Storie di cristiani in Cina

CINA – La Repubblica popolare cinese conta circa un miliardo e trecento milioni di persone, la cui maggioranza, secondo dati ufficiali, è atea. Negli ultimi anni però, i cinesi sono alla ricerca di valori morali diversi da quelli proposti dal comunismo e dall’ateismo.

Secondo uno studio condotto dall’East China Normal University, durato due anni e pubblicato dalla Oriental Outlook nel febbraio di quest’anno, i cinesi che si sono dichiarati credenti in un qualche credo religioso sono circa trecento milioni, ben tre volte il numero riferito dal governo cinese, che si riferisce a dati che delineano la situazione in atto nel 1960.
Il 67 percento dei cinesi credenti seguono il buddismo, il taoismo o l’islamismo, mentre quelli che si dichiarano cristiani sono circa quaranta milioni, in prevalenza evangelici.

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Cina: Altri tre pastori arrestati

Verona (PA) – Domenica 13 luglio la polizia ha fatto irruzione in una comunità familiare a Xiaoshan alle quattro del mattino, mentre i credenti già tenevano il loro culto di adorazione. Sono stati arrestati tre leader: She Shaocheng (di 80 anni) che aveva aiutato a fondare la chiesa più di 25 anni fa, Xu Weimin e Gao Chongdao. Non è stato rivelato dove sono stati condotti e neppure i familiari sono autorizzati a visitarli.
Una settimana prima circa 300 poliziotti avevano interrotto il culto domenicale e distrutto il locale nel villaggio di Hengpeng ed ora i credenti continuano ad incontrarsi nelle case. Ambedue le comunità appartengono alla denominazione “Piccolo gregge” molto conosciuta per il suo fondatore Watchman Nee, che ha scritto libri pubblicati in tutto il mondo.
La chiesa di Xiaoshan è stata distrutta dalle autorità tre volte negli ultimi 25 anni, ma è stata sempre ricostruita dai credenti, anche quando non avevano i permessi governativi. A causa della SARS il governo aveva anche ordinato la cessazione dei culti, ma i fratelli hanno continuato ad incontrarsi ugualmente.
Il locale Ufficio degli Affari Religiosi ha ripetutamente cercato di convincere la chiesa ad aderire al Movimento Patriottico delle Tre Autonomie (l’unica denominazione ufficialmente riconosciuta). La chiesa però ha sempre rifiutato ogni tipo di controllo da parte del governo.

Fonte: Porte Aperte Italia – 31 luglio 2003

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