Le calamità naturali

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La dottrina dei Testimoni di Geova.

In un articolo dal titolo ‘Calamità naturali Castighi di Dio?’ sulla rivista Svegliatevi! si legge: ‘Oggi l’Iddio Onnipotente giudica intere comunità? Non si può negare che in passato Dio lo abbia fatto. (…) Ma che dire di oggi? In Matteo capitolo 24, Marco capitolo 13 e Luca capitolo 21, Cristo Gesù predisse che ci sarebbe stato un periodo di calamità mondiali. In questi capitoli diede un avvertimento profetico circa avvenimenti e condizioni propri del termine del sistema di cose, affinché le persone riflessive potessero rendersi conto che egli aveva preso a regnare invisibilmente dal cielo. Queste profezie si stanno adempiendo oggi. Va notato, però, che nel caso di ciascuno dei summenzionati giudizi, Geova Dio diede avvertimenti chiari e ripetuti prima che venisse la distruzione.[1] (Amos 3:7) Tuttavia, nel caso delle calamità naturali del nostro tempo, gli avvertimenti vengono di solito da fonti secolari e si basano su osservazioni scientifiche. (…) Con l’aumento della popolazione mondiale, l’uomo è andato ad abitare vicino a molti pericoli potenziali. La ricerca di spazio in cui vivere e coltivare derrate alimentari porta a disboscare zone che in precedenza erano coperte da foreste, il che a volte aggrava certe calamità naturali provocate da eccessive precipitazioni e dal rapido deflusso superficiale delle acque piovane. Non sarebbe quindi giusto dire che le calamità naturali sono mandate direttamente dall’Iddio Onnipotente per punire gli abitanti delle zone colpite (…) non è l’Iddio Onnipotente a causare queste calamità..’.[2] Nel loro libro Ragioniamo facendo uso delle Scritture si legge: ‘Non è Dio a causare terremoti, uragani, inondazioni, siccità ed eruzioni vulcaniche, cose di cui spesso oggi si ha notizia. Dio non si serve di questi mezzi per punire le popolazioni’.[3]

Confutazione.

Ora, come abbiamo visto la Torre di Guardia non nega che nel passato Dio abbia giudicato intere popolazioni, e difatti ritiene che il diluvio ai giorni di Noè, la distruzione di Sodoma e Gomorra e quella della città di Gerusalemme furono dei giudizi divini. Ma quando si tratta delle calamità che colpiscono oggi intere popolazioni allora le cose stanno diversamente, perché non è Dio che le manda ma si tratta solo dell’adempimento di predizioni fatte da Gesù. Sono, come abbiamo già visto, i segni da cui i discepoli di Cristo avrebbero capito che Egli aveva preso a regnare dal cielo (questa loro asserzione l’abbiamo già confutata). Gesù le predisse solamente, ma non è Dio che le manda. E poi, queste calamità di oggi (terremoti, carestie, ecc.) sono predette dagli scienziati che hanno dei mezzi tecnologici molto avanzati, e non più dal Signore come fece nel caso del diluvio, della distruzione di Sodoma e Gomorra e di Gerusalemme. Ma le cose non stanno affatto così, per il semplice motivo che la Scrittura attesta che Dio non cambia, che il suo modo di agire è lo stesso di migliaia di anni fa. Ma andiamo per ordine. E’ assurdo affermare che Gesù ha semplicemente predetto che in questo nostro tempo (per i Testimoni di Geova dal 1914 in avanti, mentre in realtà quegli eventi concernono gli ultimi giorni in cui si trovavano già gli apostoli e nei quali ci troviamo anche noi) ci sarebbero stati terremoti, carestie e pestilenze ma non è Dio che le manda sugli uomini. Perché? Perché Gesù tutto quello che disse nei giorni della sua carne lo disse per ordine di Dio. Ecco cosa egli disse a proposito di quello che diceva: “Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre che m’ha mandato, m’ha comandato lui quel che debbo dire e di che debbo ragionare… Le cose dunque che dico, così le dico, come il Padre me le ha dette”,[4] ed anche: “La parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato”.[5] E dato quindi che la parola di Gesù era la Parola di Dio, e Dio vigila sulla sua parola per mandarla ad effetto secondo che Egli disse a Geremia: “Io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto”,[6] e ad Isaia: “Sì, io l’ho detto, e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò”,[7] di conseguenza anche tutte quelle calamità predette da Gesù, quali terremoti, carestie e pestilenze, sono cose che fa accadere Dio. E poi noi diciamo: non si dovrebbe proprio capire perché la distruzione di Gerusalemme, predetta anch’essa da Gesù nello stesso discorso[8] in cui predisse terremoti, pestilenze e carestie, e verificatasi nell’anno 70 per opera dell’esercito romano, debba essere considerata un giudizio di Dio contro la sua città per non avere conosciuto il tempo nel quale era stata visitata, mentre gli altri eventi disastrosi predetti contro le nazioni, quali terremoti, carestie e pestilenze, non debbano essere considerati dei giudizi mandati da Dio contro le nazioni. Se Dio punì Gerusalemme mandandogli contro le legioni romane, perché non dovrebbe essere sempre Lui a punire le nazioni mandandogli contro terremoti, pestilenze e carestie?

E poi diciamo ancora: è veramente segno di mancanza di conoscenza delle Scritture fare simili affermazioni quando nel libro dell’Apocalisse sono predetti così tanti giudizi divini contro l’umanità. Per esempio quando fu aperto il quarto suggello fu data alla morte e all’Ades la potestà sopra la quarta parte della terra “di uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le fiere della terra”,[9] e quando il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria (coppa piena dell’ira di Dio) “ci fu un gran terremoto, tale, che da quando gli uomini sono stati sulla terra, non si ebbe mai terremoto così grande e così forte”,[10] per citare solo alcuni dei giudizi di Dio che si devono ancora abbattere sulla terra. Quindi, alla luce delle Scritture i terremoti, le pestilenze e le carestie sono giudizi mandati da Dio contro gli uomini ribelli e malvagi ancora oggi. Come dice Amos: “Una sciagura piomba essa sopra una città, senza che l’Eterno ne sia l’autore?”[11] E non ci sono solo questi di giudizi, ma ci sono anche le alluvioni devastanti, i fulmini, malattie incurabili di ogni genere, ecc. In Giobbe infatti è scritto: “Ecco egli trattiene le acque, e tutto inaridisce; le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra”,[12] ed anche: “S’empie di fulmini le mani, e li lancia contro gli avversari”.[13] Nelle Cronache è scritto del re di Giuda Jehoram che “l’Eterno lo colpì con una malattia incurabile d’intestini”.[14] Nessuno dunque v’inganni fratelli con i suoi vani ragionamenti; Dio è lo stesso di quando colpiva il mondo antico con il diluvio, di quando colpì Sodoma e Gomorra e Gerusalemme a motivo della malvagità dei loro abitanti. I suoi giudici ancora oggi sono da lui eseguiti sulla terra in svariate maniere: dimostrazione questa che egli ancora ama la giustizia e odia l’iniquità; benedice i giusti, ma maledice i malvagi; fa grazia agli umili ma resiste ai superbi. Questi suoi giudizi sono eseguiti da lui sia a livello individuale che a livello nazionale; esattamente come ai tempi antichi sotto i profeti. E non solo, talvolta Egli preannuncia pure ai suoi servitori i suoi giudizi contro terzi con una parola di sapienza. In verità, nulla è cambiato nel suo modo di agire. Gloria al suo nome in eterno. Amen.

 


[1] Sono quelli del diluvio, della distruzione di Sodoma e Gomorra e di Gerusalemme, menzionati poco prima.

[2] Svegliatevi!, 8 febbraio 1992, pag. 18-19

[3] Ragioniamo facendo uso delle Scritture, pag. 359

[4] Giov. 12:49-50

[5] Giov. 14:24

[6] Ger. 1:12

[7] Is. 46:11

[8] Cfr. Luca 21:20-24

[9] Ap. 6:8

[10] Ap. 16:18

[11] Amos 3:6. Geremia dice che per l’ira di Dio “trema la terra” (Ger. 10:10); e abbiamo un esempio di questo quando Dio mandò un grande terremoto contro Israele ai giorni del re Uzzia, terremoto predetto tramite Amos in questi termini: “Ecco, io farò scricchiolare il suolo sotto di voi, come lo fa scricchiolare un carro pien di covoni” (Amos 2:13) ed anche: “Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà, e s’abbasserà come il fiume d’Egitto” (Amos. 8:8). Per quanto riguarda le pestilenze ricordiamo che Dio colpì con la peste i suoi nemici diverse volte: “Una terza parte di te morrà di peste” (Ez. 5:12) disse Dio contro Gerusalemme. Per quanto riguarda le carestie ricordiamo la carestia che Dio mandò contro Israele ai giorni del re Achab a motivo della malvagità del popolo; fu Dio a non far piovere sul paese (per tre anni e sei mesi) secondo che aveva già avvertito nella legge: “Il tuo cielo sarà di rame sopra il tuo capo, e la terra sotto di te sarà di ferro” (Deut. 28:23).

[12] Giob. 12:15

[13] Giob. 36:32

[14] 2 Cron. 21:18