18.05.2001 – (Portes Ouvertes) – Shaguildy Atakov è ancora in una prigione di alta sicurezza a Turkmenbashi. Le autorità gli hanno proposto di espatriare negli Stati Uniti con la sua famiglia, ma lui ha rifiutato. Sua moglie Goulia, a cui era stata fatta la stessa proposta, aveva anche lei rifiutato. Convocati insieme sono ancora una volta rimasti sulle loro posizioni.
ALGERIA: Persecuzione dei cristiani in Cabilia
Campagna di stampa diffamatoria contro i cristiani di Cabilia
27.04.2001 – (Portes Ouvertes) – Da diverse settimane, dei giornali islamisti attaccano i cristiani di Cabilia (est di Algeri). Molto abilmente, questi giornali fanno passare le comunità evangeliche per delle “sette la cui pericolosità è evidente”. Un pastore francese, ben noto per il suo ministerio in Algeria, è trattato da guru e capo di setta e il cui “sacerdozio” è sostenuto con narco-dollari. Altri articoli parlano “di evangelisti che imbrogliano i giovani” ed un articolo fa anche menzione di “non meno di 12 suicidi in due anni fra gli adepti”.
Turkmenistan: Shaguildy Atakov è stato trasferito in una prigione di alta sicurezza
06.04.2001 – (Portes Ouvertes) – Il 23 marzo, Shaguildy Atakov, in prigione da più di due anni a causa della sua fede, è stato trasferito nella prigione di alta sicurezza di Turkmenbashi (prima Krasnowdosk), a 800 km ad ovest del campo di Seydi dove era detenuto prima. Si tratta di un grave deterioramento della sua situazione, che era tuttavia migliorata in seguito a pressioni internazionali ritrasmesse da Portes Ouvertes. Il 1mo marzo, era stato trasferito in una sezione carceraria dell’ospedale di Mary per esservi curato.
Corea del Nord: I 5 principi della chiesa clandestina di fronte alla sofferenza
Secondo un’ex guardia carceraria, la consegna contro i prigionieri cristiani sarebbe di trattarli più duramente degli altri. Secondo il rapporto della Commissione sulle Libertà Religiose, sponsorizzato dall’Alleanza Evangelica Mondiale, questa ex guardia carceraria avrebbe testimoniato davanti al Congresso americano. Il rapporto menziona il caso di una donna che ricevette più volte calci e fu lasciata senza cure per giorni interi, per il solo motivo di essere stata vista mentre pregava per un bambino che era anch’egli stato percosso.
Laos: Un governo particolarmente ostile ai cristiani del paese
Più che mai, il Laos non è un paese facile per i cristiani. Il governo esercita una pressione particolarmente forte sui cristiani protestanti del paese, e questo da diversi anni.
Così, nel 1999, il regime (comunista) ha decretato che il cristianesimo era “nemico numero uno dello Stato” e il protestantesimo è visto nel Laos come “una religione straniera imperialista sostenuta dall’Occidente – soprattutto dagli Stati Uniti – per interessi politici”.