La Chiesa deve dire «NO» al pizzo

‘Il pizzo, nel gergo della criminalità mafiosa italiana, è una forma di estorsione praticata da cosa nostra che consiste nel pretendere il versamento di una percentuale o di una parte dell’incasso, dei guadagni o di una quota fissa dei proventi, da parte di esercenti di attività commerciali ed imprenditoriali, in cambio di una supposta “protezione” (termine generale identificativo di tale tipo di estorsione) dell’attività. Il termine viene utilizzato correntemente nel gergo di cosa nostra. In modo generico, il concetto viene identificato però con il termine più generico di protezione’ (Wikipedia).

Se dunque vieni a sapere che la Chiesa o la denominazione di cui fate parte paga o decide di pagare il pizzo ad una organizzazione criminale – pagamento che ovviamente viene fatto con i soldi delle offerte che si raccolgono – in cambio della cosiddetta ‘protezione’ dei boss – devi alzare forte la tua voce contro questo comportamento malvagio agli occhi di Dio esortando al ravvedimento i conduttori che hanno deciso di pagare il pizzo. Non avere paura di farlo. Sarai vituperato, calunniato e perseguitato da essi, e poi cacciato, ma non temerli; TEMI DIO.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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