MYANMAR: Karen deportati e costretti ai lavori forzati

la denuncia

Devono riparare strade e infrastrutture
Tra di loro è presente anche una forte comunità di cristiani

da Bangkok

Mentre il resto del mondo, all’avvicinarsi del Natale focalizza il suo interessi su doni e buoni sentimenti, tra le risaie e le foreste dello Stato Karen, che pure ospita una consistente comunità cristiana, questo è un tempo di paura, un tempo in cui – con l’inizio della stagione secca – cre­sce la richiesta di lavoro forzato da parte dell’eser- cito birmano.
In un rapporto diffuso tre giorni fa, Il «Karen Human Rights Group», indica un ritorno periodico del lavoro forzato. La pratica di rastrellare gente nei villaggi per adibirla a manovalanza non retribuita a servizio dei militari indica anche, purtroppo, un ritorno alla normalità della situazione dopo le proteste dell’estate e la repressione.
Manutenzione delle strade, costruzione o riparazione di edifici militari, trasporto di generi alimentari e attività domestiche sono affidate a persone terrorizzate che, in caso di rifiuto rischiano maltrattamenti e carcere. «La persistenza del lavoro forzata nelle aree rurale dovrebbe servire ad indicare chiaramente alla comunità internazionale ciò che la giunta militare birmana considera normalità nel Paese», conclude il rapporto.
«Quando le strade si asciugano a sufficienza, reparti dell’esercito passano di villaggio in villaggio per raccogliere manodopera da impiegare nella raccolta di paglia e bambù, nella pu­lizia delle strade e nella manutenzione dei campi militari, nel taglio di piante e nella distribuzione delle razioni. Inoltre – ironia della sorte per una minoranza da decenni in guerra contro il regime che governa l’ex Birmania – elementi locali vengono utilizzati per verificare la si­curezza delle strade e come sentinelle, di giorno come di notte. Tutto lavoro forzato, ovviamente», sostiene ancora il rapporto di Khrg.
Secondo le testimonianze raccolte nei villaggi, i militari non distinguono in base a età o sesso, imponendo le stesse attività a giovani e anziani, come pure alle donne. La pratica del lavoro forzato non è limitata ovviamente al solo Stato Karen, ma è diffusa un po’ ovunque e serve a ga­rantire a costo zero abbondante manodopera per le necessità di supporto dell’esercito, in particolare nelle sue campagne periodiche contro le minoranze, e per opere come il nuovo aeroporto di Mandalay o la nuova capitale Naypyidaw che sono insieme simboli delle velleità del regime e un affronto alla povertà e degrado in cui la ricca Birmani è stata trascinata. Inoltre, proprio la pratica del lavoro forzato favorisce e accompagna una serie di gravi abusi – dalla violenza sulle donne alla distruzione dei raccolti o di interi centri abitati come ritorsione per un rifiuto, all’arruolamento dei minori – più volte denunciati all’interno e all’estero.
Il lavoro di Khrg, come quello di molti altri gruppi presenti nel Paese ma che faticano a fare sentire la loro voce all’estero, serve anche per ricordare alla comunità internazionale che, mentre l’attenzione dei mass media è concentrata su Yangoon (l’ex Rangoon) e i suoi dintorni, su una attività diplomatica di grande impegno ma di pochi risultati, il Myanmar rurale, che accoglie i tre quarti della popolazione complessiva, continua a soffrire nella morsa della giunta.

Stefano Vecchia

Fonte: Avvenire.it – domenica 16 dicembre 2007

Condividi

Nuova Chat Evangelica

Entra nella nostra chat per conoscere altri fratelli con cui parlare delle cose di Dio o per mandarci un saluto o un tuo commento.

Chiedo per cortesia a coloro che scrivono in chat di non usare uno pseudonimo o “nome di battaglia” ma di mettere il proprio nome, grazie. Il moderatore della chat, Illuminato Butindaro.
Il Signore ti benedica!

Aggiornamento – 23/06/2014 La chat della diretta audio è ora su Mixlr a questo indirizzo: http://mixlr.com/giacinto-butindaro-in-diretta-audio/

[Audio Streaming] 12 dicembre 2007 – Roma – Giacinto Butindaro – Confutazione del ‘rapimento segreto’

bibbia microfonoE’ stato messo on line il file audio della confutazione di Giacinto Butindaro dal titolo ‘Confutazione del ‘rapimento segreto’ trasmessa in diretta ieri sera. Il file è un MP3 e pesa circa 109 MB. L’audio dura circa 115 minuti. L’archivio delle registrazioni è alla seguente pagina. Qui sotto lo puoi ascoltare in audio streaming.

La Chiesa di Svezia approva la legge per il matrimonio tra omosessuali

La Chiesa Luterana di Svezia ha detto di approvare l’unione in chiesa delle coppie dello stesso sesso, lasciando il privilegio del termine “matrimonio” alle unioni etero.
La posizione della Chiesa, che in Svezia conta 7,2 milioni di membri su una popolazione di 9,1 milioni, era stata richiesta dal governo che sta preparando una nuova legge per questi matrimoni.
Dal 1995 la Svezia riconosce l’unione civile tra gay e lesbiche, garantendo loro lo stesso status legale delle coppie sposate. Tuttavia gli omosessuali da tempo lottano per cancellare l’ultima traccia di discriminazione tra unioni etero ed omosessuali. Ora la legge, approvata nel 1987, definisce il matrimonio come un contratto tra un uomo ed una donna: la nuova proposta dovrebbe cancellare il riferimento al genere.
Se la nuova legge sarà approvata la Svezia, già pioniera nel diritto all’adozione per coppie dello stesso sesso, sarà il primo Paese al mondo a permettere che i matrimoni omosessuali vengano celebrati con l’avvallo del maggior culto religioso.
La Chiesa Luterana, che dal 2000 non è religione di Stato, offre la benedizione religiosa alle unioni tra gay dal Gennaio 2007.

La notizia, in inglese, è raggiungibile sul giornale svedese The Local

Tratto da: UAAR

Gay: Svezia, via libera Chiesa luterana a unioni religiose

STOCCOLMA – La chiesa protestante luterana in Svezia si è ufficialmente pronunciata oggi positivamente sull’unione religiosa tra omosessuali, acconsentendo alla proposta avanzata dal governo di riunire sotto la stessa legge il matrimonio e le convivenze tra persone dello stesso sesso. Il comunicato diffuso dalla chiesa ha però esortato le autorità politiche a riservare la parola “matrimonio” esclusivamente alle coppie eterosessuali.

La decisione sancisce un processo già iniziato di fatto dal gennaio di quest’anno con la celebrazione in chiesa di unioni omosessuali.

La Svezia riconosce dal 2005 il partenariato civile tra persone dello stesso sesso, riconoscendo gli stessi diritti del matrimonio, unione che può essere contratta secondo una legge del 1987 solo tra uomo e donna.

Gli omosessuali si battono da tempo per il riconoscimento religioso delle loro unioni. La chiesa svedese, separata dallo stato a partire dal 2.000, conta 7, 2 milioni di fedeli su 9,1 milioni di abitanti.

Fonte: SwissInfo/SDA-ATS

“Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio.” (1 Corinzi 6:9-10)

Condividi

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.