Indonesia: cristiani uccisi durante un culto

Susianty Tinulele, pastora evangelica, e un membro della sua comunità, Desrianti Tengkede, sono state uccise durante il culto nella chiesa presbiteriana di Palu, nella provincia indonesiana di Sulawesi, il 18 luglio scorso. Altri quattro credenti sono stati feriti dagli assalitori, estremisti musulmani, fuggiti in moto subito dopo la sparatoria. Da marzo di quest’anno, sette cristiani sono stati feriti e tre sono stati uccisi nella provincia di Sulawesi. I cristiani dell’area orientale dell’Indonesia temono il ripetersi dei drammatici scontri interreligiosi tra cristiani e musulmani che, nel 2001 e nel 2002, sono costati la vita a circa duemila persone.

Fonte: VE/Agenzie

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Indonesia: Il pastore Damanik seriamente malato in prigione

Verona (P.A.) – Dopo molte negoziazioni, il pastore Rinaldy Damanik ha finalmente ottenuto l’autorizzazione ad essere trasferito nell’ospedale di Giacarta per un trattamento medico urgente. Imprigionato con false accuse di possesso illegale di armi, il pastore Damanik soffre di seri problemi renali e, nell’ultimo mese, è già stato ricoverato diverse volte a Palu (Sulawesi, ex Celebes). I medici ritengono che abbia bisogno di un intervento chirurgico urgente, ma solo l’ospedale di Giakarta ha le attrezzature necessarie per quel tipo di operazioni.
Il 27 aprile, il comitato di sostegno di Dmanik, aveva depositato presso il Dipartimento della Giustizia e dei Diritti Umani, la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione di trasferire il prigioniero dalla sua cella a Giakarta. La documentazione è stata palleggiata fra diversi uffici amministrativi, perdendo molto tempo prezioso, ha dichiarato la signora Saroingsong, presidente del comitato di sostegno. Il 3 maggio il pastore Damanik è finalmente potuto partire per Giakarta, accompagnato da due guardie della prigione, due agenti di polizia, un medico, sua moglie e sua figlia. I medici temono che questo ritardo possa compromettere l’esito dell’operazione e la sua guarigione.

Fonte: Porte Aperte Italia – 7 maggio 2004

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Indonesia: Militanti islamici pretendono la chiusura delle chiese

Verona (P.A.) – Diverse chiese della regione di Banten sono state chiuse in seguito alle proteste degli abitanti dei vicini quartieri. Queste comunità tenevano i culti nei locali affittati in un centro commerciale nella città di Tangerang. Il 25 gennaio, 70 persone si sono assemblate davanti ad una chiesa, hanno interrotto il culto ed hanno ordinato di non incontrarsi più in quel luogo.
La stessa folla in seguito si è recata davanti ad un’altra chiesa per scrivere la parola “bermasalah” – che significa “problema” – sulla porta d’entrata. Queste due comunità hanno dovuto cessare le loro riunioni e le loro attività sociali. Lo stesso giorno, altre cinque chiese ed organizzazioni affiliate sono state obbligate a chiudere i loro battenti. Una riunione organizzata dal Forum Cristiano per la Comunicazione della regione di Banten non ha portato ad una intesa fra i cristiani e i responsabili locali di Rukun Warga, una associazione nella quale la maggioranza dei membri sono musulmani militanti che vogliono la chiusura delle chiese.
Da quando sono avvenuti questi incidenti i cristiani si incontrano nelle case.

Fonte: Porte Aperte Italia – 5 marzo 2004

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Indonesia: Nuovo attacco contro i cristiani

Verona (PA) – Un nuovo attacco contro un villaggio cristiano è stato sferrato la notte fra il 10 e l’11 ottobre scorso. Poco dopo la mezzanotte, un gruppo di militanti islamici al grido di “Allahu Akbar” hanno attaccato il villaggio Old Beteleme (Betlemme) provocando la morte di 2 cristiani, il ferimento di diversi altri e la distruzione di 38 case.
Una delle vittime, Welbrina Mbae, una insegnante di 55 anni, ha sentito bussare alla sua porta e quando ha aperto le hanno sparato. E’ morta pochi minuti dopo. La seconda vittima è Oster Tarioko (55 anni); è morto durante il trasporto all’ospedale. Ci sono anche diversi feriti, il più grave è Deki Lingkua, un ragazzo di 20 anni. Diverse persone sono fuggite nella giungla e sei di loro risultano ancora dispersi. Gli assalitori hanno anche bruciato 3 auto, 7 moto e 38 case ed una chiesa delle Assemblee di Dio.
A dicembre del 2001 furono avviati degli accordi di pace a Malino, ma da allora ci sono state molte violazioni, spesso ignorate dal governo. Quasi tutte le aggressioni provocate da motivazioni religiose, sono state condotte contro cristiani. Più del 99% delle vittime di queste violenze sono cristiani. Dal 1999 le vittime di questi scontri in Indonesia sono state 10.000, altri 700.000 hanno dovuto lasciare le loro proprietà e rifugiarsi in zone più sicure.
Mona Saroinsong, coordinatrice del Centro di Crisi della Chiesa Protestante a Manado (nord Sulawesi), lo scorso fine settimana ha inviato un accorato messaggio in cui affermava: “Finora neppure un aggressore è stato trovato o arrestato, nessuno sa chi sono. L’attacco ha seguito i soliti schemi. E’ avvenuto di notte ed erano bene organizzati. Operavano in piccoli gruppi, ognuno dei quali si occupava di compiti ed aree ben definite. Avevano il volto mascherato per non farsi riconoscere. Usavano armi automatiche che possono essere utilizzate legalmente solo dalle forze armate. Anche in questo caso il capo della polizia era occupato altrove. Inoltre attaccano sempre villaggi lontani da ogni fonte di aiuti. Vi chiediamo di pregare e di fare pressioni dall’estero sul governo indonesiano affinché metta fine a questi violenti attacchi”.
Mentre gli occhi del mondo occidentale sono puntati sull’attentato di Bali e sul processo, recentemente conclusosi con la condanna dell’autore, la signora Saroinsong chiede ai cristiani di tutto il mondo di essere consci che i fratelli di Sulawesi vengono minacciati, malmenati e uccisi, perché alcune persone ritengono che non ci sia posto per loro nella musulmana Indonesia.

Fonte: Porte Aperte Italia – 17 ottobre 2003

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Indonesia: Notizie di Rinaldi Damanik

Verona (PA) – Il pastore indonesiano Rinaldi Damanik, accusato di possesso illegale di armi, è ricorso in appello contro la condanna a 3 anni di reclusione inflittagli il 16 giugno. Degli amici l’hanno incontrato ed hanno deciso di sostenere il suo appello, convinti della sua innocenza.
Nella settimana successiva alla richiesta di appello, presso l’Alta Corte di Sulawesi Centrale, si sono manifestate forti opposizioni.
L’avvocato principale della difesa, Johnson Panjaitan, è stato avvertito che sarà interrogato riguardo alla dichiarazione che ha fatto dopo l’annuncio del verdetto. I nomi degli amici di Damanik sono stati pubblicati sui giornali locali, con la minaccia che saranno arrestati. Anche Damanik ha ricevuto minacce che i membri della sua famiglia e i suoi amici saranno rapiti, se non ritira il suo appello. Gli avvocati musulmani di Damanik, accusati di aver tradito la loro religione patrocinando il pastore, hanno replicato che è loro dovere difendere un innocente.
“La strada è ancora lunga, ma stiamo vedendo delle aperture”, ha dichiarato M. Saroinsong, un responsabile di una chiesa di Sulawesi che sostiene Damanik ed ha aggiunto: “Per favore continuate a pregare affinché la giustizia trionfi”.

Fonte: Porte Aperte Italia – 18 luglio 2003

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Il blog di Illuminato Butindaro
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