, composto da 34 uomini e 17 donne, è stato rinchiuso nel carcere di una base militare a Adi–Abyto per tre giorni ed in seguito trasferito in un altro campo militare. Quattro donne attempate sono state rilasciate, mentre il pastore è stato rinchiuso in una cella sotterranea d’isolamento.
Le restanti 46 persone sono recluse in containers metallici e subiscono ogni sorta di pressioni per indurle a rinnegare la fede. 5 di loro sono malate e prive di qualsiasi assistenza medica. Finora sono 347 i cristiani reclusi in Eritrea, per possesso di Bibbie, partecipazione a culti illegali o per aver testimoniato la loro fede. Alcuni di loro sono reclusi da circa due anni.

Fonte: Porte Aperte Italia – 27 febbraio 2004

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India: Cristiane picchiate ed umiliate in pubblico

Verona (P.A.) – Alcune donne cristiane sono state assalite ed umiliate in pubblico perché rifiutavano di abbandonare la loro fede. Il 6 febbraio, degli estremisti indù hanno trascinato otto donne, fra le quali due ragazze di 15 anni, fuori dalle loro case mentre i loro mariti erano al lavoro, per costringerle a rinnegare la loro fede. La banda di 45 persone, vedendo il loro rifiuto, le ha picchiate, spogliate ed obbligate ad attraversare il villaggio con la testa rasata. Dopo essere state minacciate, queste donne hanno abbandonato il villaggio con le loro famiglie. In seguito il canale “New Delhi Television” ha intervistato le vittime che, rifugiatesi in una chiesa evangelica a Bhubaneshwar, hanno dichiarato che rimarranno ferme nella loro fede e che non torneranno all’induismo.
Secondo i cristiani locali, diversi gruppi di estremisti indù stanno cercando di alimentare sentimenti anti–cristiani nella regione; questo motivo sarebbe alla base dell’attacco alle donne. Le autorità del distretto hanno promesso di intraprendere una azione contro gli autori del misfatto, ma finora non è stato effettuato alcun arresto.

Fonte: Porte Aperte Italia – 23 febbraio 2004

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Chiapas: Revisione del processo ai prigionieri di Acteal

Verona (P.A.) – Il governo messicano ha deciso di riesaminare il caso dei 76 indios tzotzil che sono stati condannati fino a 35 anni di reclusione per il “Massacro di Acteal”, senza alcuna prova della loro colpevolezza. Fra loro ci sono 34 credenti evangelici. Il 23 dicembre, il ministero degli interni ha annunciato la creazione di una commissione incaricata di esaminare la legalità dell’arresto e della reclusione di questi detenuti. Secondo la versione ufficiale, gli accusati avrebbero partecipato ad un attacco “paramilitare” contro un gruppo cattolico nel paese di Acteal, uccidendo 6 uomini, 21 donne e 18 bambini.
Il ministero degli interni ha annunciato pubblicamente che la revisione del processo è una risposta alle petizioni della comunità evangelica, ma che non si tratta di una questione religiosa. “Credo che sia l’adempimento delle intercessioni di migliaia di credenti che hanno pregato per anni affinché sia fatta giustizia” ha dichiarato Richard Luna, direttore di Porte Aperte per l’America Latina. “Una revisione equa rivelerà l’innocenza di questi credenti e metterà fine alla sofferenza delle loro famiglie”.

Fonte: Porte Aperte Italia – 16 gennaio 2004

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