(Nota dell’editor: il seguente testo è riportato integralmente. La formattazione in paragrafi, grassetto e corsivo è stata aggiunta esclusivamente per migliorare la leggibilità e non è presente nel post originale.)
Nel libro dell’Apocalisse è scritto:
“Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante l’evangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo; e diceva con gran voce: Temete Iddio e dategli gloria, poiché l’ora del suo giudizio è venuta; e adorate Colui che ha fatto il cielo e la terra e il mare e le fonti delle acque. Poi un altro, un secondo angelo, seguì dicendo: Caduta, caduta è Babilonia la grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni del vino dell’ira della sua fornicazione. E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch’egli del vino dell’ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell’Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome. Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono”
(Apocalisse 14:6-13).
Quindi noi sappiamo che viene il giorno in cui un angelo di Dio dal cielo annunzierà l’Evangelo eterno a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo. Vediamo dunque di spiegare alcune cose in merito a questo annuncio.
Innanzi tutto bisogna tenere presente che gli angeli di Dio sono ai Suoi ordini ed eseguono i suoi ordini (cfr. Salmo 103:20), e quindi se questo angelo porterà l’evangelo eterno per annunziarlo “a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo”, ciò significa che egli eseguirà un ordine specifico di Dio.
In secondo luogo bisogna considerare il messaggio che questo angelo porterà e annuncerà a tutti coloro che abitano sulla faccia della terra: questo messaggio infatti sarà “l’Evangelo eterno [greco: euangelion aiōnion]”. E’ dunque lo stesso Evangelo (ossia la stessa Buona Novella, perché il termine greco «euangelion» significa «buona notizia») che l’apostolo Paolo ricevette per rivelazione di Gesù Cristo e che annunciava sia ai Giudei che ai Greci, e che lui ricorda ai santi di Corinto quando dice loro:
“Fratelli, io vi rammento l’Evangelo [greco: euaggelion] che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto; perché io sono il minimo degli apostoli; e non son degno d’esser chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana; anzi, ho faticato più di loro tutti; non già io, però, ma la grazia di Dio che è con me. Sia dunque io o siano loro, così noi predichiamo, e così voi avete creduto”
(1 Corinzi 15:1-11).
E’ definito “eterno” perché è scritto: “La parola del Signore permane in eterno. E questa è la Parola della Buona Novella che vi è stata annunziata” (1 Pietro 1:25). L’Evangelo che annuncerà quindi non sarà un altro vangelo, perché altrimenti dovremmo dichiarare quell’angelo anatema, secondo che dice l’apostolo Paolo ai Galati: “Ma quand’anche noi, QUAND’ANCHE UN ANGELO DAL CIELO vi annunziasse un vangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato, sia egli anatema” (Galati 1:8).
In terzo luogo consideriamo chi sono i destinatari di questo annuncio: “a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo”. Per cui tra di essi non ci sono né “quelli che abitano nel cielo” (Apocalisse 13:6), e neppure quelli che sono discesi “nel soggiorno de’ morti” (Ezechiele 31:17).
Per cui dato che sulla terra ci saranno ancora i santi dell’Altissimo, anche essi ascolteranno l’annuncio dell’Evangelo nel quale credono e mediante il quale sono salvati. Per essi quindi quell’annuncio sarà un incoraggiamento e una grande consolazione anche perché in quel periodo sulla terra ci saranno la bestia e il falso profeta,
infatti il terzo angelo che tenne dietro al primo e al secondo, dirà a gran voce:
“Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch’egli del vino dell’ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell’Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome”.
Per cui quell’annuncio avverrà mentre la bestia che sale dalla terra (il falso profeta) “seduceva quelli che abitavano sulla terra coi segni che le era dato di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare un’immagine della bestia che avea ricevuta la ferita della spada ed era tornata in vita. E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, onde l’immagine della bestia parlasse e facesse sì che tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia fossero uccisi. E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome” (Apocalisse 13:14-17).
Per i santi dunque, che in quel periodo saranno perseguitati a morte dalla bestia che sale dal mare, secondo che è scritto: “E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli” (Apocalisse 13:7), sarà di grande consolazione quell’annuncio di quell’angelo di Dio in mezzo alle loro afflizioni, e un potente incoraggiamento a perseverare nella fede fino alla fine per ottenere la corona della vita, secondo che dice Gesù: “Sii fedele fino alla morte, e io ti darò la corona della vita” (Apocalisse 2:10).
Ma c’è dell’altro da dire in merito a questo annuncio: e cioè che neppure quando sarà un angelo di Dio ad annunciare agli abitanti della terra l’Evangelo crederanno tutti gli uomini per essere salvati, perché noi sappiamo che coloro i cui nomi non sono scritti nel libro della vita adoreranno la bestia, secondo che è scritto: “E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno” (Apocalisse 13:8).
Essi non potranno credere (e tra costoro ci sono sicuramente anche la bestia e il falso profeta, che sono dei vasi d’ira preparati per la perdizione) neppure dopo avere sentito un angelo di Dio annunciare dal cielo l’Evangelo. Costoro non si ravvederanno neppure quando i sette angeli di Dio verseranno sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio, secondo che è scritto:
“bestemmiarono il nome di Dio che ha la potestà su queste piaghe, e non si ravvidero per dargli gloria”
(Apocalisse 16:9).
La qual cosa conferma che possono credere soltanto coloro che sono ordinati a vita eterna, i cui nomi sono scritti nel libro della vita.
Ma dobbiamo aggiungere pure questo in merito a quell’annuncio: che la predicazione dell’Evangelo fatta da questo angelo di Dio non potrà impedire l’apostasia, che assieme alla manifestazione dell’uomo del peccato (la bestia che sale dal mare, ossia l’anticristo), deve verificarsi prima della venuta del Signore e del nostro adunamento con Lui (cfr. 2 Tessalonicesi 2:1-4). Quelli che devono apostatare apostateranno dalla fede, e quelli che avranno apostatato andranno in perdizione. Sarà impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, perché hanno commesso il peccato che mena a morte (cfr. Ebrei 6:6).
Infine voglio farvi notare che quando questo angelo di Dio annuncerà l’Evangelo eterno, sulla terra ci saranno anche il diavolo e i suoi angeli, e questo perché poco prima è scritto nell’Apocalisse: “E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi” (Apocalisse 12:7-9).
In quarto luogo dobbiamo considerare che alla luce di queste parole di Gesù: “E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24:14), l’annuncio dell’Evangelo fatto in quel momento storico da questo angelo di Dio “a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo” attesterà in maniera inequivocabile che la fine è imminente. Questo annuncio dell’Evangelo eterno ha dunque una grande importanza nel piano che Dio ha formato in se stesso.
In quinto luogo dobbiamo considerare che con questa predicazione del Vangelo fatta da questo angelo, entrerà “la pienezza dei Gentili” (Romani 11:25), ossia si completerà il numero dei Gentili che devono credere nel Vangelo, perché tutti quei Gentili ordinati a vita eterna che ancora non avranno udito l’Evangelo, lo udiranno proprio dalla bocca di quell’angelo di Dio e quindi crederanno.
L’annuncio dell’Evangelo fatto da questo angelo prima della venuta del Signore e del nostro adunamento con Lui conferma dunque quanto sia importante la predicazione dell’Evangelo agli occhi di Dio e non può che essere un incoraggiamento per noi a ritenere l’Evangelo così come è scritto e a continuare a diffonderlo nel mondo.
“La grazia sia con tutti quelli che amano il Signor nostro Gesù Cristo con purità incorrotta” (Efesini 6:24).
Giacinto Butindaro
Tratto da: giacinto.butindaro
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