La perfetta e stretta unità del Figliuolo con il Padre

I Testimoni di Geova – Indice  > Altri loro insegnamenti, falsificazioni apportate alla Bibbia, Interpretazioni peculiari  >  Falsificazioni apportate alla Bibbia  >  La perfetta e stretta unità del Figliuolo con il Padre

Adesso vorrei farvi notare come i ‘traduttori’ di questa setta hanno modificato alcuni passi che attestano che Cristo Gesù è il Figlio di Dio coeterno con il Padre e che egli era strettamente unito al Padre anche ai giorni della sua carne.

– In Giovanni è scritto: “E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unige­nito venuto da presso al Padre”.[1] Giovanni ha attestato così che essi contemplarono la gloria di Cristo Gesù che era la gloria dell’unigenito Figlio di Dio proce­duto dal Padre.

Ma siccome che i Testimoni di Geova non credono che il Figlio di Dio fosse della stessa sostanza con il Padre perché ritengono la Parola inferiore a Dio e non Dio allora essi hanno reso queste parole così: ‘E la Parola é divenuta carne e ha risieduto fra noi, e abbiamo visto la sua gloria, una gloria tale che appartiene a un figlio unigenito da parte di un padre’. E così il lettore della loro Bibbia comprende che la gloria di Cristo non era la gloria dell’Unigenito Figlio di Dio che era venuto da Dio, ma una gloria come quella che riceve un figlio unigenito da suo padre.

– Nell’epistola agli Ebrei si legge: “Iddio, dopo aver in molte volte e in molte maniere parlato anticamente ai padri per mezzo de’ profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliuolo…”.[2] Diodati ha messo “nel suo Figliuolo”.

Ma nella Traduzione del Nuovo Mondo del 1987 lo stesso passo si legge così: ‘Dio, che anticamente parlò in molte occasioni e in molti modi ai nostri antenati per mezzo dei profeti, alla fine di questi giorni ha parlato a noi per mezzo di un Figlio…’.

In questa maniera i loro traduttori sono riusciti ad attenuare la relazione che c’è tra il Padre e il Figlio, perché invece di “mediante il suo Figliuolo” o “nel suo Figliuolo” hanno messo ‘per mezzo di un Figlio’.

Nella versione del 1967 il verso era tradotto correttamente infatti si legge: ‘alla fine di questi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio’.

– In Giovanni è scritto che Gesù disse ai Giudei: “Se non faccio le opere del Padre mio non mi credete; ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre”.[3]

Ma nella loro versione si legge: ‘Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi. Ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché conosciate e continuiate a conoscere che il Padre è unito a me e io sono unito al Padre’.

Questa manomissione si è resa necessaria per sostenere che Dio Padre non è onnipresente. Egli in altre parole non poteva essere in cielo e nello stesso tempo in Gesù.

– Sempre in Giovanni è scritto che Gesù disse a Giuda: “Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me…”.[4]

Ma nella loro versione si legge: ‘Le cose che vi dico non le dico da me stesso; ma il Padre che rimane unito a me fa le sue opere. Credetemi che io sono unito al Padre e il Padre è unito a me’.

Il motivo di questa ennesima manomissione è lo stesso citato in precedenza.

 


[1] Giov. 1:14

[2] Ebr. 1:1-2

[3] Giov. 10:37-38

[4] Giov. 14:10-11