Cina: espulsi 10 missionari evangelici

Pechino – Oltre una decina di esponenti stranieri della Chiesa Evangelica sono stati arrestati in Cina alla fine del mese scorso, e subito espulsi, per aver preso parte a una riunione religiosa non autorizzata a Harbin, nella provincia settentrionale cinese di Heilongjang. Lo ha denunciato ChinaAid, un’organizzazione umanitaria con sede negli Stati Uniti che si batte per la libertà di culto nella Repubblica Popolare. Otto dei missionari finiti nelle mani dei servizi di sicurezza cinesi sono americani,

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Cina: Altri tre pastori arrestati

Verona (PA) – Domenica 13 luglio la polizia ha fatto irruzione in una comunità familiare a Xiaoshan alle quattro del mattino, mentre i credenti già tenevano il loro culto di adorazione. Sono stati arrestati tre leader: She Shaocheng (di 80 anni) che aveva aiutato a fondare la chiesa più di 25 anni fa, Xu Weimin e Gao Chongdao. Non è stato rivelato dove sono stati condotti e neppure i familiari sono autorizzati a visitarli.
Una settimana prima circa 300 poliziotti avevano interrotto il culto domenicale e distrutto il locale nel villaggio di Hengpeng ed ora i credenti continuano ad incontrarsi nelle case. Ambedue le comunità appartengono alla denominazione “Piccolo gregge” molto conosciuta per il suo fondatore Watchman Nee, che ha scritto libri pubblicati in tutto il mondo.
La chiesa di Xiaoshan è stata distrutta dalle autorità tre volte negli ultimi 25 anni, ma è stata sempre ricostruita dai credenti, anche quando non avevano i permessi governativi. A causa della SARS il governo aveva anche ordinato la cessazione dei culti, ma i fratelli hanno continuato ad incontrarsi ugualmente.
Il locale Ufficio degli Affari Religiosi ha ripetutamente cercato di convincere la chiesa ad aderire al Movimento Patriottico delle Tre Autonomie (l’unica denominazione ufficialmente riconosciuta). La chiesa però ha sempre rifiutato ogni tipo di controllo da parte del governo.

Fonte: Porte Aperte Italia – 31 luglio 2003

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Cina: Dirigente cristiano in fin di vita

Verona (PA) – Il pastore Gong Shengliang, uno dei responsabili del movimento delle comunità familiari nel sud della Cina, è sul punto di morire in prigione. La famiglia di Gong ha appreso, da un testimone all’interno della prigione, che il pastore era stato duramente picchiato dalla polizia ed era in gravi condizioni. Ha trascorso qualche giorno in coma e da due settimane non riesce ad alzarsi dal letto.
Arrestato il agosto del 2001, Gong con altri 16 membri della chiesa sono stati condannati a morte, per aver “guidato una setta illegale”. Ma le proteste internazionali hanno spinto le autorità a rivedere il processo in ottobre del 2002. La polizia ha costruito delle accuse di violenza carnale ed ha condannato Gong all’ergastolo. Le giovani donne interrogate dalla polizia, in seguito, hanno dichiarato che erano state torturate per costringerle a firmare le accuse di violenza da parte del pastore. Altri sessantatre membri della stessa denominazione sono in prigione.
Gli arresti di massa, fra le comunità familiari in Cina, si sono moltiplicati in questi ultimi mesi. Domenica 11 maggio, la sicurezza ha fatto irruzione durante un culto familiare, nella provincia di Liaoning (nord est). Circa 40 credenti sono stati arrestati e minacciati, poi sono stati schedati e liberati lo stesso giorno, con l’interdizione a partecipare nuovamente ad incontri non autorizzati. Ad aprile, 120 dirigenti della chiesa locale erano stati arrestati e accusati di essere membri di una “setta nefasta”.

Fonte: Porte Aperte Italia – 20 giugno 2003

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