La collaborazione con la rivista Conscientia, avente anch’essa uno spirito ‘massonico’

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Paolo Paschetto collaborò anche con la rivista Conscientia (1922-1927), diretta da Giuseppe Gangale (1898-1978) a partire dal giugno 1924. Appartenente ad una Chiesa Battista, Gangale era un massone (aderì alla Massoneria nel gennaio del 1923, e diventò maestro della Loggia ‘Tommaso Campanella’ di Catanzaro) e fu quello che coniò il termine ‘Massonevangelismo’ per indicare quella doppia militanza, in una Chiesa evangelica e nella massoneria, che caratterizzava così tanti personaggi di primo piano delle Chiese Evangeliche del suo tempo.

Paschetto illustrò le pagine di ‘Conscientia’ con fregi e testate (cfr. Giorgio Spini, Italia di Mussolini e Protestanti, pag. 91; Demofonti Laura, La riforma nell’Italia del primo Novecento. Gruppi e riviste di ispirazione evangelica, pag. 152-153), fino a quando nel 1927 essa fu chiusa dal governo fascista perchè con il tempo era diventata ormai una rivista politica che combatteva il fascismo e Benito Mussolini quindi la fece chiudere.

Con la rivista ‘Coscientia’, collaborarono tra gli altri, il pastore valdese Ugo Janni (1865-1938), massone (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 48); il valdese Cesare Gay (1892-1970), segretario nazionale della Federazione studenti per la cultura religiosa, che era oltre che profondamente ecumenico anche massone (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 48,140); il socialista Lelio Basso (1903-1978), anche lui massone (cfr. Erasmo, Anno VI – Numero 1-2, 15-31 gennaio – 2005, pag. 12); e il filologo meridionalista Tommaso Fiore (1884-1973), che era maestro massone (cfr. Gnocchini Vittorio, L’ Italia dei liberi muratori. Brevi biografie di massoni famosi, Editore Mimesis, 2005, pag. 123); il filosofo socialista Alfredo Poggi (1881 – 1974) che al XIV Congresso di Ancona del Partito Socialista (aprile 1914) si era scontrato con Benito Mussolini sulla incompatibilità fra Socialismo e Massoneria sostenuta da Mussolini, sostenendo invece che si poteva essere socialisti e massoni: ‘Il Partito non può adombrarsi di una associazione che ha lo scopo di tendere al perfezionamento morale, intellettuale e materiale dell’uomo. Non si deve dimenticare che la Massoneria che fu in passato rifugio di tutti gli spiriti insoddisfatti, è oggi una associazione di studio, che si occupa di problemi filosofici e morali. Essa tende ad educare un uomo libero da ogni suggestione esterna, libero nella religione, libero nella morale, nella politica. Perciò combatte ogni tirannia politica e religiosa e aspira a una società nuova, ove l’uomo, liberatosi da ogni pregiudizio di classe, di religione, di patria, possa vivere degnamente da uomo’; e l’esoterista Julius Evola (1898-1974), che era anche lui un massone, il quale pubblicherà alcune cronache filosofiche (cfr. Davide Dalmas e Anna Strumia, Una resistenza spirituale ‘Conscientia’ 1922-1927, Claudiana Editrice 2000, pag. 92).

Che questa rivista protestante fosse influenzata da uno spirito massonico, è confermato dalla seguente scritta apposta al titolo: ‘E’ diretto a tutti coloro che ritengono l’avvenire di Italia strettamente connesso con la sua rinascita spirituale. Si propone di rievocare le tradizioni italiane di Riforma religiosa per trarne motivi attuali di rinnovamento’. Infatti l’espressione ‘rinascita spirituale’ andava bene sia per i Protestanti che per i Massoni, i quali parlano anch’essi di rinascita spirituale, ma intesa in un senso completamento diverso da come lo intende la Bibbia, e poi in quella scritta era evocato il patriottismo così caro ai massoni, infatti si parla dell’avvenire della nazione Italia. Anche la rievocazione delle tradizioni italiane di riforma religiosa, andava bene anche per i massoni, perchè vedevano in esse comunque una presa di distanza dal cattolicesimo romano ed anche la possibilità di rinnovamento per la nazione Italia, nel senso di affrancamento dalla prepotenza del papato.

Non sorprende dunque sapere che una parte dei suoi cinquemila lettori era costituita da aderenti alla massoneria o ad associazioni ad essa collegate. Ecco perchè c’erano spesso dei rimandi ad una rivista di Aosta che si chiamava «Mont-Blanc» fondata e diretta da Edouard Duc, valdese e massone.

Addirittura, nel 1924 su ‘Conscientia’ fu recensito il testo Filosofia della Massoneria di Fichte. La recensione fu fatta da Arnaldo Belluigi, il quale affermò che lo scopo della massoneria, in quanto società particolare, può essere dedotto soltanto ‘dallo scopo finale dell’Uomo’, ossia può ‘essere soltanto quello di risollevar a coltura umana universale l’unilateralità delle classi sociali’, mediante l’educazione all’amor di patria ed al sentimento cosmopolitico, tra loro non in contrasto’ (cfr. Davide Dalmas e Anna Strumia, Una resistenza spirituale ‘Conscientia’ 1922-1927, pag. 33).

E poi nel febbraio 1925 fu recensito il libro La Franc-maçonnerie (La Massoneria) di Joseph De Maistre (1753 – 1821), un eminente membro della Massoneria.

Per non parlare poi del fatto che su ‘Conscientia’ il 10 Marzo 1922 apparve un articolo dedicato al ‘massone’ Giuseppe Mazzini, dal titolo ‘Mazzini anima religiosa’, in cui il Mazzini viene chiamato ‘meteora luminosa’ e alla fine viene fatto passare per un credente in quanto vengono riportate le sue ultime parole prima di spirare, e cioè «Se credo in Dio? Certo che credo in Dio!», quando in realtà Mazzini non era affatto un credente, in quanto egli stesso ebbe ad affermare: ”Non sono Cristiano; non credo alla religione cristiana, alla divinità di Cristo, al dogma della caduta, ecc., credo alla morale del Cristo, ma credo che essa sia insufficiente all’adempimento dei destini sociali dell’umanità’ (Lettres intimes de Mazzini [Lettere intime di Mazzini], pubblicate da D. Melegari, Parigi 1895, pag. 57),

E poi, a conferma dell’ispirazione massonica di questa rivista, c’è questo fatto che risale a Gennaio 1925 (in piena persecuzione fascista quindi, contro la rivista Coscientia che ormai era diventata una rivista politica antifascista e quindi in avversione a Benito Mussolini) quando Gangale scrisse a «Il Turbine» di Caserta, che era un giornale di evidente impronta esoterico-massonica, affinchè pubblicasse una sua lettera dalla quale si desume che i lettori dei due periodici in qualche misura coincidevano.

Ecco la lettera di Gangale: ‘Egregio direttore, con ordine prefettizio del 4 Gennaio è stata sequestrata la prima edizione di «Conscientia» rivista settimanale di cultura religiosa e politica, e, con successivo ordine del 6 gennaio, ne è stata sequestrata anche la seconda edizione riveduta e corretta. Messo così nell’impossibilità di far avere per questa settimana al pubblico il giornale o almeno di comunicare direttamente le ragioni della mancata pubblicazione di quel primo numero, partecipo, a mezzo del suo diffuso giornale, ai lettori e agli abbonati, la notizia del sequestro. Giuseppe Gangale’. Questa lettera fu pubblicata su Il Turbine il 10 Gennaio 1925 (cfr. Davide Dalmas e Anna Strumia, Una resistenza spirituale ‘Conscientia’ 1922-1927, pag. 32).

Ma andiamo avanti, perchè c’è qualcosa d’altro da dire sul massone Giuseppe Gangale, direttore di ‘Conscientia’, che mostra come fosse permeato da uno spirito massonico. Il 22 agosto 1925 pubblicò un articolo su ‘Conscientia’ dal titolo ‘Annotazione’ in cui fece delle sconcertanti affermazioni su Gesù Cristo.

Ecco questo suo articolo (le evidenziazioni in corsivo grassetto sono mie): ‘Gli intellettuali, cioè coloro i quali vivono, pensano, parlano, discutono su basi di concetti anziché di miti, sentono, di solito, profonda difficoltà per la comprensione di Cristo e per l’inquadramento di esso nel loro sistema mentale. La loro religiosità che c’è, spesso, ed è, spesso, profonda e severa non riesce ad assorbire il Cristo. Chi osservi attentamente il fenomeno e la difficoltà si accorge che la causa di ciò è in una figurazione tradizionale del Cristo. E’ la concezione di questo come persona soprattutto fisica, materiale che dà l’impressione di essere inassimilabile al mondo spirituale e ideale degli intellettuali. Ora è tempo di accorgerci che si tratta di una storta visione procurata, alimentata, tramandata sia dal cattolicesimo – a causa del suo iconismo artistico – sia dal protestantesimo popolare portato, dalla accentuazione dei motivi fideistici verso la persona di Cristo, a confondere persona fisica con persona morale. Il Cristo storico infatti fu persona fisica in un modo così ridotto al minimo necessario che chi legga gli Evangeli ne è stupefatto. La sua vita brevissima è di una squallida monotonia e sfuma ad ogni momento nell’indeterminato: egli non scrive nulla; non parla mai di sè se non per affermare la sua indeterminatezza, la sua divinità; si può dire quasi che la sua vita e la sua gloria cominci veramente dalla sua morte fisica e che sia nato fisicamente, solo per negare fisicamente sè morendo sul Calvario. Il vero Cristo così mostra essere non la persona fisica e fenomenica, ma l’idea che quella incorporò e che dal suo corpo spezzato si riversò nel mondo per redimerlo nell’autocoscienza di sè. A quell’idea il corpo fisico, gli atti, le contingenze di Cristo obbediscono con una precisione ed una sobrietà maravigliosa; sicchè vedere dei cristiani seguaci della religione dello spirito e nemici cioè delle religioni dell’oggetto, adorare il servo anzichè il padrone, lo strumento anzichè il fine, se non fosse un tragico segno della irremediabile tendenza umana all’antropomorfismo idolatra, dovrebbe far sorridere di compatimento’.

E questo sarebbe il parlare di un Cristiano? A me pare il parlare di uno gnostico. Ma come fa innanzi tutto un discepolo di Cristo a dire che la vita di Gesù Cristo fu ‘di una squallida monotonia’? E poi, che cos’è questa distinzione tra il Cristo storico, ossia Cristo persona fisica, e il vero Cristo che non è – secondo Gangale – la persona fisica ma l’idea che quella persona incorporò e che dal suo corpo spezzato si riversò nel mondo per redimerlo nell’autocoscienza di sè? Se ho capito bene, non è Cristo quale persona fisica quindi, ma l’idea incorporata in Cristo, a salvare il mondo, e lo fa nell’autocoscienza di sè!

Ma questo parlare, ripeto, non è il parlare di un Cristiano, ma di qualcuno che non conosce Cristo. Ed infine, che significa che Gesù è nato fisicamente, solo per negare fisicamente sè morendo sul Calvario? D’altronde, Giuseppe Gangale era massone, mai dimenticarselo questo, e la massoneria non proclama il Cristo di cui parla la Bibbia, ma un altro Cristo. E se si considera che lui questo articolo lo scrisse anche per i suoi numerosi ‘fratelli’ massoni che leggevano ‘Conscientia’, si capisce tutto. Vergognoso.

Ma questo Gangale era veramente uno che si abbandonava a tanti altri vani ragionamenti, come quando biasimava la Chiesa primitiva per non essersi data alla politica: ‘Il primitivo cristianesimo non seppe comprendere il senso attivistico di se stesso. Esso si chiuse in un eroismo di difesa che non passò mai all’offesa e alla conquista; e l’interpretazione del «date a Cesare» evangelico come imperativo di separazione tra politica e religione, tra questo e l’altro mondo, tra Impero e Chiesa, fu la codificazione dell’irrigidimento difensivo del Cristianesimo’ (‘Itinerario del cristianesimo’ in Conscientia, il 28 Marzo 1925), e incitava le Chiese a darsi alla politica: ‘Il protestantesimo per affermarsi deve diventare patrimonio di masse. Le masse in Italia più evolute, più autonome e quindi più preparate sono le masse organizzate politicamente. Le altre sono amorfe. Qui ritorna il problema di una cultura protestante. Solo una cultura protestante piena ed integrale che si interessi cioè anche di problemi politici ed economici può aspirare a transustanziarsi sulle masse’ (‘Aspetti del protestantesimo’, in Conscientia, il 19 aprile 1924), e in questo suo incitamento tirava fuori i principi massonici: ‘In verità, finora Stato democratico e spirito di riforma, pur battendo la stessa strada, non hanno curato d’incontrarsi; quello si appellava al trinomio della rivoluzione francese disinteressandosi della religione, questo esauriva la rivoluzione etica dell’Evangelo nei catechismi domenicali, mostrando un sacro orrore della politica e l’uno e l’altro non s’accorgevano che le parole di libertà, di fratellanza, d’uguaglianza si trovavano così sulle porte dei templj massonici, come nell’Evangelo’ (‘Le vie per una Riforma’ in Conscientia, il 21 Ottobre 1922).

Queste sue ultime parole ritengo spiegano la sua adesione alla massoneria, e il termine ‘massonevangelismo’ da lui creato. Questo Gangale era veramente pericoloso per la Chiesa!

Ora, il disegno sulla copertina di Conscientia era di Paschetto, ed era questo.

 

conscientia

 

Osservandolo bene si noterà che esso rimanda anche a dei simboli massonici. Infatti il martello rappresenta nel Rito Scozzese ed accettato il lavoro fatto dall’Apprendista che deve dare i primi colpi sulla pietra grezza per sgrossarla, mentre il fuoco che arde privo di vita propria con le fiamme protese verso l’alto indica ‘il movimento verso una realtà sovrastante il piano della storia’ che i massoni chiamano ‘Il Grande Architetto dell’Universo’. Poi ci sono anche qui delle ali, che sono poste in un vorticare apparentemente disordinato, e che esprimono il palpitare della vita interiore, e che nella Massoneria mostrano i palpiti interni che il massone sperimenta in questo suo cammino alla ricerca della luce e della verità.

 

annotazione

L’articolo ‘Annotazione’ di Giuseppe Gangale.