La Scrittura attesta chiaramente che la Divinità è composta da tre Persone, ossia il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo

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Nella Scrittura non è menzionato il termine Trinità;[1] ma non si può dire che in essa non vi sia menzionato il concetto della Trinità perché le seguenti Scritture attestano che il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono tre persone[2] divine distinte (che esistono da sempre ed esisteranno per sempre), e che nello stesso tempo sono un solo Dio.[3]

– “Allora Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per esser da lui battezzato. Ma questi vi si opponeva dicendo: Son io che ho bisogno d’esser battezzato da te, e tu vieni a me? Ma Gesù gli rispose: Lascia fare per ora; poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia. Allora Giovanni lo lasciò fare. E Gesù, tosto che fu battezzato, salì fuor dell’acqua; ed ecco i cieli s’apersero, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venir sopra lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: Questo é il mio diletto Figliuolo nel quale mi son com­piaciuto”.[4]

In questo evento che si verificò al Giordano vediamo il Padre che parlò dal cielo, il Figliuolo che era sulla terra che fu battez­zato da Giovanni, e lo Spirito Santo che discese su lui in forma corporea a guisa di colomba.

– Gesù disse ai suoi discepoli: “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti. E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità…”.[5]

Gesù, mentre era ancora sulla terra con i suoi discepoli, era il Consolatore che Dio aveva mandato per consolare quelli che face­vano cordoglio, ma siccome Egli doveva tornare al Padre che lo aveva mandato, pregò il Padre di dare ai suoi discepoli un altro Consolatore, appunto lo Spirito Santo il quale sarebbe rimasto con loro per sempre. Il Padre quindi, supplicato dal suo Figliuo­lo, ha mandato lo Spirito della verità per supplire alle neces­sità che si vennero a creare con la dipartenza del suo Figliuolo. Il concetto della trinità è evidente nelle parole di Gesù.

– Gesù, prima di essere assunto in cielo, disse ai suoi discepo­li: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo….”.[6]

Il battesimo in acqua, che ricordiamo non purifica dai peccati perché è la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio, deve essere ministrato nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Il Signore non avrebbe mai comandato una simile cosa se Lui, il Padre e lo Spirito Santo non fossero stati uno.

– Paolo dice ai Romani: “E se lo Spirito di colui che ha risusci­tato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi”.[7]

In queste parole troviamo Dio Padre che ha risuscitato Gesù; il Figliuolo che é stato da lui risuscitato; e lo Spirito Santo che Egli ha mandato nei nostri cuori. Anche qui il concetto della trinità é espresso in maniera chiara.

– Paolo, al termine di una delle sue epistole ai Corinzi, scris­se: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”.[8]

Anche qui le tre persone sono nominate distintamente, ma benché ciò sono una stessa cosa.

– Paolo agli Efesini dice: “V’è… un unico Spirito…V’è un solo Signore… un Dio unico e Padre di tutti, che é sopra tutti, fra tutti ed in tutti”.[9]

Anche da queste parole comprendiamo come le tre persone divine di cui é composta la Divinità, sono distinte tra loro ma unite tra loro in perfetta unità.

– Paolo disse ai Corinzi: “Or vi é diversità di doni, ma v’è un medesimo Spirito. E vi é diversità di ministerî, ma non v’è che un medesimo Signore. E vi é varietà di operazioni, ma non v’è che un medesimo Iddio, il quale opera tutte le cose in tutti”.[10]

Notate come Paolo menziona prima lo Spirito, poi il Signore Gesù Cristo e poi Dio. Anche queste sue parole fanno capire come queste tre persone divine, benché distinte l’una dall’altra, sono uno stesso Dio.

– La Scrittura condanna le tre bestemmie indirizzate a tutte e tre le persone della Divinità. Chi bestemmia il nome di Dio si rende colpevole di un peccato perché é scritto: “Non bestemmierai contro Dio”;[11] anche chi bestemmia contro il Figliuol dell’uomo e contro lo Spirito Santo si rende colpevole di un peccato. Ma il fatto é che mentre coloro che bestemmiano contro Dio e contro il Figliuol dell’uomo possono essere perdonati, chi bestemmia contro lo Spirito Santo non può ottenere la remissione del suo peccato, perché Gesù disse: “Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remis­sione in eterno, ma é reo d’un peccato eterno”.[12] Queste parole del Signore ci fanno capire come lo Spirito Santo sia una persona divina distinta dal Figliuolo di Dio e dal Padre; per questo noi quando parliamo del Figliuolo non parliamo dello Spirito Santo e viceversa; e perché quando parliamo del Padre non parliamo né del Figliuolo e né dello Spirito Santo, appunto perché i tre sono differenti. Per farvi capire questo concetto vi parlo in questa maniera: noi non possiamo dire che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo é morto sulla croce per i nostri peccati, perché questo non corrisponde al vero, infatti la Scrittura dice che Cristo, il Figlio di Dio, morì sulla croce, e non il Padre. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo sia morto per i nostri peccati perché anche questo non é vero. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo battezza con lo Spirito Santo perché la Scrittura attesta che é Cristo che battezza con lo Spirito Santo e con il fuoco. Però, benché dobbiamo nominare separatamente il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, e le loro caratteristiche, pure sappiamo che i tre sono una stessa cosa. Fratelli, ci troviamo davanti ad un mistero, per questo le nostre parole non riescono a spiegarlo.[13]

Ed a proposito di misteri, a riguardo della Trinità che non è comprensibile alla mente umana, la rivista Torre di Guardia afferma: ‘Non c’è qualcosa di strano in un concetto di Dio che risulta inspiegabile? Dio può essere onorato da un con­cetto che ‘nessuno capisce’? I veri cristiani devono conoscere l’Iddio che adorano. Non c’è spazio per i misteri!’.[14] Vani ragiona­menti che mostrano come i Testimoni di Geova rifiutano di accet­tare tutto ciò che secondo loro non è ragionevole per la mente umana. Ma essi dimenticano che Tsofar di Naama disse: “Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? arrivare a conoscere appieno l’Onnipotente? Si tratta di cose più alte del cielo… e tu che faresti? di cose più profonde del soggiorno de’ morti… come le conosceresti?”;[15] parole queste che si possono benissimo applicare anche al concetto di Dio trino. Non si può dunque affermare che non c’è spazio per i misteri; perché lo spazio dedicato ai miste­ri attorno a Dio, alla sua natura e al suo modo di agire c’è ed è vasto. Ma quantunque ci siano dei misteri divini a noi non rive­lati pure noi siamo pienamente consci di avere conosciuto Dio perché Giovanni dice: “Figliuoletti, v’ho scritto perché avete conosciuto il Padre”;[16] ed anche: “Chiunque ama è nato da Dio e conosce Iddio”.[17] E’ evidente però che questo non significa che per noi tutto è chiaro e non rimangano più dei misteri che riguardano Dio perché è altresì scrit­to: “Noi conosciamo in parte”[18] ed anche che “ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro”.[19] Ma viene il giorno in cui conosceremo appieno come anche siamo stati appieno conosciuti.

A Dio sia la gloria in eterno. Amen.

 


[1] Il termine Trinità deriva dal latino Trinitas che significa ‘la riunione di tre’, una parola coniata da Tertulliano di Cartagine alla fine del secondo secolo.

[2] A riguardo del termine persona che usiamo sia per Dio Padre, che per il Figliuolo che per lo Spirito Santo è necessario che si sappia che la parola latina persona significa ‘maschera’ o ‘personaggio di rappresentazione’. Ma evidentemente noi quando la usiamo in relazione al Padre, al Figliuolo e allo Spirito Santo non la usiamo con quel senso originale, perché in questo caso definiremmo le tre Persone della Divinità delle maschere di un personaggio teatrale, in altre parole è come se dicessimo che Dio è come un attore di uno spettacolo che è apparso sulla scena del mondo in tre differenti costumi o ruoli, il che noi sappiamo non è affatto vero. L’uso della parola persona ha il solo scopo di spiegare che sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo sono tre Esseri distinti con una personalità propria. Nel caso specifico dello Spirito Santo a cui i Testimoni di Geova negano la personalità, la parola persona rende meglio il concetto che Egli non è qualcosa ma qualcuno.

[3] A queste Scritture che seguono vanno aggiunte – per avere un quadro il più completo possibile sulla Trinità – le Scritture da me citate più avanti a dimostrazione che Gesù è Dio, e che lo Spirito Santo è Dio e non una forza. Questo intero capitolo infatti è praticamente quasi tutto dedicato alla dimostrazione che la Trinità è una dottrina perfettamente scritturale.

[4] Matt. 3:13-17

[5] Giov. 14:16-17

[6] Matt. 28:19

[7] Rom. 8:11

[8] 2 Cor. 13:13

[9] Ef. 4:4,5,6

[10] 1 Cor. 12:4-6

[11] Es. 22:28

[12] Mar. 3:28-29

[13] Per quanto riguarda il passo di Giovanni: “Poiché tre son quelli che rendon testimo­nianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono una stessa cosa”, (1 Giov. 5:7) nella versione Riveduta fatta da Luzzi non viene inserito nel testo; Diodati invece lo aveva inserito nel testo. I Testimoni di Geova riguardo ad esso affermano che probabilmente esso è spurio. In effetti è stato riconosciuto anche da molti studiosi biblici evangelici che queste parole mancano nei più antichi manoscritti. Noi diciamo che anche se quelle parole fossero spurie le cose non cambiano minimamente: la dottrina della Trinità rimane ampiamente confermata dalla sacra Scrittura.

[14] La Torre di Guardia, 1 luglio 1984, pag. 7

[15] Giob. 11:7-8

[16] 1 Giov. 2:14

[17] 1 Giov. 4:7

[18] 1 Cor. 13:9

[19] 1 Cor. 13:12