Lo Yemen mantiene la settima posizione, ma il suo punteggio è aumentato. Lo scorso giugno 9 cristiani impegnati in un’attività umanitaria sono stati rapiti da una banda di uomini armati. Dopo pochi giorni sono stati trovati i corpi di 3 di loro, orribilmente mutilati. Il destino degli altri 6 operatori umanitari è a tutt’oggi sconosciuto.
Durante quest’anno sono aumentate le confische di materiale cristiano. La Costituzione yemenita garantisce la libertà religiosa, ma allo stesso tempo dichiara che l’islam è la religione di stato e che la sharia è fonte legislativa. Il governo yemenita permette agli operatori stranieri una minima libertà religiosa, ma gli yemeniti non hanno il diritto e la libertà di convertirsi al Cristianesimo (o altre religioni). Un ex-musulmano convertito al Cristianesimo può andare incontro alla pena di morte, se la sua nuova fede viene scoperta. Dunque coloro che cercano di lasciare l’islam incappano nella dura opposizione delle autorità e dei gruppi estremisti, i quali minacciano di morte gli “apostati” se non ritornano all’islam. Naturalmente il proselitismo tra i musulmani è proibito.
Fonte: Porte Aperte Italia
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