India: Gruppo di indù picchia due missionari

effetti-personali
Quello che rimane degli effetti personali di Jay e Rajesh. Foto: GFA

Gospel for Asia (GFA) riferisce che il 14 marzo degli estremisti indù hanno picchiato due missionari cristiani in una località non rivelata, nello stato dell’Himachal Pradesh. Un gruppo di circa 30 estremisti indù ha picchiato e preso a calci i missionari di Gospel for Asia Murari Jay e Atul Rajesh, lasciando Jay con gravi lesioni alla schiena e Rajesh con trauma cranico acuto. Sushant Sona, rappresentante di Gospel for Asia, ha riferito a Compass che oltre a picchiare i due cristiani, gli indù hanno preso d’assalto la loro casa ed hanno bruciato i loro effetti personali. Alle 18:30 circa gli estremisti hanno portato i due missionari alla stazione di polizia, e gli agenti li hanno presi in custodia presumibilmente come una misura di sicurezza. Sono stati rilasciati alle 23:30 circa. Gli aggressori hanno raggiunto un accordo con il quale hanno accettato di non attaccare di nuovo i due cristiani a condizione che loro accettino di ritirare le accuse.

Fonte: Compass Direct News (1 aprile 2009)

Post correlati:

Condividi

India: Luogo di culto bruciato, Pastore aggredito

india-andhra-karnatakaAlle 18.30 circa del 24 marzo il luogo di culto della Jesus Prayer House church nel villaggio di Kuruvakalva, Andhra Pradesh, è stato bruciato da militanti indù. Bibbie, innari e mobili, così come il tetto del luogo di culto sono stati distrutti.

Il 5 aprile, il pastore Yadal è stato aggredito nel villaggio di Vadarpalaya, Karnataka. Degli agenti di polizia lo hanno fermato mentre stava andando a predicare alla House of Salvation church. Un agente ha percosso il pastore e lo ha accusato di convertire con la forza gli indù. Dei militanti indù allora hanno chiamato sul posto due pastori locali e li hanno avvertiti di smettere di riunirsi per il culto. I militanti sono anche andati in altre due chiese nello stesso villaggio ed hanno avvertito i fedeli di non riunirsi per il culto.

Via | Persecution.net

Post correlati:

Condividi

India: gruppo di estremisti indù picchia un pastore

krupanamdamAndhra Pradesh, distretto di Medak – L’11 marzo verso le 18.00, circa 30 estremisti indù del gruppo Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) armati di bastoni hanno fermato per strada il pastore Ezra Krupanamdam mentre stava tornando da una riunione di preghiera e lo hanno picchiato. Il pastore è stato trovato disteso per terra in una pozza di sangue ed è stato portato in ospedale, dove i medici hanno riscontrato fratture al midollo spinale e alle costole. Quattro estremisti sono stati arrestati per l’aggressione al pastore Ezra.

Via | Compass

Post correlati:

Condividi

INDIA – Bihar, Uomo spara ad un pastore

india_biharLo scorso 8 marzo i fedeli della Prarthana Bhawan church, nel distretto di Rothas, stato di Bihar, sono stati attaccati da un uomo di 25 anni che ha lanciato una bomba nel luogo di culto dove erano riuniti e ha sparato al pastore Vinad Kumar il quale è rimasto ferito ed è stato ricoverato in ospedale ma non è in pericolo di vita.

L’aggressore, Rajesh Kumar Singh, è stato bloccato dai membri della comunità ed è stato in seguito consegnato alla polizia. Secondo quanto riferito alle autorità, Singh aveva intenzione di uccidere il pastore Kumar per fermare le conversioni al cristianesimo nella zona ed aveva pianificato di suicidarsi dopo l’attacco alla chiesa.

Il pastore Kumar aveva ricevuto una lettera minatoria da militanti indù nella quale gli chiedevano di non predicare più nella zona.

Via | Persecution.net

Post correlati:

Condividi

India: in Karnataka si pianifica una legge anti-conversione

india_karnataka1Esponenti del governo indiano in sedi internazionali hanno espresso un senso di vergogna e disapprovazione per quanto è successo (e succede) in Orissa e in altre zone, dove i cristiani vengono perseguitati dagli estremisti indù, con feroci attacchi di cui vi abbiamo più volte raccontato. Ma la situazione è intricata, notizie contrastanti ci giungono da quelle zone, alcune più preoccupanti di altre. Il governo nazionalista indù di Karnataka, area dove si è registrato il secondo più alto picco di violenze contro i cristiani l’anno scorso, sta pianificando di introdurre una legge “anti-conversione” dello stesso tipo di quella che in altri stati indiani ha fomentato gli attacchi contro i cristiani stessi.

Questo tipo di leggi sono varate per evitare le “conversioni forzate e/o fraudolente”, ma vengono regolarmente mal interpretate (in primis dagli integralisti indù), portando a ritenere fuori legge tutte le conversioni in generale. Ciò di fatto rende illegale l’evangelizzazione di ogni tipo ed in più offre pretesti e giustificazioni agli estremisti che denunciano, attaccano, violentano e uccidono i cristiani accusandoli di violare proprio queste leggi: come si diceva, è palesemente un pretesto per perpetrare violenze, ma proprio per questo tali leggi preoccupano molto la comunità cristiana indiana e internazionale.

La costituzione indiana sancisce la libertà di religione, eppure il Ministro della Legge, Giustizia e Diritti Umani dello stato di Karnataka, S. Suresh Kumar, il 22 febbraio scorso ha dichiarato in una pubblicazione estremista indù che il partito di governo Bharatiya Janata “ha elaborato una legge anti-conversione, per evitare che induisti innocenti si convertano ad altre religioni”. Gli attivisti per i diritti umani fanno sapere che tali leggi favoriscono violenze e, soprattutto, arresti e incarceramenti illegittimi, creando immani tensioni sociali. Il dott. Sajan K. George, presidente nazionale del Consiglio Globale dei Cristiani dello stato di Karnataka, si è detto angosciato dalla prospettiva dell’introduzione di una legge di quel tipo, perché cosciente delle disastrose conseguenze che ne deriveranno. Il governo, secondo Sajan K. George, è “fiacco”, estremamente morbido nei confronti degli integralisti indù e delle violenze da essi perpetrate e il motivo, a detta degli osservatori internazionali, sembrano essere le prossime elezioni, che spingerebbero i governanti a non esporsi con interventi di aiuto alle minoranze (leggasi cristiani) che potrebbero far perdere consensi (leggasi voti).

Sajan K. George conclude la sua dichiarazione, dicendo che negli oltre 2000 anni in cui il Cristianesimo esiste in India, non si era mai verificata una tale e violenta persecuzione ai danni dei cristiani in questo grande paese. […]

Tratto da: Porte Aperte Italia

Condividi

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.