Algeria: Chiusi 13 luoghi di culto

Tredici templi e luoghi di preghiera, situati per la maggior parte in Cabilia, sono stati chiusi dalle autorità algerine, ha annunciato il pastore Mustapha Krim, presidente della Chiesa Protestante d’Algeria. “Tredici templi, di cui 11 a Tizi Ouzou, uno a Béjaïa ed uno a Bouira (est di Algeri) sono stati chiusi su ingiunzione delle autorità locali”, ha dichiarato il pastore.
I responsabili di questi luoghi di culto avevano ricevuto prima delle notifiche dai sottoprefetti della regione che chiedevano loro di sospendere le attività in attesa di ricevere un “certificato di conformità” per l’esercizio del culto.
“Nessun motivo è stato dato a questi responsabili a sostegno di questa decisione”, ha indicato il pastore Krim, che ha annunciato di aver fatto ricorso presso il prefetto di Tizi Ouzou.

Fonte: Le Figaro/AFP

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Algeria: Ad otto cristiani è stato vietato di entrare a Tizi-Ouzou

Il presidente della Chiesa Protestante definisce questo atto una provocazione

L’altro ieri i servizi di sicurezza hanno impedito ad otto cristiani stranieri di entrare a Tizi-Ouzou per partecipare ad un forum di cristiani. Non appena sono arrivati nel comune di Tadmait, questi ultimi sono stati rimandati ad Algeri. Il presidente dell’Associazione della Chiesa Protestante, il sig. Karim Mustapha ha definito questo atto una “provocazione”.

Egli ha denunciato il tentativo dei servizi di sicurezza di chiudere le chiese ed ha definito ciò una “provocazione dei poteri pubblici”. Egli ha spiegato, ieri, in una dichiarazione ad El Khabar, che i cristiani sono pronti a ricorrere alla giustizia se questo sarà necessario.

Per altro, il sig. Karim Mustapha ha smentito che i servizi di sicurezza abbiano, fino a ieri, chiuso qualsiasi chiesa. Egli ha tuttavia indicato che gli stessi servizi hanno effettivamente “dato l’ordine a tutte le chiese di rispettare la legge”. Tutte le chiese continuano le loro attività in modo abituale, ha egli aggiunto.

Da notare che le otto persone a cui i servizi di sicurezza hanno vietato l’accesso a Tizi-Ouzou stavano per partecipare ad un convegno che raduna cristiani. Quest’ultimo era programmato dal 20 al 22 del corrente mese in una chiesa a Tizi-Ouzou. Questi cristiani sono stati trattenuti per diverse ore presso uno sbarramento, all’entrata Ovest della città di Tizi-Ouzou, prima che fossero costretti a tornare ad Algeri.

Fonte: El Khabar, 19-03-2008

Via | Collectif Algérie

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Algeria: polizia impedisce a gruppo di cristiani di riunirsi a Tizi Ouzou

Algeri, 19 mar. – (Aki) – La polizia algerina ha impedito lo svolgimento di un incontro riservato tra fedeli algerini cristiani e pastori protestanti stranieri previsto lunedì scorso a Tizi Ouzou, in Cabilia. Secondo quanto rende noto il giornale locale ‘Ech-Chorouk’, la sicurezza ha vietato al gruppo di cristiani di tenere un incontro convocato dai pastori di una delle due chiese cristiane chiuse la scorsa settimana dalle autorità nella cittadina berbera algerina perché sprovviste dei regolari permessi del governo. La polizia ha inoltre minacciato i pastori attivi nella zona di ricorrere all’arresto o alla magistratura nel caso in cui decidessero di proseguire le loro attività missionarie nella zona o all’interno della loro chiesa. Nonostante questo, i membri di questa piccola comunità cristiana hanno deciso di riunirsi ugualmente spostandosi nella zona di Azazqa. Da mesi e’ in corso un braccio di ferro tra le autorità algerine ed alcuni gruppi di attivisti cristiani delle chiese protestanti a causa del forte numero di conversioni al cristianesimo registrato tra la popolazione della Cabilia.

Fonte: Adnkronos

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ALGERIA: Persecuzione dei cristiani in Cabilia

Campagna di stampa diffamatoria contro i cristiani di Cabilia

27.04.2001 – (Portes Ouvertes) – Da diverse settimane, dei giornali islamisti attaccano i cristiani di Cabilia (est di Algeri). Molto abilmente, questi giornali fanno passare le comunità evangeliche per delle “sette la cui pericolosità è evidente”. Un pastore francese, ben noto per il suo ministerio in Algeria, è trattato da guru e capo di setta e il cui “sacerdozio” è sostenuto con narco-dollari. Altri articoli parlano “di evangelisti che imbrogliano i giovani” ed un articolo fa anche menzione di “non meno di 12 suicidi in due anni fra gli adepti”.

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