Nigeria: Ancora rivolte contro i cristiani

Verona (P.A.) – Il 3 aprile una folla di musulmani fanatici ha bruciato dieci chiese a Makarfi, una città nello stato di Kaduna, nel nord della Nigeria. Negli scontri un imprecisato numero di cristiani è stato ucciso.
Tutto è iniziato quando un adolescente, mentalmente ritardato, è entrato in una scuola islamica ed ha strappato di mano ad un musulmano il corano. Per questo è stato selvaggiamente picchiato ed ora si trova in coma. Sua madre ha cercato di salvarlo ma poi è arrivata la polizia che li ha portati entrambi in caserma. Successivamente la folla ha dato fuoco alla stazione di polizia e poi alle dieci chiese. Le violenze hanno provocato anche la fuga di centinaia di cristiani dalla città.
Un corrispondente dell’agenzia “Compass” afferma di aver visto camion carichi di cristiani morti, pronti per essere portati via dalla polizia che li ha seppelliti fuori dalla città. Alla conferenza stampa del 5 aprile, i leader della “Christian Association of Nigeria” (CAN) hanno confermato le uccisioni di Makarfi e la distruzione delle 10 chiese. Il vicepresidente del CAN ha dichiarato: “La nostra conclusione è che i leader musulmani stanno usando deliberatamente dei fanatici in attacchi periodici contro i cristiani nel nome di Allah, col solo scopo di intimidire, terrorizzare e forzare i cristiani ad abbandonare la loro fede”.

Fonte: Porte Aperte Italia – 16 aprile 2004

Condividi

Laos: I cristiani del sud del Paese chiedono aiuto

Verona (P.A.) – I cristiani della provincia di Attopeu, nel sud del Laos, stanno affrontando da molte settimane una persecuzione crescente. In seguito a pressioni di organizzazioni internazionali, queste persecuzioni non sono più attive a livello regionale, ma purtroppo sussistono nei villaggi.
Christian Solidarity Worldwide ha già ricevuto, tramite corrieri, appelli dai cristiani perseguitati. “Rischiamo tutti di perdere le nostre case ed i mezzi di sussistenza”. Il 19 febbraio scorso, le autorità di un villaggio hanno minacciato dei cristiani di morte, potranno evitarla solo se abiureranno la loro fede o lasceranno il villaggio. Alcuni fra loro hanno dovuto pagare una multa di 150.000 kip ai capi locali, l’equivalente di tre settimane del loro salario. La maggior parte degli abitanti di questi villaggi dispone a malapena di che mantenere la propria famiglia. Pochissimi, quindi, hanno i mezzi per pagare simili ammende.

Fonte: Porte Aperte Italia – 2 aprile 2004

Condividi

Bolivia: Una chiesa distrutta sulle Ande boliviane

Verona (P.A.) – Sabato 28 febbraio, dopo aver picchiato uno degli anziani della congregazione fino a fargli perdere conoscenza, un gruppo di indios Quechua delle Ande boliviane ha distrutto una chiesa evangelica. Le difficoltà sono iniziate fra i 140 abitanti del villaggio di Chucarasi durante la festa del carnevale. In quell’occasione gli indios animisti hanno venerato le icone pagane con le loro danze rituali, consumando grandi quantità di alcol. Gli indios ritengono che queste cose plachino le divinità locali. Gli evangelici, appartenenti all’assemblea evangelica “Chiesa di Dio di Chucarasi”, hanno rifiutato di partecipare al carnevale ed hanno svolto, come di consueto, le normali occupazioni nei campi. Due giorni dopo, una tempesta di grandine si è abbattuta sulla regione causando seri danni. Gli animisti hanno ritenuto questo fatto una punizione delle divinità a causa dei cristiani che non hanno partecipato ai festeggiamenti. La notte seguente alcuni indios hanno demolito la chiesa dopo aver aggredito Fortunato Bernal, un anziano dell’assemblea evangelica.
Anche Gregorio Conde, un altro cristiano di Chucarasi, ha ricevuto minacce di morte ed il capo del villaggio pretende che i membri della chiesa evangelica rinneghino la loro fede o se ne vadano. I fratelli hanno inviato una rimostranza alle autorità regionali che, però, hanno rifiutato di perseguire gli aggressori e non hanno proposto che un bassissimo risarcimento per lo stabile distrutto. Una commissione interdenominazionale sta cercando di trovare una via d’uscita per questa crisi.

Fonte: Porte Aperte Italia – 12 marzo 2004

Condividi

Indonesia: Militanti islamici pretendono la chiusura delle chiese

Verona (P.A.) – Diverse chiese della regione di Banten sono state chiuse in seguito alle proteste degli abitanti dei vicini quartieri. Queste comunità tenevano i culti nei locali affittati in un centro commerciale nella città di Tangerang. Il 25 gennaio, 70 persone si sono assemblate davanti ad una chiesa, hanno interrotto il culto ed hanno ordinato di non incontrarsi più in quel luogo.
La stessa folla in seguito si è recata davanti ad un’altra chiesa per scrivere la parola “bermasalah” – che significa “problema” – sulla porta d’entrata. Queste due comunità hanno dovuto cessare le loro riunioni e le loro attività sociali. Lo stesso giorno, altre cinque chiese ed organizzazioni affiliate sono state obbligate a chiudere i loro battenti. Una riunione organizzata dal Forum Cristiano per la Comunicazione della regione di Banten non ha portato ad una intesa fra i cristiani e i responsabili locali di Rukun Warga, una associazione nella quale la maggioranza dei membri sono musulmani militanti che vogliono la chiusura delle chiese.
Da quando sono avvenuti questi incidenti i cristiani si incontrano nelle case.

Fonte: Porte Aperte Italia – 5 marzo 2004

Condividi

Eritrea: Nuovi arresti di cristiani

Verona (P.A.) – Domenica 15 febbraio alle 15,30, la polizia di Asmara – la capitale eritrea – è intervenuta durante un culto per arrestare tutta l’assemblea. Mengse Tweldemedhane, pastore della chiesa “Alleluia”, stava conducendo un incontro segreto quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione. Il gruppo, composto da 34 uomini e 17 donne, è stato rinchiuso nel carcere di una base militare a Adi–Abyto per tre giorni ed in seguito trasferito in un altro campo militare. Quattro donne attempate sono state rilasciate, mentre il pastore è stato rinchiuso in una cella sotterranea d’isolamento.
Le restanti 46 persone sono recluse in containers metallici e subiscono ogni sorta di pressioni per indurle a rinnegare la fede. 5 di loro sono malate e prive di qualsiasi assistenza medica. Finora sono 347 i cristiani reclusi in Eritrea, per possesso di Bibbie, partecipazione a culti illegali o per aver testimoniato la loro fede. Alcuni di loro sono reclusi da circa due anni.

Fonte: Porte Aperte Italia – 27 febbraio 2004

Condividi

Il blog di Illuminato Butindaro
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul mio sito e aiutarmi a capire quali parti del sito sono più rilevanti e utili per te.