Argentina: ergastolo cappellano regime, sentenza storica

BUENOS AIRES – Ergastolo nell’ambito di un “genocidio”: è stata una sentenza storica quella inflitta ieri sera contro Christian Von Wernich, cappellano della polizia di Buenos Aires ai tempi dell’ultima dittatura (1973-83), al termine di un processo in cui il sacerdote è stato accusato di aver partecipato agli interrogatori dei desaparecidos, oltre che di sequestri, torture e sei omicidi.

Il verdetto del tribunale federale di La Plata, letto dal giudice Carlos Rozansky alla presenza dell’imputato, è stato di ergastolo nell’ambito di un “genocidio”, fatto dal punto di vista giuridico particolarmente rilevante nella revisione di quanto è successo negli anni del regime militare.

Una sentenza subito unanimemente definita “storica”, che infatti è stata ricevuta con emozione, e con manifestazioni di giubilo, da parte dei familiari delle vittime, le madri di plaza de Mayo ed i militanti degli organismi dei diritti umani presenti nel tribunale.

Il procedimento giudiziario contro Von Wernich, 69 anni, ha fatto riemergere nel paese la memoria della ‘guerra sporca’, ed é stato per settimane al centro dell’attenzione dei media. Non tutti i giorni si vede un rappresentante della chiesa cattolica seduto nel banco degli imputati per aver commesso crimini contro l’umanità, e successivamente condannato quale complice dell’ apparato repressivo dei militari.

La lista delle accuse contro Von Wernich è molto lunga: sei omicidi, 31 casi di tortura e 42 sequestri. L’ex cappellano della polizia ‘bonaerense’ ha assistito alle udienze, durante le quali sono stati ascoltati una cinquantina di testimonianze, mantenendo lo stesso atteggiamento avuto anche oggi: quasi immobile, sotto lo sguardo attento di quattro guardie, protetto da un giubbotto antiproiettili e da un vetro blindato.

Poco prima della chiusura del processo, il religioso ha preso la parola, mettendo in dubbio alcune testimonianze “false”, che ha definito “impregnate di malizia”.

Per conoscere la verità è necessario “farlo con la pace”, ha detto Von Wernich, che nel suo breve intervento ha ricordato alcune citazioni bibliche: “testimone falso è il demonio, perché vive nella menzogna”, ha per esempio osservato, mentre fuori dal tribunale numerose persone attendevano la il verdetto del tribunale.

Le sue dichiarazioni hanno però avuto scarso eco, visto che poco dopo i giudici lo hanno riconosciuto colpevole, condannandolo all’ergastolo.

Fonte: SwissInfo – 10 ottobre 2007 – 07.11/SDA-ATS

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