Cristiani appartenenti alla evangelica “Full Gospel Church” sono stati aggrediti nella provincia vietnamita settentrionale di Thanh Hoa. I fatti si sono verificati lo scorso 14 agosto. Lo comunica l’Associazione Internazionale per i Diritti Umani (Internationale Gesellschaft für Menschenrechte, IGFM). L’Associazione ha chiesto alle autorità vietnamite di fare luce sui fatti e punire i colpevoli delle violenze. L’IGFM, che ha la propria sede a Francoforte (Germania) sostiene che “tutte le chiese evangeliche domestiche della provincia di Thanh Hoa subiscono angherie da parte della polizia; solo le chiese ufficialmente registrate e controllate dalla Stato godono di una relativa sicurezza”.
Cristianesimo
Morto a 14 anni… La straordinaria testimonianza di un ragazzo cambogiano
Da più di un anno, il giovane Moniroath sapeva di soffrire di cancro. Suo padre Phalla, insegnante in una scuola media inferiore e predicatore laico responsabile di una parrocchia di campagna, faceva tutto il possibile per fargli somministrare i trattamenti appropriati, il che gli richiedeva frequenti e costosi spostamenti col figlio malato verso un ospedale situato in Vietnam. La Chiesa Metodista, compreso Connexio, gli hanno dato il loro sostegno con la preghiera e con l’aiuto finanziario, ma, ahimè, la malattia è progredita inesorabilmente. Moniroath dovette sopportare con coraggio l’amputazione della gamba destra, poi il cancro raggiunse a poco a poco altre parti del corpo.
Utilizzando al meglio il tempo, Moniroath si sforzava, durante il suo soggiorno ospedaliero che si prolungava, di imparare la lingua vietnamita per poter comunicare con i suoi vicini e parlare loro della sua fede in Gesù Cristo. Molti di quelli che l’udivano rimasero impressionati dalla sua testimonianza raggiante e fiduciosa, nonostante l’aggravamento visibile del suo stato di salute.
Ai primi di luglio abbiamo ricevuto da parte della pastora Jessica Tiong, sovrintendente del distretto di Kampong Thom, il seguente messaggio che ci ha nello stesso tempo rattristati e incoraggiati:
“Grazie per il vostro amore per la famiglia di Peou Phalla.
Moniroath è deceduto il 5 luglio ma il suo decesso è stato accompagnato da una grande testimonianza per le persone che gli stavano intorno.
Avevamo creduto di perdere Moniroath già il 1mo e il 2 luglio, ma finì col riprendere coscienza. Nella notte del 4 luglio ha sofferto molto; era momentaneamente incosciente ma quando riprese conoscenza disse a quelli che lo attorniavano che era stato in cielo e che vi aveva giocato, nell’acqua, con i pesci che vi nuotavano. Diceva che era così tanto contento e che vedeva Gesù in cielo. Prendendo congedo da suo padre e da sua madre, disse loro: “Io non posso più, con le mie forze, ritardare la partenza; sto per lasciarvi, ma non per sempre, poiché ci rivedremo di nuovo in avvenire”. Quanto ai suoi vicini e agli altri membri della sua famiglia, li pregò di non piangere. Tutti rimasero stupiti e sconvolti da questa testimonianza della quale il padre, Phalla, disse che è di gran consolazione per lui, poiché è certo, ora, che Moniroath è realmente salvato…”.
Daniel Husser
Fonte: En route, Bulletin d’information francophone de l’Eglise Evangélique Méthodiste (EEM) n° 23, septembre 2006
ALGERIA: legge contro il proselitismo
La legge contro il proselitismo, che entrerà in vigore il 28 agosto, viola i principi dei diritti umani stabiliti dalle Nazioni Unite ed elimina la relativa libertà di religione goduta finora in Algeria. L’islam, in Algeria, è religione di stato e il 99% dei 33 milioni di abitanti del paese maghrebino è musulmano. L’articolo 11 della nuova legge algerina dice che “chi spinge, o obbliga, o attira con allettamenti un musulmano a aderire a un’altra religione” può essere punito con una pena detentiva variabile da due a cinque anni. Nella stessa pena può incorrere chi
UZBEKISTAN: In discussione un disegno di legge che vieta di parlare della propria fede al di fuori dei luoghi di culto riconosciuti
In Uzbekistan, un’ex repubblica dell’Unione Sovietica nell’Asia centrale, è in discussione un disegno di legge in base al quale parlare ad altri della propria fede fuori dai luoghi di culto riconosciuti è un crimine punibile con una multa fino a 600 volte il salario minimo mensile e, per i recidivi, con pene fino agli 8 anni di carcere. Se approvata, la legge sarà apertamente in conflitto con l’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo,
BHUTAN: Rilasciati due cristiani
In Bhutan, piccolo regno isolato dell’Asia centro-meridionale, confinante a nord con il Tibet e a sud con l’India, sul versante meridionale della catena montuosa dell’Himalaya, il 29 luglio scorso la polizia ha rilasciato due cristiani di origine nepalese, fratelli tra loro, arrestati in gennaio con l’accusa di proselitismo e condannati a giugno a tre anni di reclusione. I due fratelli, che appartengono ad una chiesa pentecostale che conta molti fedeli in Bhutan, sono stati arrestati per aver fatto vedere una videocassetta su Gesù a casa di persone non cristiane. A denunciarli è stato un ragazzo presente alla proiezione,